STADIO BARBERA, LAGALLA ROMPE LO STALLO: 2.900 METRI QUADRATI IN MENO ALL’IPPODROMO

Published by
Siciliainprogress
Share

Il sindaco dispone la riduzione dell’area concessa alla Sipet per consentire la copertura integrale dello stadio e la realizzazione del percorso riservato ai tifosi ospiti.

Dopo settimane di trattative e scambi di documenti, sul futuro dello stadio Renzo Barbera è intervenuto direttamente il sindaco Roberto Lagalla. Come riportato dal Giornale di Sicilia, il Comune ha deciso di ridurre la superficie assegnata in concessione alla Sipet, la società che gestisce l’Ippodromo della Favorita, mettendo a disposizione del progetto di riqualificazione dello stadio circa 2.900 metri quadrati situati alle spalle della Curva Sud.

È opportuno chiarire subito un aspetto: non si tratta di terreni di proprietà privata sottratti all’Ippodromo. Le aree appartengono al Comune di Palermo e sono attualmente comprese nella concessione rilasciata alla Sipet. L’amministrazione intende quindi modificare il perimetro della concessione per sopravvenute esigenze di interesse pubblico, riducendolo di una superficie che corrisponderebbe a circa l’1% dell’intero compendio ippico.

La decisione arriva dopo il mancato accordo tra la società dell’Ippodromo e il Palermo FC. Il 14 luglio Lagalla aveva convocato un ulteriore incontro nel tentativo di avvicinare le posizioni, ma anche quel confronto si era concluso senza un’intesa. In una successiva nota, il sindaco ha contestato alle parti di non avere dimostrato «pari impegno rispetto all’amministrazione comunale», ricordando che la scadenza fissata da FIGC e UEFA per completare gli adempimenti legati alla candidatura di Palermo a Euro 2032 è ormai vicinissima.

Un’area indispensabile per la copertura e il settore ospiti

La porzione di terreno contesa non serve soltanto a creare un passaggio occasionale per i sostenitori delle squadre ospiti. L’area posta tra la Curva Sud, la gradinata e l’Ippodromo è necessaria anche per sistemare alcune delle strutture destinate a sostenere la nuova copertura integrale dello stadio.

Proprio la copertura costituisce uno degli elementi irrinunciabili del progetto elaborato dal Palermo FC con il supporto dello studio internazionale Populous. Il nuovo Barbera dovrà rispettare oltre duecento requisiti indicati dalla UEFA, riguardanti sicurezza, accessibilità, servizi, sostenibilità, gestione dei flussi e organizzazione delle competizioni internazionali.

Il problema era emerso già durante la definizione del Progetto di fattibilità tecnico-economica. Una prima soluzione interessava una fascia di circa 6.600 metri quadrati lungo il margine dell’Ippodromo, destinata prevalentemente all’accesso e al deflusso della tifoseria ospite. Successivamente il Palermo FC aveva avanzato una proposta più contenuta, limitando l’interferenza permanente a circa 2.900 metri quadrati.

La Sipet si era detta disponibile a valutare un diritto di passaggio temporaneo durante le partite, ma non ad accettare senza ulteriori compensazioni una riduzione definitiva della superficie concessa. Il Comune e il Palermo FC ritenevano invece necessario acquisire stabilmente almeno una parte dell’area, sia per garantire la separazione dei flussi sia per realizzare le strutture connesse alla copertura.

Secondo quanto riportato da La Sicilia, la società dell’Ippodromo avrebbe quantificato in circa 6,67 milioni di euro il valore complessivo degli interventi, dei mancati ricavi, delle limitazioni all’utilizzo e dei disagi derivanti dal progetto. Una cifra che non avrebbe trovato l’accordo del Palermo FC. Le trattative economiche non sarebbero comunque definitivamente concluse e potrebbe ancora essere raggiunta una soluzione transattiva.

Il Comune esercita le proprie prerogative

Di fronte allo stallo, Lagalla ha scelto di utilizzare le prerogative che spettano al proprietario pubblico dell’area. Gli uffici comunali hanno ricevuto l’indicazione di procedere alla riduzione del perimetro della concessione Sipet, destinando i 2.900 metri quadrati alle esigenze del progetto del Barbera.

La decisione non dovrebbe tradursi in un danno ingiustificato per l’Ippodromo. L’ipotesi prevede infatti una riduzione proporzionale del canone concessorio e l’inserimento nel quadro economico del progetto delle somme necessarie a ripristinare impianti e strutture eventualmente interessati dal cantiere. Questi costi dovrebbero essere sostenuti dal Palermo FC e non dalla società che gestisce l’impianto ippico.

È una soluzione ragionevole. L’attività dell’Ippodromo deve essere tutelata e il cantiere non può comprometterne il funzionamento, ma una concessione su un bene comunale non può trasformarsi in un diritto di veto su un intervento dichiarato di pubblico interesse. La superficie interessata è limitata rispetto all’estensione complessiva dell’impianto e appare difficile sostenere che la perdita dell’1% delle aree possa rendere impossibile l’attività ippica, soprattutto se accompagnata dalla riduzione del canone e dal completo ripristino delle opere interferite.

Il Comune aveva già dichiarato nell’aprile scorso il pubblico interesse del progetto, aprendo la strada alla Conferenza dei servizi decisoria e alla definizione della copertura finanziaria. La Conferenza preliminare aveva precedentemente riconosciuto la fattibilità tecnico-amministrativa dell’intervento.

Published by
Siciliainprogress