Il grafico SVIMEZ che racconta una parte della storia italiana

C’è un’immagine che spiega meglio di tante analisi perché il Mezzogiorno e il Centro-Nord abbiano seguito percorsi di sviluppo così diversi negli ultimi decenni.

Il grafico elaborato da SVIMEZ su dati Istat mostra l’andamento della spesa pubblica in opere infrastrutturali tra il 1970 e il 2019. Fino ai primi anni Novanta gli investimenti nelle due macroaree risultano sostanzialmente allineati. Poi qualcosa cambia.

Mentre nel Centro-Nord la spesa torna progressivamente a crescere, raggiungendo valori superiori ai 18 miliardi di euro annui nei primi anni Duemila, nel Mezzogiorno si assiste a un crollo continuo. Dai circa 12 miliardi di euro annui di inizio anni Novanta si scende fino a poco più di 2 miliardi nel 2019.

Parliamo di una riduzione impressionante che si traduce in minori infrastrutture, minori collegamenti e minori opportunità di sviluppo. In questi stessi anni il Nord ha potuto beneficiare della realizzazione delle grandi direttrici dell’Alta Velocità ferroviaria, del potenziamento della rete autostradale e di importanti investimenti logistici e portuali.

Il Mezzogiorno, al contrario, ha visto accumularsi ritardi che ancora oggi pesano sulla competitività dei territori. Basti pensare che la Sicilia attende ancora il completamento di opere strategiche come il raddoppio della linea ferroviaria Palermo-Catania-Messina, mentre numerose aree interne continuano a soffrire condizioni di accessibilità inferiori alla media nazionale.

Naturalmente non tutti i problemi del Sud possono essere ricondotti esclusivamente agli investimenti pubblici. Tuttavia il grafico SVIMEZ evidenzia una realtà difficilmente contestabile: per oltre trent’anni le due aree del Paese non hanno beneficiato dello stesso livello di infrastrutturazione.

È una riflessione che dovrebbe accompagnare ogni dibattito sul divario territoriale. Perché la competitività di un territorio non nasce per caso, ma è spesso il risultato di scelte politiche e investimenti che producono effetti per decenni.