
Lo abbiamo letto ieri in un articolo su Palermo Today: per il sovrapasso sulla circonvallazione all’altezza di via Perpignano siamo ancora a “caro amico…”. Ed i tempi per la sua realizzazione si preannunciano lunghissimi.
Come si ricorderà, In Progress aveva suggerito in un articolo di oltre 6 mesi fa (CIRCONVALLAZIONE, INCROCIO KILLER: IL SOVRAPASSO VE LO PROGETTIAMO NOI!), esattamente il 5 novembre 2024, la realizzazione del sovrapasso, indipendentemente dal previsto svincolo, atteso ormai da oltre vent’anni, durante i quali, purtroppo, si sono contati diversi morti lungo l’attraversamento pedonale regolato da un semaforo.
Per l’esattezza, ne avevamo già chiesto la realizzazione nel primo articolo del 2020 (esattamente il 04/01/2020), oltre 5 anni fa, quando indicavamo le opere da realizzare, o quanto meno da avviare entro l’anno. Al punto 10 può leggersi ancora: “Realizzazione di sovrapassi provvisori ed eliminazione dei semafori di piazzale Giotto e via Perpignano sulla Circonvallazione“.
Il nostro articolo del novembre 2024 si addentrava anche nei particolari tecnici, al proposito dei quali parlava chiaro, essendo pure corredato di una planimetria descrittiva dell’opera di scavalcamento che “dovrebbe essere semplice, con due campate in struttura reticolare in travi d’acciaio” e ancora, più avanti: “La struttura leggera può essere la più adatta ad un’opera provvisoria, da realizzare in breve tempo, e da smontare successivamente, quando finalmente verrà realizzato il sottopasso previsto e persino appaltato, agli inizi degli anni 2000“.
Dopo l’articolo, guarda caso, l’Amministrazione comunale si svegliava da due decenni di inerzia e decideva, sostanzialmente, di recepire la nostra idea, ma con una importante variante: il sovrapasso non sarà una struttura provvisoria, ma definitiva. Possibilità che complica le cose, in quanto i tempi di realizzazione di una struttura non smontabile sono certamente più lunghi di una provvisoria, con inutile prolungamento del pericolo per i pedoni.
Tant’è che già nell’annuncio della decisione di realizzare l’opera, infatti, lo stesso assessore comunale alle Manutenzioni stradali Orlando prevedeva la realizzazione dell’opera non prima del 2027.
Vediamo cosa scrive, al proposito, Palermo Today: “a dicembre è stato approvato il Dip, il documento di indirizzo alla progettazione, che prevede una spesa complessiva di circa 2,7 milioni per l’opera, e nei giorni scorsi è stato affidato il progetto di fattibilità tecnica ed economica.
A occuparsene sarà, per un importo di 109 mila euro, la Sintagma srl di San Martino in Campo, in provincia di Perugia. L’azienda incaricata dovrà indicare, attraverso i cosiddetti servizi di ingegneria e architettura, cosa è necessario per l’intervento e stabilire quanto costerà esattamente. Solo successivamente si potrà predisporre il progetto esecutivo, predisporre il bando e dopo l’aggiudicazione dare il via ai cantieri per il sovrappasso”
Facile prevedere, alla luce di questa sintetica ricostruzione del procedimento, che rispettare la scadenza del 2027 non sarà affatto semplice.
Come ricordavamo commentando l’annuncio dell’assessore Orlando in un ennesimo articolo del 2 marzo 2025, si poteva scegliere la strada della struttura provvisoria da realizzare con urgenza. Non è un dato da poco, dal momento che la “somma urgenza” consente di accelerare moltissimo i tempi tecnico-amministrativi per realizzare l’opera.
Non può sfuggire a nessuno (neanche ai burocrati del Comune) che i motivi per dichiarare la somma urgenza c’erano e ci sono tutti, come ha dimostrato la cronaca degli ultimi 25 anni, ciò avrebbe potuto attivare le procedure appositamente previste dall’art. 140 del Codice dei Contratti che, per i più avvezzi alle Normative, riportiamo nella nota in calce all’articolo.
Qui basta dire che in circostanze di somma urgenza, il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) o altro tecnico dell’amministrazione competente può disporre l’immediata esecuzione dei lavori, entro il limite di 500.000 euro o di quanto indispensabile per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica e privata incolumità.
In tali casi, l’esecuzione dei lavori può essere affidata in forma diretta e in deroga alle procedure ordinarie a uno o più operatori economici individuati dal RUP o da altro tecnico dell’amministrazione competente.
Comprendiamo, da ex funzionari della Pubblica Amministrazione, come una procedura del genere comporti un’assunzione di responsabilità non da poco (nonostante l’abrogazione del reato di Abuso d’Ufficio…). E quando la politica è debole, e non riesce a far valere l’interesse publbico sui timori dei funzionari, la “paura della firma” prende il sopravvento. E se si riescono a bloccare, in tal modo, anche semplici pratiche di autorizzazioni all’allaccio, figuriamoci opere più impegnative come un sovrapasso pedonale. Per il quale è molto più confortante un procedimento ordinario, con tanto di affidamento all’esterno persino della progettazione di fattibilità tecnico-economica.
