TRENI PALERMO-TERMINI, POTENZIAMENTO CON SETTE ANNI DI RITARDO. L’ASSURDITA’ DEL NUOVO PARCHEGGIO A S.LORENZO

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Roberto Palermo
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Il potenziamento arriva, ma come sempre troppo tardi e per motivi emergenziali – Parcheggi nuovi, stessi treni: chi li utilizzerà mai?

Bene il potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Palermo e Termini Imerese, annunciato proprio ieri dalla Regione siciliana. Male, però, che arrivi solo oggi, sette anni dopo la riattivazione del passante ferroviario, quando già nel 2018 Sicilia in Progress, pendolari e associazioni ne chiedevano con insistenza il rafforzamento, peraltro già previsto nel Contratto di servizio Regione-Trenitalia

Il Passante ferroviario, infatti, dovrebbe svolgere il suo servizio sull’asse Termini Imerese-Aeroporto, attraversando la città (proprio per questo si chiama “passante”) e non soltanto tra Palermo Centrale e l’aeroporto, come inspiegabilmente avviene tuttora.

Come sempre, la Regione e Trenitalia si muovono solo in risposta a un’emergenza — in questo caso i lavori sulla A19 — e non per una visione stabile del trasporto pubblico metropolitano.

Quello che oggi viene annunciato come “piano straordinario” avrebbe dovuto, quindi, essere la normalità da anni. Un collegamento frequente, cadenzato e affidabile tra Palermo, Bagheria e Termini dovrebbe essere la spina dorsale della mobilità quotidiana, non un servizio eccezionale da attivare quando l’autostrada si blocca. D’altronde, se nel 2018, alla riapertura del passante, fosse stato avviato un piano serio di servizio metropolitano, oggi non ci sarebbe bisogno di rincorrere le emergenze con treni “straordinari”.

Un megaparcheggio per un miniservizio

E mentre si parla di “mobilità sostenibile”, si inaugura il nuovo parcheggio di San Lorenzo: 136 posti auto per una stazione servita da appena due treni l’ora. Un paradosso tutto siciliano: si costruiscono parcheggi per incentivare il treno, ma poi si dimentica di far passare i treni.

Con un risultato ampiamente prevedibile: pochi saranno gli utenti che sceglieranno di usufruire del parcheggio, ovviamente a pagamento e, a quanto ci risulta, senza il minimo beneficio tariffario per chi prosegue il viaggio in treno. Se lo facessero, difficilmente riuscirebbero a trovare posto sui pochi convogli che la mattina arrivano a S. Lorenzo già stracolmi dalla periferia verso il centro città, e viceversa la sera. Facile comprendere, quindi, che continueranno il loro viaggio in auto, con buona pace della mobilità sostenibile e dei proclami entusiastici di RFI e dell’assessore regionale alle infrastrutture

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Roberto Palermo