Il sito del MIT indica un avanzamento del 64% a metà 2025. L’attivazione prima del 2030 appare improbabile

Il Terzo Valico dei Giovi, parte integrante del corridoio europeo Reno–Alpi, è l’infrastruttura ferroviaria più ambiziosa del Nord Italia: una nuova linea alta capacità Milano–Genova pensata per connettere in modo diretto il sistema portuale ligure alla Pianura Padana e al Nord Europa.
Doveva essere la svolta per la logistica italiana, ma a tredici anni dall’avvio dei cantieri, i numeri raccontano una realtà ben diversa.

UN TRACCIATO COMPLESSO E UN MOSAICO DI OPERE

Il progetto prevede un tracciato ferroviario di 53 chilometri, ma al suo interno insistono ben 87 chilometri di gallerie, quasi tutte a doppia canna.
Il cuore dell’opera è la Galleria di Valico, lunga circa 27 km, la più estesa del sistema, affiancata da altre grandi gallerie come Serravalle (7 km) e Pozzolo (2 km), oltre a una serie di cunicoli di servizio e by-pass tecnici.
Complessivamente, oltre il 70% del percorso si sviluppa in sotterraneo, un dato che rende il Terzo Valico una delle opere più complesse mai realizzate in Italia.

Sul piano economico, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) indica un investimento totale di circa 6,9 miliardi di euro (fonte: terzovalico.mit.gov.it).
Il sito ufficiale, però, non nasconde la difficoltà nel rispettare le scadenze: a luglio 2025 l’avanzamento complessivo risulta pari al 63,6%, dopo oltre tredici anni di lavori.

LE GALLERIE ANCORA INCOMPIUTE

Secondo i dati pubblici, a giugno 2023 lo scavo complessivo delle gallerie aveva raggiunto il 77% (68 km su 88 totali).
Questo significa che, a due anni di distanza, restano da completare circa 20 km di tunnel — quelli più difficili, dove le condizioni geologiche sono peggiori.
La Galleria di Valico, in particolare, attraversa formazioni argillose e calcaree molto friabili, con presenza di gas e pressioni elevate.
Le due TBM (talpe meccaniche) impegnate nei fronti di Serravalle e Cravasco hanno subito diversi arresti, obbligando in alcuni casi a procedere con scavi tradizionali e consolidamenti manuali.

A tutto ciò si aggiungono i tempi tecnici di rivestimento in calcestruzzo, posa dell’armamento, installazione degli impianti ERTMS e ventilazione: lavorazioni che, per un’infrastruttura di questo tipo, richiedono almeno altri 18–24 mesi dopo il completamento dello scavo.

IL NODO DEI RACCORDI: GENOVA E ALESSANDRIA

Il Terzo Valico non è un’opera isolata, ma parte di un sistema ferroviario integrato che deve collegarsi efficacemente sia al porto di Genova, sia alla rete ferroviaria padana.
Sul versante ligure, la piena funzionalità dipende dal Nodo ferroviario di Genova, in costruzione, che comprende l’adeguamento delle linee urbane, nuove interconnessioni e collegamenti diretti con il porto di Voltri e Sampierdarena.
Senza il completamento di queste opere, la nuova linea resterebbe un’infrastruttura “monca”, incapace di portare realmente i treni merci al mare.

Sul versante piemontese, invece, è essenziale il raccordo con la linea Tortona–Alessandria–Milano, necessario per l’inserimento nel grande corridoio logistico del Nord Italia.
Anche in questo caso, i lavori di connessione e potenziamento sono tutt’altro che terminati, e qualsiasi ritardo su questi lotti comprometterebbe l’attivazione complessiva.

AVANZAMENTO LENTO E SCADENZE IRREALISTICHE

Secondo il MIT, la data contrattuale di fine lavori resta fissata al 2027, ma la realtà dei cantieri racconta altro.
Con un avanzamento complessivo del 64% a metà 2025 e numerosi lotti ancora sotto il 50%, l’idea di completare tutto in appena due anni appare tecnicamente impossibile.

In tredici anni (2012–2025) si è completato poco più dei due terzi dell’opera, e restano ancora le lavorazioni più delicate e costose.
Anche ipotizzando un’accelerazione eccezionale, il completamento fisico dei lavori non avverrebbe prima del 2028–2029, mentre per armamento, collaudi e messa in servizio occorrerebbe attendere almeno fino al 2030.
Lo scenario di un’attivazione entro il 2030 non è quindi pessimistico, ma probabilmente realistico.

UNO SGUARDO REALISTICO AL FUTURO

Dopo tredici anni di lavori, 87 chilometri di gallerie e un avanzamento dichiarato del 64%, il Terzo Valico è ancora lontano dal traguardo.
L’esperienza insegna che i numeri ufficiali, spesso ottimistici, non bastano a misurare la realtà dei cantieri.
Tra difficoltà geologiche, opere complementari in ritardo e costi in crescita, la previsione più credibile oggi è che la linea non potrà entrare in esercizio prima del 2030 — forse anche oltre.

Solo una pianificazione trasparente e una regia efficace tra RFI, MIT e territori potrà trasformare quella che oggi appare come un’incompiuta di lusso in una vera infrastruttura europea.

I NUMERI DEL TERZO VALICO

Nome completo: Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi – Nodo di Genova
Funzione: Linea ferroviaria AV/AC tra Genova e la Pianura Padana (corridoio TEN-T Reno–Alpi)
Lunghezza del tracciato principale: 53 km
Sviluppo complessivo in galleria: 87 km (quasi tutte a doppia canna)
Galleria principale: Galleria di Valico – 27 km
Pendenza massima: 12,5‰
Velocità massima di progetto: 250 km/h
Quota massima di esercizio: 380 m s.l.m.
Costo stimato complessivo: ~6,9 miliardi di euro
Inizio lavori: 2012
Avanzamento lavori (luglio 2025): 63,6% – fonte MIT (terzovalico.mit.gov.it)
Data contrattuale di fine lavori: 2027
Previsione realistica di completamento: tra il 2030 e il 2031
Percentuale tracciato in sotterraneo: oltre 70%
Raccordi indispensabili:

  • Lato Genova: Nodo ferroviario e collegamenti con il porto di Voltri e Sampierdarena

  • Lato Alessandria: connessione con la rete Tortona–Alessandria–Milano

    Benefici attesi:

  • Riduzione tempi Genova–Milano a circa 50 minuti

  • Incremento capacità merci dai porti liguri

  • Integrazione diretta con la rete AV/AC del Nord e il corridoio europeo Reno–Alpi