CI VOLEVA MARIO INCUDINE PER RISVEGLIARE LE COSCIENZE SU UNO SCANDALOSO MERCIMONIO DI SIMBOLI MAFIOSI
Dopo la denuncia del cantautore Mario incudine sui social, il mondo politico improvvisamente si sveglia e condanna la ultradecennale usanza di vendere souvenir che riproducono mafiosi, lupare e schifezze simili. Presenti in tutta la Sicilia da decenni, questi oggetti, che evidentemente molti produttori e venditori di souvenirs considerano rappresentativi dell’isola e dei suoi abitanti, sono stati giustamente definiti “porcherie” dal cantautore, mentre li riprendeva su un traghetto della Caronte & Tourist in servizio sullo Stretto di Messina. Il video, condiviso sui social, è diventato prestissimo virale.
Per la cronaca, i “gadget” sono stati ritirati l’indomani stesso (4 settembre) dalla vendita sulle navi traghetto. E’ ancora poco, di fronte alle migliaia di negozi di souvenir che continuano a vendere questi indefinibili oggetti. Noi di In Progress, che già in passato abbiamo denunciato questo fenomeno, speriamo che sia soltanto l’inizio di una forte, ancorchè tardiva, presa di coscienza, e che si proceda subito al completo ritiro SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE di questi obbrobriosi “souvenir”, buoni solo a perpetuare un’immagine sbagliata della Sicilia in barba agli sforzi compiuti, negli ultimi decenni, per sconfiggere la mafia e rimediare ai danni, non solo di immagine, che ha provocato ai siciliani.


Di seguito, le reazioni degli assessori regionali alle Infrastrutture e Mobilità ed alle Attività Produttive.
Souvenir di stampo mafioso, Aricò: «Mai più gadget che danneggiano l’immagine della Sicilia a bordo delle navi»
«Mai più gadget che possano ledere l’immagine della Sicilia a bordo delle navi da e per la nostra Isola». A dirlo è l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò, in merito alla polemica sorta per i souvenir di stampo mafioso in vendita sui traghetti tra Messina e Villa San Giovanni.
«Seppure la tratta dello Stretto non è svolta nell’ambito di un contratto con la Regione Siciliana, siamo comunque intervenuti immediatamente presso Caronte & Tourist per chiederne la rimozione. Ringraziamo i vertici della società per aver agito con altrettanta tempestività presso i terzi che hanno in affitto gli shop sulle loro navi. Come governo Schifani inoltre – aggiunge l’assessore – abbiamo fortemente voluto sostenere questa posizione, includendo nei nuovi contratti che seguiranno alla procedura negoziata per l’affidamento dei servizi di collegamento con le isole siciliane, un comma con cui si vieta la vendita a bordo delle navi di qualsivoglia oggetto che possa mortificare il riscatto della Sicilia rispetto a stereotipi che fanno ormai parte del suo passato e che i siciliani fortemente rigettano».
Souvenir di stampo mafioso, appello di Tamajo a commercianti: «No a prodotti che mortificano la Sicilia»
«Non posso che essere d’accordo con l’iniziativa del collega di giunta Alessandro Aricò per rimuovere i souvenir di stampo mafioso in vendita sui traghetti tra Messina e Villa San Giovanni». Lo dice l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo.
«Questi gadget – aggiunge Tamajo – riportano immagini e scritte lesive della dignità dei siciliani onesti e laboriosi. Non si può accettare l’idea di rappresentare una parodia grottesca e di basso profilo dell’Isola per attrarre i turisti, consegnando un’immagine fortemente negativa che allude palesemente alla violenza e alla criminalità. Dopo stragi, vittime e impegno per isolare la cultura mafiosa, è triste constatare che la stessa e i suoi simboli possano diventare protagonisti, sia pure ironicamente, di vari souvenir».
«Rivolgo un appello ai commercianti di tutta la Sicilia perché evitino di vendere una tipologia di prodotti che oltre a essere offensiva, è irrispettosa e mortificante nei confronti della Sicilia intera. È un gesto importante per affermare la totale estraneità a qualunque versione dell’apologia del fenomeno mafioso e offrire la giusta immagine dell’Isola», conclude l’assessore.