Si lavorerà finalmente alla tratta che unifica le linee esistenti in un unica rete. Ma le opere previste presentano notevoli criticità
Dopo una lunga sequenza di annunci, rinvii, validazioni, integrazioni progettuali e attese ministeriali, il Comune di Palermo ha finalmente proceduto alla consegna dei lavori della Tratta C del nuovo sistema tramviario cittadino, quella destinata a collegare la Stazione Centrale con Notarbartolo attraverso corso Tukory, via Ernesto Basile, lo svincolo Calatafimi e viale Regione Siciliana. Una tratta che è destinata finalmente a collegare le quattro linee esistenti, eliminando l’assurda separazione della linea 1 dalle altre tre, fattore moltiplicativo di disagi nella gestione del Sistema Tram.
La cerimonia si è svolta ieri presso il cantiere base allestito nel parcheggio Basile e rappresenta il primo passaggio operativo concreto dopo un’attesa di anni, a seguito di un appalto integrato che ha assegnato sia la progettazione esecutiva che l’esecuzione dell’opera.


La Tratta C costituisce probabilmente il segmento più strategico dell’intera seconda fase del tram di Palermo. Non si tratta infatti di una semplice estensione periferica della rete esistente, ma di un asse che attraversa alcuni dei principali poli di attrazione urbana della città: la Stazione Centrale, il polo universitario di via Basile, l’area ospedaliera, il nodo Calatafimi e la stazione di Notarbartolo.
Proprio per questo motivo il suo avvio era considerato uno degli interventi più attesi dell’intero programma di espansione della rete tranviaria. Negli ultimi anni, tuttavia, il progetto è stato accompagnato da continui rinvii. Già nel 2024 si parlava di apertura imminente dei cantieri, ma problemi legati alla progettazione esecutiva, alle validazioni tecniche, alle prescrizioni degli enti competenti e alle modifiche richieste durante l’iter autorizzativo hanno progressivamente spostato in avanti l’avvio dei lavori.
Un progetto che cambia gli svincoli della circonvallazione
- La programmazione iniziale dei lavori prevede:
- le attività di cantierizzazione e allestimento delle aree operative;
- l’ammodernamento del Posto Centrale di Controllo presso il deposito AMAT di via Castellana, che consentirà la gestione integrata dei tram attuali e di quelli nuovi;
- la realizzazione del nuovo svincolo di corso Calatafimi, con un viadotto dedicato esclusivamente ai tram che elimina le intersezioni semaforiche con il traffico veicolare;
- la realizzazione del nuovo svincolo di via Basile, con un percorso sotterraneo (tunnel) dedicato ai tram, privo di intersezioni con il traffico;
- lo spostamento dei sottoservizi interferenti in via Ernesto Basile e viale Regione Siciliana, con la realizzazione di nuove reti più moderne, efficienti e a basso impatto ambientale;
- i lavori di ristrutturazione di un edificio comunale in disuso destinato a ospitare la sottostazione elettrica di piazza Giulio Cesare;
- la salvaguardia e il restauro del piccolo chiosco storico di piazza Orleans.
Uno degli aspetti più rilevanti dell’intervento riguarda le opere collaterali che accompagneranno la realizzazione della linea. Il progetto prevede infatti una profonda trasformazione dello svincolo Calatafimi e dello svincolo Einstein, con la completa separazione dei flussi autoveicolari da quelli tranviari: nessun attraversamento a raso per i binari, insomma, come avviene adesso sulla linea C.
Adesso arriva la parte più difficile
Opere queste che potrebbero avere un impatto non indifferente sulla mobilità cittadina, in quanto, di fatto, prevedono lo stravolgimento degli attuali svincoli, che non convince del tutto. Più semplice la soluzione che riguarda l svincolo Basile, per il quale si prevede, oculatamente, l’interramento della linea tranviaria.
Dopo anni di annunci e ritardi, il tema non è più l’apertura dei cantieri ma la capacità di portarli avanti rispettando tempi e cronoprogrammi. Palermo ha già sperimentato in passato opere infrastrutturali caratterizzate da tempistiche molto più lunghe rispetto a quelle previste inizialmente e il nuovo sistema tramviario dovrà inevitabilmente confrontarsi con questo precedente.
La consegna della Tratta C segna dunque un passaggio storico per il progetto, ma sarà soltanto l’avanzamento reale dei lavori nei prossimi mesi a dire se questa volta si è davvero passati dagli annunci ai cantieri.
Fonti: Comune di Palermo, Il Sicilia.








