E intanto i cittadini di Tommaso Natale continuano a chiedere il ripristino della linea 936 e di una frequenza ferroviaria ogni 30 minuti

Da qualche giorno la Linea 704 è stata prolungata fino a Mondello: il capolinea, che prima si trovava a Pallavicino, è stato spostato a piazza Valdesi. Il nuovo percorso collega i principali assi urbani al litorale, includendo anche l’interscambio con il passante ferroviario presso la stazione di viale Francia, in modo da favorire l’intermodalità con i treni regionali e i collegamenti verso l’aeroporto.

A sostegno della scelta, l’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Aricò ha dichiarato A Balarm.it: «Il prolungamento della linea bus 704 verso Mondello e il collegamento alla fermata del passante ferroviario di viale Francia garantiscono di congiungere in maniera intermodale e rapida la borgata marinara all’aeroporto “Falcone Borsellino”, passando per Palermo».

Dal punto di vista tecnico, però, il prolungamento della Linea 704 appare in netto contrasto con i principi comunemente adottati per la pianificazione del trasporto pubblico urbano, che privilegiano linee più brevi, regolari e affidabili. Con l’estensione fino a Mondello, la 704 raggiunge infatti una lunghezza complessiva di ben 11 chilometri, con inevitabili ricadute sui tempi di percorrenza e sulla regolarità del servizio. Più soggetti alle bizze del traffico, i bus di questa linea rischieranno di far saltare le coincidenze con le tante linee intercettate lungo il loro percorso, penalizzando la rete del Trasporto Pubblico in tutta la zona nord della città.

La scelta della fermata di interscambio con il passante ferroviario, inoltre, ha dell’incredibile: l’attuale nodo di viale Francia dista da Mondello 6 km, da percorrere su strade trafficatissime come quelle interne al quartiere Pallavicino o lo stesso viale Strasburgo. Senza contare la totale inaccessibilità della stazione ogni martedì per la presenza del mercato rionale, che riesce, da tempi immemorabili, a privare la città di un asse stradale fondamentale: l’unico caso conosciuto di traffico spostato da un mercatino, e non viceversa, come avviene nelle città normali.

E pensare che sul Passante ferroviario esiste una stazione, quella di Tommaso Natale, che dista solo 2 km da Mondello: senza essere esperti di trasporti e mobilità, si poteva, e si doveva, individuare come terminale ideale per “congiungere in maniera intermodale e rapida la borgata marinara all’aeroporto Falcone Borsellino” come ha dichiarato Aricò.

Va inoltre ricordato che fino al 31 dicembre 2015 la borgata di Mondello era già collegata al passante ferroviario tramite la Linea 936 che raggiungeva la stazione di Tommaso Natale. Da oltre dieci anni residenti e Circoscrizione ne chiedono il ripristino, con l’obiettivo di garantire un collegamento più diretto ed efficiente rispetto all’attuale configurazione. Insieme all’incremento della frequenza dei treni, che, incredibilmente, in questa stazione è soltanto di uno ogni ora, mentre altrove (anche in aree meno densamente popolate) è di uno ogni mezz’ora.

Solo a questo punto può essere richiamato il caso della Linea 100, che serviva proprio Tommaso Natale partendo da via Oreto, all’altro capo della città, spesso citata come esempio di linea “troppo lunga” ed accorciata per migliorarne l’efficienza. Un criterio che rende ancora più difficile comprendere l’allungamento della 704, una linea che presenta caratteristiche analoghe se non più complesse.

Alla luce di questi elementi, il nuovo percorso della Linea 704 — da piazza Mordini, via Roma nuova, via Notarbartolo, asse Sciuti–Strasburgo, stazione Francia, Pallavicino e infine Mondello — viene presentato come un modello di mobilità integrata. Tuttavia, l’allungamento di una linea già molto estesa rischia di produrre l’effetto opposto: aumento dei tempi di percorrenza, minore affidabilità e riduzione dell’attrattività del servizio pubblico rispetto ad alternative più dirette e coerenti con i bisogni di mobilità urbana.

Insomma, una scelta assurda, da molteplici punti di vista. Eppure, una politica che non riesce proprio ad applicare il buon senso e che non consulta, con tutta evidenza, tecnici ed esperti, la rappresenta come un servizio ideale reso ai cittadini. Purtroppo, ormai siamo abituati a dichiarazioni come questa: non è certo la prima volta e soprattutto, temiamo, non sarà l’ultima.