UN MILIONE E MEZZO PER UN SOLO FRECCIAROSSA: TARANTO PAGA PER NON PERDERE IL TRENO

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La Regione Puglia finanzierà il collegamento ferroviario diretto con la Capitale. Decaro parla di «ricatto»: «Soldi dei pugliesi per avere una cosa che altrove è la normalità».

Una vicenda che ripropone il tema degli squilibri territoriali nell’offerta ferroviaria italiana.

La Regione Puglia pagherà oltre 1,5 milioni di euro per garantire a Taranto il mantenimento di un collegamento Frecciarossa con Roma.

La decisione è stata annunciata dal presidente della Regione Antonio Decaro, che non ha usato mezzi termini per descrivere quanto accaduto. Come riporta l’ANSA, il governatore pugliese ha parlato apertamente di un «ricatto», sottolineando come si tratti di «soldi dei pugliesi, spesi per avere una cosa che altrove è la normalità».

La Regione ha deciso comunque di intervenire per evitare che a pagare le conseguenze della situazione fossero i cittadini di Taranto. Il contributo servirà a garantire la prosecuzione del collegamento diretto con Roma, mentre Decaro ha ricordato di avere chiesto spiegazioni al Governo senza ottenere risposte soddisfacenti.

Un caso che riapre il problema degli squilibri territoriali

La spiegazione è nota: i Frecciarossa sono servizi a mercato e la loro effettuazione dipende dalla sostenibilità economica dei collegamenti.

Ma il caso di Taranto mostra ancora una volta una contraddizione evidente. I territori già dotati di infrastrutture moderne, tempi di percorrenza competitivi e frequenze elevate generano maggiore domanda e attirano nuovi servizi. Quelli più periferici, penalizzati per decenni da collegamenti più lenti e da un’offerta ridotta, rischiano invece di dover finanziare anche il mantenimento dei pochi treni disponibili.

I servizi ferroviari a mercato seguono la domanda, ed è evidente che le imprese debbano valutare i risultati economici dei collegamenti. Ma la domanda di trasporto non nasce nel vuoto: dipende anche dalla qualità delle infrastrutture, dai tempi di percorrenza, dalla frequenza dei servizi e dalla loro affidabilità.

Dove i tempi di viaggio rimangono elevati e l’offerta è ridotta, il numero dei passeggeri rimane inevitabilmente più basso. Successivamente, proprio quella domanda insufficiente può essere utilizzata per giustificare la riduzione dei servizi. È un circolo vizioso che il Mezzogiorno conosce fin troppo bene.

Taranto, grande città industriale e portuale del Mezzogiorno, si trova così a pagare oltre un milione e mezzo di euro all’anno per conservare un solo collegamento Frecciarossa con Roma.

Il caso dovrebbe quindi far riflettere. La Regione Puglia ha scelto di pagare per non perdere il Frecciarossa per Roma. Una scelta comprensibile, nelle condizioni date, ma che lascia aperta una domanda molto semplice: è normale che un territorio debba spendere risorse proprie per non essere ulteriormente isolato dal resto del Paese?

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