LAGALLA E LA MOBILITÀ: TANTE PAROLE, POCA “VISIONE”, NESSUNA PROGRAMMAZIONE

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Siciliainprogress
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Deludenti le interviste di fine anno del sindaco di Palermo sul tema della mobilità

Le interviste di fine anno del sindaco Roberto Lagalla a Live Sicilia e ilSicilia.it si inseriscono perfettamente nella tradizione della comunicazione natalizia: toni pacati, bilanci “nel complesso positivi”, rassicurazioni sul lavoro svolto e uno sguardo fiducioso al futuro.
Tutto legittimo. Meno legittimo, però, è continuare a parlare di mobilità senza affrontarne il nodo tecnico centrale, che a Palermo resta irrisolto.

Dalle parole del sindaco emerge una visione della mobilità ancora troppo legata alla narrazione amministrativa: risanamento delle partecipate, cantieri avviati, risorse “messe in sicurezza”. Ma la mobilità urbana non si valuta a consuntivo contabile.

Un sistema di trasporto funziona se riduce l’uso dell’auto privata, se accorcia i tempi di spostamento, se è prevedibile e affidabile. Su questi indicatori, Palermo continua a essere una città fragile ed in coda a tutti gli indicatori su scala nazionale ed europea. E questo dato non viene mai affrontato frontalmente dal primo cittadino di Palermo.

 

Il tram come risposta universale: un errore tecnico prima che politico

Nelle interviste, il tram viene presentato come asse portante della mobilità futura. È una posizione che Sicilia in Progress contesta da anni, non per pregiudizio ideologico ma per analisi tecnica. E se lo faceva con la precedente amministrazione, che del tram aveva fatto un totem intoccabile e la panacea di tutti i mali, a maggior ragione continua a farlo con chi aveva promesso, in campagna elettorale, l’accantonamento del sistema a favore di una moderna metropolitana, per poi cambiare idea pochi giorni dopo l’insediamento a Palazzo delle Aquile.

Il tram è uno strumento utile, ma non è adatto a sostenere i principali flussi di mobilità di Palermo, soprattutto lungo l’asse centrale nord-sud. Ha limiti evidenti di capacità, velocità commerciale e affidabilità, accentuati in una città congestionata e con una rete viaria fragile. Continuare a proporlo come soluzione principale significa confondere la visibilità dell’opera con la sua efficacia. Un errore nato in tempi lontani, ma che l’atteggiamento dell’attuale sindaco ripropone per il futuro.

La grande assenza: l’asse metropolitano nord-sud

Peraltro, mentre sostiene con decisione il “sistema tram”, nelle sue interviste Lagalla dimentica proprio il progetto che porrebbe rimedio alle carenze sopra accennate: quello della metropolitana automatica leggera sull’asse centrale, che avrebbe un impatto incomparabilmente superiore rispetto a una moltiplicazione di linee tranviarie di superficie.

E che farebbe “sistema” con tutto il resto, anche con le linee tranviarie. Lo abbiamo spiegato e persino dimostrato in un nostro studio di qualche anno fa. Che può essere spiegato così: il tema non è “tram sì o tram no”, ma ordine delle priorità. Senza un asse forte, tutto il resto perde efficacia.

Dalle parole del sindaco emerge invece un approccio sterilmente inclusivo: tram, bus, ferrovia, tutto insieme. Ma i sistemi complessi non funzionano per addizione, funzionano per gerarchia. Se manca una scelta netta su quale infrastruttura debba fare da spina dorsale del sistema, ogni intervento rischia di essere scollegato, ridondante o poco incisivo.

La mobilità non è una lista di opere, è un disegno coerente. E questo disegno, oggi, non si vede. In parole povere, manca la “visione” della mobilità palermitana del futuro.

Muoversi meglio? Non basta un pò di asfalto

Un altro equivoco ricorrente è l’assimilazione tra cantieri urbani e miglioramento della mobilità. Asfaltare, sistemare, “riqualificare” non significa automaticamente far muovere meglio le persone.

La domanda chiave resta inevasa: Palermo oggi permette a più cittadini di spostarsi rapidamente e senza auto rispetto al passato? Finché questa domanda resta senza risposta, ogni bilancio resta incompleto.

C’è comunque un tratto comune tra le interviste di Lagalla e tante altre dichiarazioni dei politici contemporanei, una criticità strutturale: molta comunicazione, poca scelta tecnica.

Si può rimediare, ma ci vuole coraggio. E visione

Palermo non ha bisogno di rassicurazioni, ma di decisioni chiare, anche scomode.
Senza una visione complessiva, che si basi su studi ed analisi serie, il rischio è continuare a investire risorse importanti in soluzioni che non risolvono il problema di fondo. Anche perchè, come spesso accade, non si realizzano le opere che servono, ma quelle per le quali esiste un elemento fondamentale: il finanziamento. E, a monte di esso, il progetto che consente di ottenerlo.

Lagalla, il tram se l’è trovato già bello progettato e finanziato. Comprendiamo la necessità di non perdere il finanziamento già acquisito da chi l’ha preceduto, così come abbiamo riferito, con piacere, del senso di responsabilità delle opposizioni che hanno fatto la loro parte per non perderlo.

Ma il nostro ruolo è quello di evidenziare le criticità di certe scelte, ed in questo caso lo abbiamo fatto in maniera costruttiva. Non semplicemente bocciando il sistema, ma proponendo i necessari aggiustamenti senza perdere quanto si è fatto o si è finanziato finora. Ed ottenendo, per il futuro, un sistema che potrebbe finalmente sottrarre Palermo dall’attuale condizione di primato nelle classifiche di congestione urbana su scala mondiale.

Siamo qui per ricordare che la mobilità si progetta, non si racconta. Anche al sindaco Lagalla, se permette.

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