VILLA DELIELLA, IL PARCHEGGIO SI FARA’, ANCHE SE INUTILE E DANNOSO. LA FARSA DEL MUSEO

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INCREDIBILE QUELLO CHE SI LEGGE NEL DOCFAP DELL’INTERVENTO DA REALIZZARE NELL’AREA DI VILLA DELIELLA

 

Il parcheggio al posto di Villa Deliella, si farà. Pur ricordando che la villetta progettata da Ernesto Basile fu “luogo simbolico e testimonianza delle profonde ferite urbanistiche subite dalla città nel secolo scorso” questo prevede il DOCFAP, (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) del “Progetto per la realizzazione di un parcheggio interrato in Piazza Croci-Palermo“, documento propedeutico all’inserimento dell’opera nella programmazione triennale comunale.

Il titolo dice già tutto, e toglie ogni dubbio a chi pensava che a Palermo, finalmente, dopo gli anni bui del “sacco” fosse prevalso il buon senso. E che magari si volesse porre rimedio, con un atto simbolico, alla sistematica distruzione delle architetture più significative della città, in particolare quelle degli anni d’oro del Liberty. Ovvero, provvedendo a ricostruire Villa Deliella com’era e dov’era, secondo il progetto originale del Basile.

E pensare che lo stesso documento ricorda che l’area in cui si interverrà “ha una destinazione urbanistica F12 (Attrezzature museali, culturali ed espositive)”. Tutte strutture tra le quali non ravvisiamo la presenza di un parcheggio, peraltro bello grosso: 300 posti auto. Eppure, il Comune ha dato via libera.

Di Liberty in realtà si parla nel progetto, per spiegare che verrà realizzata “un’opera architettonica di grande valore simbolico: il Museo del Liberty” le cui forme architettoniche rimangono del tutto ignote. Soprattutto se si scrive che deve possedere i seguenti requisiti:

Funzione: Realizzazione di un centro culturale dedicato alla promozione del patrimonio storico e architettonico liberty. – Localizzazione: Collegato funzionalmente al parcheggio, per garantire accessibilità e fruizione agevole ai visitatori. –  Spazi espositivi: Organizzati per ospitare collezioni permanenti e mostre temporanee

Dovendo convivere con un parcheggio interrato “articolato su 2/3 livelli” (!!) ci chiediamo esattamente che forma avrà questo Museo. Difficile, con queste premesse, che si pensi alla ricostruzione della villa del Basile: il DOCFAP non pone alcun vincolo in questo senso. D’altronde, il recupero della villa ed il parcheggio sotterraneo sono due cose che non stanno insieme: si pensi alla difficoltà di individuare gli accessi al parcheggio (dal giardino?) ed i suoi collegamenti al museo, solo per citare i primi problemi tecnici che si porrebbero.

D’altronde, come abbiamo letto da qualche dotto esperto di architettura ed urbanistica, occorre rispettare la “Carta di Venezia” che, nel lontano 1964, imponeva alle nuove costruzioni o aggiunte di essere chiaramente distinguibili dal costruito storico. Quindi, siccome il Museo del Liberty lo facciamo oggi, lo dobbiamo realizzare secondo le metodologie e fattezze contemporanee. E tanti saluti a Basile, al suo capolavoro ed alle tante lacrime (di coccodrillo) versate dall’elite culturale della città; che invece, in questi giorni si sta distinguendo per il suo assordante silenzio.

Ma Palermo non è Parigi o Praga: è una città che si è vista depredata, ad opera di famelici affaristi, delle sue parti più suggestive, e che ha visto snaturata la bellezza dei suoi quartieri più rappresentativi. Se è vero, come si dice, che la sensibilità odierna non è quella dei tempi di Ciancimino, e la città vuole riscattarsi da quell’odioso passato, occorre porre rimedio restituendo alla città ed ai suoi abitanti esattamente quello che è stato loro sottratto. La “Carta di Venezia” ha qualcosa in contrario? Ne prendiamo atto, ma… chi se ne frega?

