Un’amministrazione in stato confusionale prima approva, poi revoca l’autorizzazione a trasformare in parcheggio l’area di Villa Deliella. Ma perchè non ricostruirla com’era?
La storia di Villa Deliella, a Palermo, la conoscono praticamente tutti. Tranne, evidentemente, qualcuno che lavora al Comune. Si tratta, per la cronaca, di una splendida villetta Liberty progettata da Ernesto Basile nel 1898 ed abbattuta in una sola notte (così si narra) del 1959 per realizzare un edificio alto e moderno al suo posto. Un tipico caso di speculazione edilizia, con totale dispregio del patrimonio architettonico ed artistico della città. L’edificio, fortunatamente, non venne mai realizzato, in quanto il relativo permesso non venne più accordato. L’area è stata utilizzata, in seguito, come parcheggio abusivo.
Qualche giorno fa, la scandalosa scoperta dell’autorizzazione, da parte del SUAP comunale della trasformazione dell’area in parcheggio. Ciò che ha provocato la reazione stizzita di mezza città e delle forze politiche, una volta tanto costrette a fare marca indietro.
La dichiarazione dell’Amministrazione
«In merito all’atto emanato dagli Uffici del SUAP, senza alcuna verifica di coerenza con le strategie urbanistiche dell’amministrazione, relativo all’autorizzazione di un parcheggio temporaneo nell’area in cui sorgeva Villa Deliella (piazza Crispi alle Croci), si ribadiscono – scrivono in una nota il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore all’urbanistica Maurizio Carta – il valore storico-urbanistico e la valenza iconica di quello spazio, a dolorosa memoria della nefasta stagione del cosiddetto “sacco di Palermo”. L’area è destinata alla realizzazione di un Museo del Liberty – dichiarano – così come esplicitamente indicato dalle Direttive Generali per la formazione del PUG (approvate con D.G.C. n. 388 del 15/12/2023), le quali costituiscono atto di indirizzo politico-urbanistico non solo per l’Area della Pianificazione, ma per tutte le aree dirigenziali che si occupano di conformazione e uso dei suoli, delle infrastrutture e degli edifici. Il futuro Museo-Memoriale del Liberty e la riqualificazione dell’area simbolica di Villa Deliella potranno essere il portale da cui partire per esplorare il vasto palinsesto Liberty della città. Infine, l’area di piazza Crispi alle Croci è stata individuata dalla Giunta come una delle aree di rigenerazione urbana in cui, anche in project financing, che preveda la riqualificazione della piazza, la dotazione di servizi urbani e la valorizzazione dell’area della ex Villa Deliella con la realizzazione del Museo-Memoriale del Liberty per sanare la vergognosa ferita che l’abbattimento del capolavoro di Ernesto Basile ha inferto al tessuto culturale, civile e architettonico della città.
Pertanto – concludono – si conferma la volontà della Giunta comunale, in piena sintonia con il Consiglio comunale, di procedere, anche in sinergia con la Regione Siciliana e la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo, alla realizzazione di un’architettura dall’elevato valore simbolico e che possa costituire la porta di accesso all’itinerario del Liberty palermitano, che già l’hanno scorso ha ricevuto tributi e menzioni per la sua eccezionalità nel panorama europeo».
La dichiarazione dei consiglieri Argiroffi e Forello
Puntuale la dichiarazione dei consiglieri del gruppo OSO sulla vicenda:
«È disarmante constatare come, ancora oggi a Palermo, l’interesse del privato continui a prevalere su quello pubblico, persino quando in gioco c’è una ferita storica e simbolica nel cuore della città. Ci riferiamo all’area di piazza Croci, dove sorgeva Villa Deliella, opera dell’architetto Ernesto Basile, demolita frettolosamente in un fine settimana dando il via al famigerato “sacco di Palermo”, che purtroppo mostra ancora segni evidenti di attualità.
