Palermo città più congestionata d’Italia e tra le prime al mondo secondo TomTom: il risultato di scelte sbagliate sulla mobilità
Palermo è ufficialmente la città più trafficata d’Italia nel 2025. Non è una sensazione diffusa né una narrazione polemica: è quanto emerge dal Traffic Index 2025 di TomTom.
Un primato negativo che si ripete (nostro articolo del 2023 QUI) e che per noi di In Progress non rappresenta una sorpresa (filmato QUI). Da anni denunciamo come la politica della mobilità cittadina sia strutturalmente sbagliata, incapace di affrontare il problema alla radice.
I DATI PARLANO CHIARO
Palermo registra un livello medio di congestione del 51%, il più alto in Italia. Tra i primissimi al mondo. In termini concreti significa:
- tempi di percorrenza oltre il 50% più lunghi rispetto alle condizioni ideali;
- nelle ore di punta meno di 4 km in 15 minuti;
- nei giorni peggiori, traffico più che raddoppiato.
Questo non è solo disagio: è perdita di tempo, produttività, competitività e qualità della vita.
NON È UN CASO: È UNA SCELTA POLITICA
Il traffico non è un evento naturale. È il risultato di anni di interventi frammentari, di rinvii e di una visione che ha evitato sistematicamente il nodo centrale: ridurre davvero l’uso dell’auto privata offrendo alternative forti, veloci e affidabili.
Si è continuato a chiedere ai cittadini di cambiare abitudini senza mettere a disposizione un sistema di trasporto pubblico all’altezza.
NON TUTTO SI RISOLVE CON IL TRAM (E I DATI LO DIMOSTRANO)
Un punto va chiarito senza ambiguità: non può essere risolto tutto con una smisurata rete tranviaria.
Il sistema tramviario esiste a Palermo dal 2015. Doveva ridurre il traffico, ma i dati dicono altro: la congestione non è diminuita, anzi è aumentata negli anni successivi, fino a portarci al primo posto nazionale nel 2025.
Il problema non è ideologico, è oggettivo. Il sistema tranviario, che interferisce pesantemente con la viabilità esistente non copre in modo efficace i principali flussi casa-lavoro. Essendo un sistema a velocità commerciale medio-bassa, ulteriormente ridotta proprio dal traffico in superficie, finisce per non essere competitivo sui tempi rispetto all’auto. Tutto ciò con costi che hanno già ridotto la municipalizzata AMAT alla canna del gas.
Continuare a puntare tutto su questo modello, ignorando i risultati reali, significa insistere su una soluzione che non funziona.
IL PUNTO CHE RIPETIAMO DA ANNI: SERVE LA METRO
Palermo ha bisogno di un valido sistema di trasporto rapido di massa, completamente svincolato dal traffico di superficie Non tra dieci anni, ora. Il metro serve, e al più presto possibile. Quindi si tiri fuori il progetto della MAL dai cassetti e si proponga alla prima misura di finanziamento disponibile in Italia o in Europa. O se si vuole fare ancora prima, si faccia ricorso al Project Financing, già previsto nel progetto preliminare.
In attesa della sua realizzazione, comunque, c’è una cosa che si può fare subito: potenziare il servizio metropolitano sul Passante ferroviario.
E smettiamola con la scusa dei lavori in corso: le tratte a binario unico sono molto limitate, e consentirebbero tranquillamente il passaggio di un treno ogni 15 minuti per senso di marcia, ovvero il raddoppio, da subito, dell’offerta di trasporto metropolitano nella città e nel suo hinterland. Più frequenze, integrazione tariffaria vera, servizi affidabili sono realizzabili anche durante i cantieri. Aspettare la conclusione delle opere mentre la città resta paralizzata è una scelta politicamente irresponsabile.
Anche perchè in tal odo si da un senso ai parcheggi esistenti, ad esempio, a San Lorenzo ed in viale Francia. Chi mai vi posteggerebbe la macchina sapendo di dover aspettare anche 30 minuti, e magari vedere arrivare in banchina un treno stracolmo, come avviene regolarmente ogni mattina nelle stazioni più centrali?
Per quanto riguarda la rete viaria, c’è poco da fare: la circonvallazione non basta. Un unico asse viario non può risolvere tutti i problemi di una conurbazione complessa come quella palermitana, gravato per di più da 2 semafori pedonali e dall’assenza di almeno due svincoli (Oreto e Perpignano) con criticità strutturali che per poco non rendono impraticabile il Ponte Corleone, dove si lavora ancora alle carreggiate laterali.
La Tangenziale rimane l’unica soluzione valida per smaltire buona parte del traffico che si riversa giornalmente sulla vecchia circonvallazione. Ma, osteggiata per decenni dallo stesso Comune, quest’arteria ha soltanto il progetto di fattibilità (nostro tutorial QUI); finanziamenti? Zero.
SENZA UN SISTEMA FORTE, TUTTO IL RESTO È DEBOLE
ZTL, pedonalizzazioni, limitazioni al traffico: sono strumenti utili solo se esiste un’alternativa rapida e credibile. Senza metro, parcheggi scambiatori e senza un passante ferroviario efficiente diventano misure percepite come punitive, che aumentano il disagio senza ridurre il traffico.
Essere la città più trafficata d’Italia non è un destino. È il risultato di scelte sbagliate e ostinatamente difese.
I dati lo confermano: senza metro, senza un passante potenziato subito e senza il coraggio di cambiare modello, Palermo resterà bloccata.
Noi di In Progress lo diciamo da anni. Ora lo dicono anche i numeri, e non è la prima volta.








