
Il 14 ottobre 2022 potrebbe passare alla storia come la giornata in cui, finalmente, è cambiata qualcosa nelle modalità di traghettamento dei treni sullo Stretto. A tal proposito, si guardi il reportage video relativo al viaggio tra Catania e Roma, disponibile nel nostro canale Youtube “IN PROGRESS” in cui è possibile vedere tutte le manovre tra Messina e Villa San Giovanni per il traghettamento dell’Intercity 722.
Nella serata di ieri due nuove locomotive, della serie E464, già utilizzate in tutti i collegamenti Sicilia-continente e viceversa, sono arrivate a Messina Centrale con una modifica tecnica inedita: sono state dotate di batterie ricaricabili per potersi muovere in assenza di alimentazione aerea. Si tratta di una modifica essenziale per poter effettuare le manovre di entrata ed uscita dalle navi traghetto in corrispondenza delle invasature di Messina marittima e Villa S. Giovanni. Manovre che oggi si effettuano mediante locomotori di manovra, a trazione diesel. Una metodologia di imbarco che non solo risale alla notte dei tempi, ma che risulta lenta ed inquinante.
Le due locomotive, ciascuna in composizione con tre carrozze e una semipilota, e con a bordo solo tecnici del vettore ferroviario e del gestore dell’infrastruttura, hanno manovrato in modo del tutto autonomo dal ponte ferroviario del traghetto fino al piazzale di Messina centrale. Qui si sono collegate alla linea aerea di alimentazione alzando i pantografi, riprendendo l’usuale sistema di alimentazione a 3.000 Volt in corrente continua. L’operazione, in senso inverso, era stata effettuata alla partenza da Villa San Giovanni.
Occorre comunque precisare, con molta chiarezza, un aspetto: la possibilità di muovere le locomotive, con i relativi vagoni, verso le navi e viceversa senza l’ausilio dell’accoppiamento a locomotori di manovra, può consentire un risparmio di tempo molto limitato.
C’è da scommettere che, una volta adottata la nuova modalità di imbarco , ci vorrà molto tempo affinchè si abbiano, nell’orario ferroviario, le attese variazioni che, ad ogni modo, non potranno andare oltre la decina di minuti. E, comunque, va considerato che sarà necessario avere a disposizione almeno 10 locomotive a batteria “last mile” per far fronte alle esigenze dei cinque Intercity attualmente in servizio tra la Sicilia ed il continente (quattro con destinazione Roma e d uno con destinazione Milano).
Ci aspetta pertanto una lunga fase di verifica e di perfezionamento della nuova modalità, sfruttando i possibili (e comunque limitati) guadagni in termini di tempo per recuperare gli eventuali ritardi. I quali, occorre dirlo, sui treni a lunga percorrenza continuano ad essere una spiacevole consuetudine.
Accogliamo quindi la novità senza eccessivi entusiasmi, consapevoli che la vera rivoluzione nella “continuità territoriale” tra la Sicilia ed il continente può essere garantita soltanto attraverso il collegamento stabile, ovvero il Ponte sullo Stretto. Lo scriviamo nella certezza che ben presto, a seguito dell’arrivo dei nuovi locomotori, saremo costretti ad ascoltare i gridolini di gioia dei soliti finti ambientalisti, che da sempre combattono contro quest’opera, con il risultato di mantenere l’attuale, inquinantissimo, sistema di traghettamento.
Allo stesso modo, possiamo prevedere l’esultanza dei nostalgici “dei bei tempi che furono” (come gli appartenenti a certe associazioni di ferroamatori) che vedono la rete ferroviaria come un enorme plastico in scala 1:1, buono per farvi correre i propri trenini, magari storici. Gente che, tanto per dirne una, haavuto il coraggio di chiedere il ripristino di linee a scartamento ridotto chiuse da 40 anni!
E che da sempre fanno il tifo per qualsiasi intervento, (dalle “navi lunghe” ai “treni corti”, magari AV) che possa dimostrare l’inutilità del collegamento stabile. Ricordiamo a costoro che l’attraversamento ferroviario dello Stretto dura oltre due ore, ed una manciata di minuti (ammesso che la avremo) non cambia nulla per i viaggiatori.
E le merci? Ovviamente, i pochi carri merci che corrono tra Sicilie a continente continueranno ad essere imbarcati mediante le vecchie locomotive da manovra. Poco male: si tratta di una o due coppie di treni al giorno, a causa degli eccessivi costi e del numero esiguo di navi disponibili. Alla faccia degli ambientalisti. Quelli veri.
LINK: primo treno con locomotiva a batteria a Messina C.le