Un parcheggio non solo inutile, ma anche dannoso. Ecco cosa succede in Europa

Due parole, poi, sul parcheggio sotterraneo. Da anni ricordiamo alle amministrazioni comunali che si sono cimentate nel governo della città che creare nuovi parcheggi nel centro cittadino è un’assurdità, perchè attrae i flussi verso il centro, anzichè scoraggiarli. Un fenomeno molto semplice da comprendere, al punto che in molte città, in Europa e non solo, si è smesso da un pezzo di costruirne, e spesso sono stati apertamente vietati. In alcune, vengono eliminati persino i posti auto a raso. Ecco alcuni esempi, per non rimanere nel vago:

Oslo, in Norvegia, ha eliminato la gran parte dei parcheggi su strada nel centro e ha vietato la costruzione di nuovi parcheggi, compresi quelli sotterranei.

Con il suo celebre “Modello di Zurigo”, la città svizzera ha posto un tetto massimo al numero totale di posti auto e non consente la creazione di nuovi parcheggi (sotterranei compresi) senza prima eliminarne altri. 

Norimberga, in Germania, ha scelto di non espandere i parcheggi esistenti e di non realizzarne di nuovi, preservando il centro storico come area prevalentemente pedonale.

Gand, in Belgio, ha suddiviso il centro in settori non collegati direttamente tra loro in auto, e l’accesso veicolare è consentito solo per motivi specifici. I parcheggi sono limitati, sotterranei compresi.

A Zagabria il centro storico è stato protetto da nuove realizzazioni invasive, compresi divieti alla costruzione di parcheggi sotterranei.

Persino Parigi, che non ha ancora imposto un divieto assoluto alla costruzione di parcheggi sotterranei, sta andando in quella direzione. Il Comune ha dichiarato che non intende autorizzare nuovi progetti di parcheggi nel centro, concentrandosi invece sulla rimozione di 70.000 posti auto su strada entro il 2026.

Una città amministrata come negli anni ’70

Questo sono soltanto pochi esempi di quello che avviene in Europa. Gli amministratori di Palermo, evidentemente, sono rimasti indietro di 50 anni. Una caratteristica che. è bene sottolinearlo, accomuna gli attuali come i precedenti, pur di colore politico del tutto differente.

Basta leggere la relazione del Documento di cui sopra per scoprire che il parcheggio risponde all’esigenza “di potenziare l’offerta di sosta in un’area ad alta densità di traffico“. Ovvero, come scoraggiare l’afflusso di auto in una zona ad alta densità di traffico? Semplice: attraendone ancora un pò! Obiettivo che si ottiene facilmente grazie all’idea geniale di realizzare un bel parcheggio da 300 posti. Esattamente il contrario di quello che si fa in tutta Europa, come abbiamo visto.

Una illogicità che la dice lunga sulla schizofrenia delle scelte strategiche dei nostri amministratori in materia urbanistica: gli stessi che hanno previsto una estesa rete tranviaria per scoraggiare l’uso dell’automobile e poi, nell’ambito dello stesso intervento, piazzano parcheggi per migliaia di posti-auto in pieno centro, attirandovi enormi flussi veicolari, che si aggiungeranno a quelli attuali, già insopportabili. Anche in via Libertà, proprio a pochi passi dall’area dell’ex villa Deliella dove, per gradire, adesso ne prevedono un altro.

Ma si, abbondiamo! diceva il grande Totò. Qui, però, c’è poco da ridere, perchè tutto questo si fa a scapito dei cittadini.

I quali, alle brutte, si sentiranno anche dare la colpa del maledetto “ciaffico” perchè, misteriosamente, si ostineranno a privilegiare l’automobile privata per i loro spostamenti. Beccandosi, oltre alle migliaia di ore di permanenza in auto ogni anno in coda, anche l’appellativo ormai consolidato di “panormosauri”. Oltre al danno, la beffa.

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