La concessione resta da perfezionare: nuovo PEF, nuovi pareri e un altro passaggio in Consiglio. QUI il filmato del nuovo stadio Barbera

La nota del Ragioniere generale del Comune di Palermo, Bohuslav Basile del 12 agosto scroso, successiva all’approvazione della deliberazione sul nuovo affidamento del “Renzo Barbera”, conferma che il percorso verso la nuova concessione non può considerarsi concluso.

La delibera è stata approvata, ma le modifiche introdotte con l’Emendamento n. 26 non sono ancora efficaci e richiedono un nuovo PEF asseverato, una nuova istruttoria, nuovi pareri e un ulteriore passaggio in Consiglio comunale.

La fretta è spesso cattiva consigliera

È un punto tutt’altro che secondario, perché quelle modifiche incidono su costi, ricavi, canone, garanzie, rischi e sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione. La stessa Ragioneria precisa che il parere favorevole espresso il 28 luglio riguardava soltanto l’assetto allora sottoposto all’esame e non può essere automaticamente esteso alla nuova configurazione. Sull’Emendamento 26, infatti, non è stato espresso un nuovo parere contabile favorevole.

La fretta, ancora una volta, rischia quindi di essere cattiva consigliera. Quando si affronta una concessione di novant’anni, con rilevanti effetti economici e patrimoniali per la città, non basta arrivare rapidamente al voto politico. Gli atti devono essere completi, coerenti tra loro e soprattutto perfezionati dal punto di vista documentale, contabile e giuridico, all’interno di una normativa complessa che non può essere compressa per rispettare scadenze politiche o sportive.

I nodi che restano aperti

La nota della Ragioneria mette in fila con chiarezza i passaggi che ancora separano l’approvazione politica dalla concreta efficacia della nuova concessione. Le modifiche dell’Emendamento 26 non sono operative e richiedono un nuovo Piano Economico-Finanziario, una nuova asseverazione, la completa istruttoria, l’acquisizione dei nuovi pareri e una successiva deliberazione consiliare.

Non solo. La Ragioneria sottolinea la necessità di mantenere perfettamente allineati Convenzione e PEF, perché se cambiano obblighi, costi, ricavi, canone, garanzie o allocazione dei rischi, deve essere verificato nuovamente anche l’equilibrio economico-finanziario dell’intera operazione. Il voto del Consiglio, dunque, non ha cancellato i problemi tecnici e procedurali: diversi passaggi decisivi devono ancora essere completati.

Palermo FC: «inutile aggravio»

Particolarmente significativo è anche quanto riportato dalla Ragioneria sulla nota inviata dal Palermo FC il 6 agosto. La società definisce la produzione della nuova documentazione richiesta un «inutile aggravio» e sostiene che l’unico testo di Convenzione-Concessione che può sottoscrivere garantendo l’equilibrio del proprio piano economico-finanziario è quello risultante dalle modifiche dell’Emendamento 26.

Ma proprio questa affermazione rende ancora più evidente la necessità delle verifiche richieste. Se la sostenibilità economica dell’operazione dipende da una determinata configurazione della Convenzione, quella configurazione deve essere documentalmente dimostrata, verificata e asseverata prima di poter diventare efficace.

Le criticità non erano soltanto teoriche

Su Sicilia in Progress avevamo già evidenziato come il vero problema non fosse semplicemente arrivare all’approvazione della Convenzione, ma costruire un impianto capace di reggere sotto il profilo economico, amministrativo e giuridico.

La nota della Ragioneria conferma oggi che diversi nodi restano aperti. La nuova concessione non è ancora efficace, le modifiche approvate non possono ancora produrre effetti e il futuro assetto dovrà superare un nuovo controllo contabile.

Non significa che l’operazione sia destinata a fermarsi. Significa però che la partita non è affatto chiusa e che, in procedimenti di questa complessità, accelerare i tempi può servire solo fino a un certo punto: alla fine gli atti devono comunque essere completi, coerenti e conformi alla normativa vigente.