PALERMO ANCORA SOTT’ACQUA, MANUTENZIONE ANCORA INESISTENTE

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Gli ennesimi allagamenti confermano quanto già denunciato da “Sicilia in Progress”: il sistema idraulico non è saturo, è abbandonato

L’ennesimo nubifragio ha trasformato di nuovo Palermo in una città sommersa: sottopassi chiusi, strade come fiumi, auto intrappolate. Ieri a Palermo le squadre del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco hanno svolto oltre 30 interventi legati agi allagamenti, risolvendo situazioni da panico, soprattutto automobilisti rimasti intrappolati nelle loro auto. Quello che ha colpito è la diffusione del problema, che non ha interessato l2 “solite” via Messina Marine ed i sottopassi della circonvallazione, ma praticamente tutta la rete stradale della città, in tutti i quartieri.

Una scena ormai abituale, che conferma – punto per punto – quanto Sicilia in Progress aveva già denunciato nei precedenti articoli Palermo, ancora allagamenti, ancora immobilismo ed incuria e Allagamenti a Palermo, la verità viene a galla: pulite meno di 1/3 delle caditoie. E che è destinata, purtroppo, a ripetersi.

Dove sono gli “esperti idraulici”?

Dispiace dover avere sempre ragione, ma per noi è semplice: questi argomenti li conosciamo bene, potendo contare su professionisti che hanno prestato la loro opera nel campo manutentivo delle infrastrutture e che la laurea l’hanno presa per merito, e non con spintarelle politiche o familistiche.

Quanto meno prendiamo atto di non leggere più, in giro, le interviste concordate di improvvisati “esperti idraulici” che le inventano tutte pur di coprire le carenze dell’amministrazione pubblica. Cosa che succedeva, invero, quando a Palazzo delle Aquile sedeva la precedente amministrazione, spalleggiata da certe pagine social o da certi siti compiacenti, caduti ormai in disgrazia.

Ma torniamo al tema: gli eventi di ieri sono la dimostrazione che non si tratta di fatalità meteorologiche, ma di inerzia amministrativa: la rete non è carente, è semplicemente inservibile per mancanza di manutenzione ordinaria.

Non è il collettore: è l’acqua che non arriva al collettore

L’argomento “collettori insufficienti”, da solo, non regge. Se il problema fosse soltanto strutturale, gli allagamenti si concentrerebbero solo a valle dei bacini idrografici, non in ogni quartiere della città.

Invece Palermo si allaga ovunque, contemporaneamente: segno che le caditoie sono otturate, che le strade non vengono pulite, e che l’acqua non riesce neppure a raggiungere i collettori. Non può esistere una città in cui tutti i collettori siano scadenti: esiste, piuttosto, una città in cui nessuna caditoia è davvero funzionante.

Le piogge, dunque, hanno soltanto reso visibile ciò che era già noto: non mancano le infrastrutture, manca la cura. All’amministrazione comunale l’arduo compito di mettere mano alla situazione. Occorre però avere il coraggio di uscire dalle logiche delle convenienze politiche ed entrare nei meccanismi di una macchina comunale che, con tutta evidenza, non funziona più, avendo il coraggio di rimuoverne le cause. Senza guardare in faccia nessuno.


Approfondisci su Sicilia in Progress:

– Palermo, ancora allagamenti, ancora immobilismo ed incuria
– Allagamenti a Palermo, la verità viene a galla: pulite meno di 1/3 delle caditoie

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