Apprendere che una dirigente comunale, la dottoressa Vicari, abbia autorizzato l’uso di quell’area come parcheggio, trattandola come un semplice lotto in zona commerciale, ci lascia profondamente sconcertati. Ancora più grave appare per la mancata comunicazione alla parte politica, che avrebbe dovuto valutare la reale opportunità urbanistica e culturale di tale scelta in un’area che il piano regolatore destina a finalità museali. Non possiamo accettare che si tratti di una semplice svista: chi conosce Palermo, come la dirigente in questione, sa bene cosa rappresenti quel luogo per la memoria collettiva della città”
L’atto di indirizzo…tardivo
Era stato un “atto di indirizzo” dell’assessore alle Attività Produttive ed Economiche Giuliano Forzinetti, appositamente emesso giusto ieri per “l’annullamento del nulla osta all’utilizzo a parcheggio dell’area di Piazza Francesco Crispi- foglio 118, particella 1″, a imporre la revoca dell’infausta autorizzazione rilasciata dal SUAP.
Nel provvedimento si legge che ” All’interno dell’area insistono elementi di interesse storico, oggetto di tutela da parte della soprintendenza, tra cui un fabbricato storico , casa del custode, classificato come netto storico, nonché elementi riferibili alla recinzione di Villa Deliella, oltre ad alberature storiche…. Anche se il vincolo espropriativo è decaduto, l’autorizzazione della destinazione a parcheggio non risulta coerente con gli obiettivi di programmazione dell’Amministrazione”. Pertanto, il Capo Area del SUAP veniva invitato a revocare l’atto, cosa che è stata subito avvenuta.
Peccato che gli atti di indirizzo siano “propedeutici” all’azione amministrativa, e non successivi. E vengono emessi in genere alla nomina dei Dirigenti, al fine di “indirizzarne” per l’appunto, la condotta nelle loro attività, fornendone gli obiettivi. Appare quanto meno sorprendente, invece, che un atto di indirizzo segua, anzichè precedere, una qualsivoglia azione amministrativa. Comprendiamo, tuttavia l’imbarazzo di sindaco ed assessori in questa ennesima prova di confusione, approssimazione e superficialità.
Ricostruiamo Villa Deliella esattamente com’era
Il vero atto di indirizzo, oltre che di civiltà, sarebbe invece quello di ordinare una volta per tutte la ricostruzione di Vila Deliella. Esattamente per com’era. Lo dobbiamo, se non altro, all’immagine della nostra città provata di tanti edifici, più o meno prestigiosi, sbriciolati dalla protervia e dalla famelicità di costruttori ed amministratori senza scrupoli.
Un’epoca buia che, evidentemente, ancora nel 2025 qualcuno non conosce, o peggio, apprezza. Non si spiegherebbe altrimenti l’incredibile autorizzazione del SUAP.
Speriamo inoltre che l’idea del “futuro Museo-Memoriale del Liberty” di cui si parla sia nella nota del sindaco che nell’atto di indirizzo dell’assessore Forzinetti, che aggiunge un ancor più improbabile “itinerario dell’Art Nouveau” (?) non rimanga una pia intenzione, aprendo la strada ad altre, probabili “tentazioni” speculative.
Senza la minima indicazione della qualità dei volumi da realizzare, queste ipotesi accademiche si possono rivelare inutili ai fini di una concreta azione ricostruttiva e persino dannose, perchè potrebbero dar luogo a mostri architettonici avulsi dal contesto e ben più dannosi di un parcheggio. Imporre la ricostruzione integrale dell’immobile sarebbe invece una garanzia di ricucitura di un tessuto urbano sfregiato e di ritorno alla bellezza prima che fosse cancellata dall’ignoranza e dalla cupidigia.
Soltanto una Villa Deliella ricostruita riuscirà a rappresentare il riscatto della città da un passato di incuria e distruzione. Ed un efficace “atto di indirizzo” per un futuro migliore.