Peccato che poi, a farne le spese, sono i semplici cittadini. Che rischiano, in via Perpignano (come in altre situazioni simili), molto più che un avviso di garanzia…
Nota:
Art. 140. (Procedure in caso di somma urgenza e di protezione civile)
1. In circostanze di somma urgenza che non consentono alcun indugio, al verificarsi di eventi di danno o di pericolo imprevisti o imprevedibili idonei a determinare un concreto pregiudizio alla pubblica e privata incolumità, ovvero nella ragionevole previsione dell’imminente verificarsi degli stessi, chi fra il RUP o altro tecnico dell’amministrazione competente si reca prima sul luogo può disporre la immediata esecuzione dei lavori entro il limite di 500.000 euro o di quanto indispensabile per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica e privata incolumità. Ricorrendo i medesimi presupposti, il soggetto di cui al precedente periodo può disporre l’immediata acquisizione di servizi o forniture entro il limite di quanto indispensabile per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica e privata incolumità e, comunque, nei limiti della soglia europea. Il soggetto che dispone, ai sensi del presente comma, l’immediata esecuzione di lavori o l’immediata acquisizione di servizi o forniture redige, contemporaneamente, un verbale in cui sono indicati la descrizione della circostanza di somma urgenza, le cause che l’hanno provocata e i lavori, i servizi e le forniture da porre in essere per rimuoverla.
2. L’esecuzione dei lavori e l’acquisizione dei servizi e delle forniture di somma urgenza può essere affidata in forma diretta e in deroga alle procedure di cui agli articoli 37 e 41 del codice a uno o più operatori economici individuati dal RUP o da altro tecnico dell’amministrazione competente.
3. Il corrispettivo delle prestazioni ordinate è definito consensualmente con l’affidatario; in difetto di preventivo accordo il RUP può ingiungere all’affidatario l’esecuzione di forniture, servizi o lavorazioni o la somministrazione dei materiali sulla base di prezzi definiti mediante l’utilizzo di prezzari ufficiali di riferimento, ridotti del 20 per cento. I prezzi di cui al primo periodo, se relativi all’esecuzione di lavori, sono comunque ammessi nella contabilità e, se relativi all’acquisizione di forniture e servizi, sono allegati al verbale e sottoscritti dall’operatore economico; ove l’esecutore non iscriva riserva negli atti contabili, i prezzi si intendono definitivamente accettati.
4. Il RUP o altro tecnico dell’amministrazione competente compila una perizia giustificativa delle prestazioni richieste entro dieci giorni dall’ordine di esecuzione e la trasmette, unitamente al verbale di somma urgenza, alla stazione appaltante che provvede alla copertura della spesa e alla approvazione della prestazione affidata. Qualora l’amministrazione competente sia un ente locale, la copertura della spesa è assicurata con le modalità previste dagli articoli 191, comma 3, e 194 comma 1, lettera e), del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
5. Qualora un servizio, una fornitura, un’opera o un lavoro, ordinato per motivi di somma urgenza, non ottenga l’approvazione del competente organo dell’amministrazione, la relativa esecuzione è sospesa immediatamente e si procede, previa messa in sicurezza del cantiere in caso di lavori, alla sospensione della prestazione e alla liquidazione dei corrispettivi dovuti per la parte realizzata.
6. Costituisce circostanza di somma urgenza, ai fini del presente articolo, anche il verificarsi degli eventi di cui all’articolo 7 del codice della protezione civile, di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018, ovvero la ragionevole previsione dell’imminente verificarsi degli stessi, che richiede l’adozione di misure indilazionabili, nei limiti dello stretto necessario. La circostanza di somma urgenza, in tali casi, è ritenuta persistente finché non risultino eliminate le situazioni dannose o pericolose per la pubblica o privata incolumità derivanti dall’evento, e comunque per un termine non superiore a quindici giorni dall’insorgere dell’evento, oppure entro il termine stabilito dalla eventuale declaratoria dello stato di emergenza di cui all’articolo 24 del codice di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018; in tali circostanze ed entro i medesimi limiti temporali le stazioni appaltanti possono affidare appalti pubblici di lavori, servizi e forniture con le procedure previste dal presente articolo.
