
Nell’articolo del 28 aprile scorso riferivamo del “prolungamento” della linea 389 da Palermo fino a Monreale, raccontato come un miglioramento del servizio, un modo per rafforzare il collegamento tra Palermo e uno dei suoi poli turistici più importanti. In realtà, questo “miglioramento” nasconde una realtà ben diversa: per le linee di trasporto, in particolare per quelle di bus più estensione significa meno qualità del servizio.
Prima ancora di parlare di progettazione del servizio, vale la pena ricordare che la linea 389 per Monreale esiste da decenni, ed è sempre stata caratterizzata da una gestione instabile: sospesa, riattivata, di nuovo fermata e poi ripristinata più volte nel tempo. Ancora nel 2026 si sono registrati stop improvvisi e ripartenze nel giro di pochi giorni, con corse non garantite e pendolari lasciati senza alternative.
Il nodo non è economico, ma amministrativo: la Regione interviene con circolari e decisioni sulle competenze che bloccano il servizio, generando un continuo rimpallo tra enti. Come è stato comunicato dalla Regione stessa, il servizio è stato poi ripristinato, ma rimane più di una perplessità: basta infatti una circolare interpretativa per fermare tutto e creare disagi enormi ai cittadini, arrivando di fatto a isolare un comune importante come Monreale?
Il paradosso è evidente: ogni volta sembra che la situazione si stabilizzi, ma è sufficiente un nuovo atto amministrativo per far ripiombare tutto nell’incertezza. Sono dinamiche difficili da comprendere e ancora più difficili da accettare per chi quel servizio lo utilizza ogni giorno.
L’unica soluzione migliorativa, vale a dire un tracciato migliore, più corto e svincolato dal traffico, non è mai stata presa in considerazione da chi ha rivendicato invece, trionfalmente, il “prolungamento” della linea.
Al di là delle problematiche della singola linea, e del suo ripristino più che “prolungamento”, un principio del trasporto pubblico urbanoè noto da decenni: più una linea è lunga, più aumenta la probabilità di ritardi e irregolarità. Non è teoria, è esperienza operativa, soprattutto in città come Palermo dove il traffico presente quotidianamente livelli di record mondiale.
Ogni tratto aggiunto nelle linee bus introduce nuove variabili — traffico, semafori, interferenze — e i ritardi non restano localizzati, ma si propagano lungo tutta la linea. Il risultato è una perdita progressiva di affidabilità, che è il vero parametro con cui gli utenti giudicano il servizio.
Palermo questa lezione l’aveva già imparata con la rimodulazione della rete voluta dal prof. Ferdinando Corriere nei primi anni ’90. L’obiettivo era chiaro: linee più corte, più controllabili, più regolari.
I risultati sono ancora oggi evidenti. La linea 101, ad esempio, continua a essere una delle più efficienti proprio perché costruita su questi principi. Poi pian piano dimenticati, fino al totale snaturamento di quel principio, con linee che si allungano “a richiesta”.
Emblematico il caso della 704 prolungata fino a Mondello — già analizzato nel nostro articolo — che ripropone una logica superata oltre 30 anni fa: si prende una delle linee più lunghe della città (dalla centrale piazza Croci all’area residenziale di viale Francia) e la si allunga ulteriormente di ben 6 km, per un totale di 11 km in piena città!!
Si aumenta la complessità operativa e si espone il servizio a maggiori criticità, come abbiamo documentato anche nel nostro reportage video sul canale YouTube In Progress. Quello che viene presentato come un potenziamento rischia di tradursi in un sistema meno regolare, meno prevedibile, meno affidabile. Con il naturale sospetto che il prolungamento serva solo a soddisfare le richieste di qualcuno, magari con motivazioni politiche, visto che parliamo di Mondello, borgata marinara appetibile turisticamente ma anche ottimo serbatoio di voti.
Con maggiore lungimiranza ed aderenza i tempi, si sarebbe invece potuto attivare un collegamento di appena due km (2 ANZICHE’ 11!!) verso la vicina stazione del Passante ferroviario di Tommaso Natale, collegata con altre 24 stazioni del centro urbano e dell’area metropolitana, aeroporto compreso. Troppo difficile da fare o troppo logico?
Nel trasporto pubblico, il vero salto di qualità non è coprire più chilometri, ma garantire regolarità, puntualità e semplicità della rete. Un autobus che arriva più lontano ma arriva in ritardo non è un miglioramento. È un compromesso al ribasso.
Il collegamento con Monreale è importante e merita attenzione. Ma proprio per questo richiederebbe una soluzione progettata in modo coerente con i principi della tecnica ed economia dei trasporti.
Così come per l’importante località marinara di Mondello, per la quale si è scelta la soluzione più “semplice” del prolungamento di una linea già lunga, figlia di una visione da anni ’70 del TPL, anzichè adeguarsi alla modernità… che ancora Palermo aspetta.