
Molti amici, tra le migliaia che ci seguono, dopo la pubblicazione della splendida immagine fattaci pervenire da un nostro affezionato follower, che vedete in copertina, ci hanno chiesto chiarimenti sul lavori in corso nella fermata Politeama dell’anello ferroviario di Palermo (in questo filmato al minuto 11:00). Provvediamo volentieri, anche per smentire alcune inesattezze che circolano sui social, diffuse da gente che non conosce la materia e parla, anzi scrive, a sproposito.
Quello che si vede in figura è il riempimento di una rampa di accesso provvisoria, realizzata per raggiungere la zona di scavo della stazione Politeama e della galleria “Amari”, sotto l’omonima via, in direzione porto. La vedete nell’immagine seguente, indicata dalla scritta in basso a sinistra.
Nel sottosuolo della piazza, infatti, dopo la realizzazione delle strutture portanti in pali trivellati (ricorderete le alte trivelle che vi stazionavano fino a qualche anno fa) e del solettone di copertura, si è proceduto allo scavo all’interno di tali strutture. In pratica, si è proceduto alla realizzazione del “guscio” e successivamente allo svuotamento della roccia al suo interno, ottenendo i volumi necessari ad inserirvi binari e banchine. In questo filmato sul nostro canale Youtube “In Progress” potete vedere i locali della stazione al grezzo.
Ultimati questi lavori, si è proceduto ad eliminare la rampa, sfruttandone parzialmente il volume per la realizzazione di un locale tecnico, antistante la scala di emergenza che vediamo nella parte centrale della foto di copertina. E’ visibile, al centro della foto, la fitta armatura della soletta di copertura di questo locale, con la predisposizione delle asole di aerazione e delle botole di accesso.
Purtroppo, il web è pieno di finti esperti che, non sapendo distinguere un chiodo da una traversina, sproloquiano diffondendo timori e paure. E si arriva a leggere che la rampa verrebbe ripristinata (!) in occasione della seconda fase dell’anello, quando si lavorerà alla tratta che dalla stazione Politeama condurrà a Notarbartolo, chiudendo l’anello ferroviario. Dopodichè la rampa rimarrebbe aperta (nel bel mezzo della piazza principale di Palermo!) per l’eventuale accesso di emergenza in stazione o in galleria per i mezzi di soccorso.
Solenni fake news, partorite, probabilmente, dopo un serata di cattivo fumo. Come si può vedere nel nostro tutorial video, il cantiere base della seconda fase non sarà affatto ubicato al Politeama, ma in prossimità dell’ex PL di via Malaspina, nelle aree ex stazione Lolli. Da li partirà una TBM (Tunnel Boring Machine, una “talpa” meccanizzata) che scaverà fino alla stazione Politeama, e verrà smontata direttamente nel sottosuolo.
Il tutto per evitare interferenze con la stazione Politeama, che per allora sarà funzionante, ma anche altri stravolgimenti alla piazza soprastante. La TBM, inoltre, arriverà in corrispondenza del muro di contenimento della stazione ubicato al di sotto della confluenza di via Paternostro su piazza Castelnuovo, in posizione quindi diversa rispetto alla ex rampa nella foto di copertina.
Figuriamoci, quindi, se si prevede di ripristinare tale rampa, cosa che non solo riproporrebbe disagi indicibili, ma sarebbe del tutto inutile. E, per quanto vediamo in foto, praticamente impossibile, visto che al suo posto saranno presenti, per allora, i locali tecnici di cui sopra e la stessa scala di emergenza, intoccabile per i motivi che si possono facilmente comprendere.
A proposito di emergenza e di mezzi di soccorso, allo scopo si sta realizzando una apposita rampa all’altezza della fermata Giachery, proprio per le esigenze delle unità di soccorso dei Vigili del Fuoco per tutta la tratta interrata dell’anello. Ne abbiamo dato notizia in questo articolo.
Un consiglio a chi vuole saperne di più sulle Opere Pubbliche, di Palermo e non solo: seguite In Progress, le sue pagine facebook ed il suo canale Youtube. Troverete non soltanto una grande quantità di immagini, video e persino tutorial, ma soprattutto tanta qualità: ovvero, la competenza e la serietà di chi, in questo campo, ci lavora. Ed i cantieri, oltre a vederli da lontano, li studia e li progetta ogni giorno.