
fonte: https://www.genovatoday.it/
La nuova amministrazione comunale guidata da Silvia Salis sta valutando un ridimensionamento della gratuità del trasporto pubblico locale a Genova. Tra le ipotesi al vaglio ci sono l’introduzione di criteri più selettivi — limitando la misura a minori, anziani e categorie fragili — e un piano di riequilibrio dei conti di AMT, l’azienda di trasporto pubblico cittadina, che la giunta definisce afflitta da una “voragine di bilancio”.
Queste prospettive preoccupano chi vede nella gratuità un pilastro di una mobilità sostenibile e inclusiva. Come abbiamo più volte sottolineato su In Progress, il TPL gratuito conviene: è una misura adottata con successo in centinaia di città nel mondo, capace di aumentare la domanda di trasporto pubblico, ridurre traffico e inquinamento, e promuovere una vera transizione ecologica. Smontare un modello che ha prodotto risultati positivi rischia di compromettere anni di progressi.
Sulla questione è intervenuto l’ex sindaco e attuale governatore della Liguria Marco Bucci, che con una lettera pubblicata su Il Foglio ha difeso con forza la politica del TPL gratuito introdotta durante la sua amministrazione.
“Negli otto anni nei quali il centro-destra ha amministrato la città di Genova i bilanci di AMT sono stati in attivo. Parlare oggi di ‘voragine’ significa ignorare i numeri e i risultati ottenuti”, afferma Bucci, respingendo l’idea che la gratuità abbia creato squilibri finanziari.
“La gratuità non è stata un capriccio politico, ma una scelta strategica: incentivare i genovesi a usare i mezzi pubblici, ridurre traffico e inquinamento, migliorare la qualità della vita in città.”
E i numeri, sottolinea, parlano da soli: “Al 30 novembre 2024 Genova aveva registrato un +11% di passeggeri sui bus, +40% su metro e impianti verticali, +135% di abbonati annuali e un +630% tra under 14 e over 70. Migliaia di cittadini hanno cambiato abitudini, scegliendo il trasporto pubblico come prima opzione”.
Bucci ricorda che “AMT è un’azienda pubblica. Non deve generare profitti per azionisti privati, ma offrire un servizio efficiente ed equo ai cittadini. Valutare il trasporto pubblico solo con la logica dei conti economici significa dimenticare la sua funzione sociale e ambientale”.
E aggiunge: “Ogni euro investito in biglietti gratuiti, mezzi green e linee di collegamento ha prodotto meno traffico, meno smog, più mobilità per studenti, pensionati e famiglie. Chi oggi vorrebbe ridimensionare la gratuità dimentica che una città moderna si misura sulla capacità di garantire un trasporto sostenibile, non di tagliarlo”.
Per Bucci, la direzione da seguire è chiara: “La politica si giudica dai risultati. E i risultati dicono che la gratuità è stata una scelta giusta, lungimirante e capace di cambiare la città e la mentalità dei genovesi. Il vero coraggio non è smontare ciò che funziona, ma consolidarlo e migliorarlo”.
I dati dimostrano che la misura ha aumentato l’utilizzo dei mezzi pubblici, ridotto l’uso dell’auto privata e promosso una nuova cultura della mobilità. Per questo, come sostiene In Progress, il TPL gratuito non è un lusso, ma un investimento sul futuro urbano, una politica che ha già dato frutti concreti e che merita di essere rafforzata, non ridotta.
Di seguito riportiamo integralmente la nota del Governatore della Liguria Marco Bucci, come pubblicata su “Il Foglio”.
Al direttore – Nell’articolo pubblicato su Il Foglio dal titolo “L’autobus di Salis svolti a destra’ si è offerta ai lettori una ricostruzione parziale e fuorviante sulla gestione di .A.MT e sulle politiche di gratuità dei traspor-to pubblico a Genova. E’ bene ristabilire i fatti. Negli otto anni nei quali il centro-destra ha amministrato la città di Ge-nova i bilanci di AMT sono stati in atti-vo. Parlare oggi di “voragine” significa ignorare i numeri e i risultati otte-nuti. La gratuità non è stata un capriccio politico, ma una scelta strategica: incentivare i genovesi a usare i mezzi pubblici, ridurre traffico e inquina-mento, migliorare la qualità della vita in città. Una scelta premiata anche dal Ministero dell’Ambiente con 14 milioni inseriti a bilancio per il 2024. E i dati parlano da soli: al 30 novembre 2024 grazie alla gratuità e alle nuove tariffe, Genova aveva registrato un +11% di passeggeri sui bus, oltre il +40% su metro e impianti verticali, un +135% di abbonati annuali (da 78.0400 a 184.0001, e un incredibile +630% tra under 14 e over 70. Questi non sonni dettagli: sono la prova che migliaia di cittadini hanno cambiato abitudini, scegliendo il. trasporto pubblico come prima opzione. Ricordo, inoltre, che MIT è un’azienda pubblica. Non deve generare profitti per azionisti privati, ma offrire un servizio efficiente ed equo ai cittadini. Valutare il trasporto pubblico solo con La logica dei conti economici significa dimenticare la sua funzione sociale e ambientale. Ogni giuro investito in biglietti gratuiti, mezzi green e linee di collegamento tra paesi dell’entroterra e arterie principali, ha prodotto meno traffico, meno smog. più mobilità per studenti, pensionati e famiglie. Infine. chi oggi vorrebbe ridimensionare la gratuità (e l’azienda stessa) dimentica che una città europea moderna si misura sulla capacità di garantire un trasporto sostenibile, non di tagliarlo. Genova ha già dimostrato che questo modello funziona: rinunciare a questi progressi significherebbe tornare indietro, scaricando sui cittadini i costi ambientali ed econo-mici del traffico privato. La politica si giudica dai risultati. E i risultati dico-no che la gratuità è stata una scelta giusta, lungimirante e capace di cam-biare la città e la mentalità dei geno-vesi. 11 vero coraggio non è smontare ciò che funziona, ma consolidarlo e migliorarlo
Marco Bucci governatore della Liguria