ULTIM’ORA: PONTE, RESPINTO IL RICORSO CHE VOLEVA BLOCCARE L’OPERA!

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I 104 RICORRENTI CONTRO L’OPERA DI ATTRAVVERSAMENTO CONDANNATI AL PAGAMENTO DELLE SPESE PER 300.000 €

Brutta notizia per i nopontisti. Il ricorso contro il Ponte sullo Stretto, promosso da 104 tra cittadini a vario titolo coinvolti, è stato respinto dal Tribunale delle imprese di Roma, che ha anche condannato i ricorrenti a 238.000 € di spese, più oneri: in pratica, oltre 300.000 €, ovvero circa 3.000 € a testa per ciascuno dei ricorrenti.

Una debacle memorabile, quindi, causata dall’assoluta infondatezza delle tesi sostenute dai ricorrenti, che pretendevano lo stop dell’iter realizzativo del Ponte. E, nello stesso tempo, una vittoria clamorosa degli avvocati Rizzo e Vadalà, che hanno sostenuto il contro-ricorso di circa 140 cittadini favorevoli, invece, al Ponte. Per chi vuole approfondire, alleghiamo la sentenza del Tribunale delle imprese di Roma.

Come si ricorderà, con il ricorso dei 104 firmatari contrari al Ponte sullo Stretto, è stata chiesta «la cessazione immediata da parte della società “Stretto di Messina”, di ogni atto o comportamento pregiudizievole dei diritti e degli interessi collettivi e di ogni attività tendente all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo», accertando «la responsabilità della società e il danno ingiusto causato per la violazione del dovere di diligenza, correttezza e buona fede».

A questa azione giudiziaria si era opposta la società Stretto di Messina S.p.a. alla quale si sono affiancati  140 cittadini pro Ponte firmatari del contro ricorso, rappresentati in udienza dagli avvocati  Rizzo, Vadalà Toscano costituiti in difesa delle istanze democratiche sottolineando come “la maggioranza dei cittadini chiede il Ponte sullo Stretto come assoluta priorità per garantire libertà dei trasporti e pari diritti ai cittadini calabresi e siciliani“. Istanza quindi riconosciuta come valida in sede giudiziaria.

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