L’Alta Velocità fino a Reggio Calabria non è prevista. Ma occorre un asse ferroviario moderno e continuo tra il continente e la Sicilia.
Le dichiarazioni del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto pongono interrogativi inquietanti sul futuro dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria.
Occhiuto ha ricordato che il PNRR ha potuto finanziare soltanto i tratti per i quali esisteva una progettazione sufficientemente avanzata e ha sottolineato la necessità di reperire circa un miliardo di euro per consentire alla nuova infrastruttura di raggiungere la Calabria.
Il governatore ha indicato anche una possibile strada: utilizzare le nuove risorse europee destinate alle infrastrutture cosiddette dual use, cioè opere civili utilizzabili anche ai fini della mobilità e della sicurezza strategica. Una possibilità della quale Occhiuto ha dichiarato di avere già discusso con il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto.
C’è però un aspetto fondamentale da chiarire. Il miliardo del quale parla il presidente della Regione Calabria riguarda il completamento della linea fino a Praia a Mare, nell’estremo nord della regione. Non il completamento dell’Alta Velocità fino a Reggio Calabria.
Dove sono davvero i cantieri
Lo stato di avanzamento degli interventi consente di comprendere meglio la situazione. Il lotto 1A Battipaglia-Romagnano, lungo complessivamente circa 35 chilometri, è in costruzione. Si trova interamente in Campania e rappresenta un investimento di circa 2,9 miliardi di euro. Si tratta di un’opera particolarmente complessa, caratterizzata dalla presenza di numerose gallerie e viadotti. Ma è meno del 10% dell’intero percorso da fare per collegare Salerno a Reggio Calabria.
Il successivo lotto 1B Romagnano-Buonabitacolo si trova in una fase meno avanzata, mentre il collegamento successivo verso Praia a Mare rappresenta il passaggio necessario per consentire alla nuova infrastruttura di entrare effettivamente in Calabria.
Più a sud, fino a Paola, siamo soltanto in fase di progettazione. Tra Paola e Cosenza, è invece concretamente avviato il progetto della nuova Galleria Santomarco, una nuova linea a doppio binario di circa 22 chilometri, dei quali gran parte in galleria, destinata a sostituire l’attuale collegamento e a migliorare sensibilmente le prestazioni ferroviarie lungo questa direttrice.
Ma questa galleria non si trova sulla direttrice SA-RC. Anzi, è un intervento richiesto da anni: la galleria Santomarco, realizzata negli anni ’70 del secolo scorso, non soltanto è a binario unico, ma presente notevoli problemi manutentivi a causa della presenza di falde idriche e della scarsa impermeabilizzazione del suo rivestimento. Il suo raddoppio, e persino il suo rifacimento (la vecchia galleria sarà abbandonata) sono urgenti. Sarebbero stati fatti comunque, anche senza la nuova linea AV.
Gli ulteriori lotti verso Lamezia Terme, Gioia Tauro, Villa San Giovanni e Reggio Calabria si trovano invece in fasi progettuali molto meno avanzate. Addirittura in attesa del dibattito pubblico per la scelta del tracciato, dopo la redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) La realizzazione di una nuova linea continua da Salerno fino allo Stretto resta quindi un obiettivo ancora lontano.
Certo, non è corretto sostenere che in Calabria non si stia facendo nulla. Gli interventi in corso e quelli programmati esistono e sono importanti. Ma è altrettanto evidente che la realizzazione di una vera infrastruttura ferroviaria ad Alta Velocità fino a Reggio Calabria richiederà una scelta politica e finanziaria molto più ampia rispetto al miliardo oggi necessario per arrivare a Praia a Mare.
I finanziamenti non possono diventare l’alibi
Il Contratto di Programma MIT-RFI restituisce certamente la dimensione economica dell’intervento: per completare l’intera Salerno-Reggio Calabria servono ancora risorse molto rilevanti. Ma sarebbe sbagliato presentare questo dato come il principale ostacolo alla realizzazione dell’opera.
I finanziamenti, quando esiste una precisa volontà politica e una programmazione credibile, si trovano. È accaduto per molte delle grandi infrastrutture realizzate o in corso di realizzazione nel resto d’Italia e può accadere anche per la Salerno-Reggio Calabria. Tanto più che l’Unione europea, negli ultimi decenni, ha destinato ingenti risorse allo sviluppo delle reti ferroviarie e dei grandi corridoi continentali.
Del resto, la questione non può essere affrontata separatamente da ciò che sta accadendo in Sicilia e sullo Stretto.
È in fase di realizzazione il potenziamento dell’asse ferroviario Palermo-Catania-Messina ad alta capacità, sul quale sono in corso investimenti per miliardi di euro. È in fase di approvazione il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, destinato a eliminare la principale discontinuità fisica lungo il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo.
Sarebbe quindi incomprensibile fermare la visione infrastrutturale proprio sul versante continentale, lasciando incompleta la nuova linea ferroviaria verso sud.
Una rete moderna non può funzionare per segmenti scollegati tra loro. Se si realizza il Ponte, se si investe sulla rete siciliana e se si vuole davvero rendere competitivo l’intero asse ferroviario meridionale, allora la nuova linea ad Alta Velocità deve arrivare almeno fino a Reggio Calabria e al sistema dello Stretto.
Il miliardo indicato da Occhiuto per raggiungere Praia a Mare è certamente importante, ma rappresenta soltanto una tappa. La Salerno-Reggio Calabria deve essere programmata e completata integralmente, costruendo attorno a questa scelta un programma finanziario pluriennale adeguato.
Le risorse necessarie sono molte, ma non è questa una novità nella storia delle grandi infrastrutture italiane. Il problema nasce quando le opere del Mezzogiorno vengono considerate troppo costose ancora prima di essere programmate, mentre altrove la ricerca delle coperture finanziarie viene affrontata come parte normale del processo di realizzazione.
Un’opera che riguarda direttamente anche la Sicilia
Per i siciliani questa non è affatto una vicenda lontana.
La Salerno-Reggio Calabria fa parte di un itinerario strategico destinato a migliorare anche i collegamenti verso la Sicilia, oltre a rafforzare il traffico passeggeri e merci lungo tutto l’asse meridionale. Il progetto si inserisce inoltre nel più ampio Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, una delle principali direttrici della rete europea TEN-T.
La realizzazione del Ponte sullo Stretto rende ancora più evidente la necessità di una programmazione coerente. Un collegamento ferroviario stabile tra Calabria e Sicilia deve inserirsi in una rete moderna e continua, non in una successione di interventi realizzati con tempi, finanziamenti e priorità differenti.
Nel momento in cui si sta ridisegnando l’intero sistema ferroviario della Sicilia e si punta alla realizzazione del Ponte, il completamento dell’Alta Velocità fino a Reggio Calabria non può essere trattato come un’ipotesi eventuale o lontana. Deve diventare parte integrante dello stesso progetto infrastrutturale nazionale ed europeo.
Occhiuto fa bene a chiedere il miliardo necessario per portare la nuova linea fino a Praia a Mare. Ma quella non può essere considerata la destinazione finale.
Se davvero si vuole costruire un moderno asse ferroviario meridionale, collegare stabilmente la Sicilia al continente e dare continuità al grande corridoio europeo che attraversa l’Italia da nord a sud, la prospettiva deve essere una sola: portare l’Alta Velocità fino allo Stretto.