7. Qualora si adottino le procedure di affidamento in condizioni di somma urgenza previste dal presente articolo, nonché, limitatamente ad emergenze di protezione civile, le procedure di cui all’articolo 76, comma 2, lettera c), e vi sia l’esigenza impellente di assicurare la tempestiva esecuzione del contratto, gli affidatari dichiarano, mediante autocertificazione, resa ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, il possesso dei requisiti di partecipazione previsti per l’affidamento di contratti di uguale importo mediante procedura ordinaria. La stazione appaltante controlla il possesso dei requisiti in un termine congruo, compatibile con la gestione della situazione di emergenza in atto e comunque non superiore a sessanta giorni dall’affidamento. La stazione appaltante dà conto, con adeguata motivazione, nel primo atto successivo alle verifiche effettuate, della sussistenza dei relativi presupposti; in ogni caso non è possibile procedere al pagamento, anche parziale, in assenza delle relative verifiche con esito positivo. Qualora, a seguito del controllo, sia accertato l’affidamento a un operatore privo dei predetti requisiti, la stazione appaltante recede dal contratto, fatto salvo il pagamento del valore delle opere eseguite e il rimborso delle spese eventualmente sostenute per l’esecuzione della parte rimanente, nei limiti delle utilità conseguite, e procede alle segnalazioni alle competenti autorità.
8. In via eccezionale, nella misura strettamente necessaria, l’affidamento diretto può essere autorizzato anche al di sopra dei limiti di cui al comma 1, per un arco temporale limitato, comunque non superiore a trenta giorni e solo per singole specifiche fattispecie indilazionabili e nei limiti massimi di importo stabiliti nei provvedimenti di cui al comma 2, dell’articolo 24 del codice di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018. L’affidamento diretto per i motivi di cui al presente articolo non è comunque ammesso per appalti di lavori di importo pari o superiore alla soglia europea e per appalti di servizi e forniture di importo pari o superiore al triplo della soglia europea.
9. Limitatamente agli appalti pubblici di forniture e servizi di cui al comma 6, di importo pari o superiore a 140.000 euro, per i quali non siano disponibili elenchi di prezzi definiti mediante l’utilizzo di prezzari ufficiali di riferimento, quando i tempi resi necessari dalla circostanza di somma urgenza non consentano il ricorso alle procedure ordinarie, gli affidatari si impegnano a fornire i servizi e le forniture richiesti ad un prezzo provvisorio stabilito consensualmente tra le parti e ad accettare la determinazione definitiva del prezzo a seguito di apposita valutazione di congruità.
10. Sul sito istituzionale dell’ente sono pubblicati gli atti relativi agli affidamenti di cui al presente articolo, con specifica indicazione dell’affidatario, delle modalità della scelta e delle motivazioni che non hanno consentito il ricorso alle procedure ordinarie. Contestualmente, e comunque in un termine congruo compatibile con la gestione della situazione di emergenza, sono trasmessi all’ANAC per i controlli di competenza, fermi restando i controlli di legittimità sugli atti previsti dalle vigenti normative.
11. In occasione degli eventi per i quali è dichiarato lo stato di emergenza di rilievo nazionale ai sensi dell’articolo 24 del codice di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, ferma restando la facoltà di prevedere ulteriori misure derogatorie consentite nell’ambito dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 25 del medesimo codice legislativo n. 1 del 2018, gli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi possono essere affidati in deroga alle seguenti disposizioni del presente codice:
a) articolo 14, comma 12, lettera a), per consentire l’autonoma determinazione del valore stimato degli appalti per l’acquisizione di beni e servizi omogenei e analoghi, caratterizzati da regolarità, da rinnovare periodicamente entro il periodo emergenziale;
b) articolo 15, comma 2, primo periodo, relativamente alla necessaria individuazione del RUP tra i dipendenti della stazione appaltante o dell’ente concedente, per consentire alle stazioni appaltanti, ove strettamente necessario, di individuare il RUP tra soggetti idonei anche estranei alle stazioni appaltanti medesime, purché dipendenti di ruolo di altri soggetti o enti pubblici;
c) articolo 37, relativamente alla necessaria previa programmazione dei lavori e degli acquisiti di beni e servizi, per consentire alle stazioni appaltante di affidare l’appalto anche in assenza della previa programmazione del relativo intervento;
d) articolo 49, per consentire alle stazioni appaltanti la semplificazione della procedura di affidamento e l’adeguamento della sua tempistica alle esigenze del contesto emergenziale, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e delle norme dell’Unione europea;
e) articolo 108, commi 1, 2, 3, 4, 6, 7, 8, 11, per consentire l’utilizzo generalizzato del criterio del minor prezzo.
12. Fermo quanto previsto dal presente articolo per gli appalti affidati in somma urgenza, in occasione degli eventi emergenziali di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c), del codice di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018, per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale o nazionale ai sensi dell’articolo 24 del predetto codice, ovvero nella ragionevole previsione dell’imminente verificarsi degli stessi, anche in mancanza del provvedimento di cui all’articolo 23 del predetto codice:
a) gli importi di cui all’articolo 50, comma 1, del presente codice sono raddoppiati, nei limiti delle soglie di cui all’articolo 14, per i contratti di lavori, servizi e forniture di cui all’articolo 25, comma 2, lettere a), b) e d), del codice di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018;
b) il termine temporale di cui al comma 4 del presente articolo è stabilito in trenta giorni;
c) l’amministrazione competente è identificata nel soggetto attuatore, ove individuato, di cui al comma 6 dell’articolo 25 del codice di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018