TRENI FERMI SU UN TERZO DELLA RETE: LA SICILIA VIAGGIA TRA CANTIERI E BUS SOSTITUTIVI

Published by
Siciliainprogress
Share

Quasi 420 chilometri di linee ferroviarie chiuse o sospese su un totale di 1.370: pendolari alle prese con bus, ritardi e disagi quotidiani

Sicilia, ottobre 2025 – Viaggiare in treno in Sicilia, oggi, è più complicato che mai.
Con 374 chilometri di linee ferroviarie chiuse o sospese su un totale di 1.370 km, quasi un terzo della rete regionale è fuori servizio.

A incidere sono i grandi cantieri dell’Alta Capacità Palermo–Catania–Messina, la manutenzione straordinaria su alcune tratte interne e il ritardo cronico nel ripristino di linee storiche. Il risultato? Centinaia di corse cancellate, autobus sostitutivi e tempi di viaggio raddoppiati.

Linee sospese e chiusure totali

La Siracusa–Canicattì, linea che collega il sud-est e l’interno dell’isola passando da Gela e Licata, è stata interessata fino a  luglio 2025  da lavori di potenziamento tecnologico e manutenzione straordinaria.

Ma, a causa di problematiche inaspettate (ed inaudite, leggere QUI) al materiale rotabile, la circolazione è sospesa su più tratti fino al 12 ottobre 2025, con treni cancellati e servizi sostitutivi su gomma. La riapertura completa resta incerta, ed i pendolari lamentano la mancanza di informazioni e la variabilità del servizio, che rendono difficile pianificare gli spostamenti.

Per gli stessi motivi la circolazione dei treni è attualmente sospesa sulla Caltagirone-Lentini diramazione. La Caltagirone-Gela è invece chiusa dal 2011, a causa del crollo di un ponte. I lavori di ripristino sono attualmente in corso, ma riguardano solo la tratta Caltagirone-Niscemi, con previsione di riapertura nel 2027.

Dal 2 marzo 2025 è completamente chiusa la tratta Caltanissetta Xirbi – Bicocca (Catania), per consentire i lavori di costruzione della nuova linea ad Alta Capacità Palermo–Catania–Messina. Paradossalmente, per la stessa data doveva essere disponibile la tratta Bicocca-Catenanuova a doppio binario, ma al ritardo per l’ultimazione di questo raddoppio si è aggiunta la necessità di realizzare, lungo i binari compresi tra Villarosa e Dittaino, una condotta idrica per alimentare le TBM che andranno a realizzare le nuove gallerie. Lavori che dovrebbero concludersi in tempo per consentire la riapertura della linea entro il 2026. Nel frattempo, i collegamenti diretti tra Palermo e Catania sono garantiti solo da bus sostitutivi, con percorrenze oltre le tre ore.

La Palermo–Trapani via Milo è ferma dal 2013 per problemi infrastrutturali. Il progetto di ripristino è in corso, ma procede con lentezza (nostro articolo QUI): secondo le ultime stime, la riapertura non avverrà prima del 2028–2029. Ad oggi, Trapani è collegata a Palermo solo via Castelvetrano e Marsala, con tempi lunghi e frequenze ridotte.

Sommando queste tratte – Siracusa–Canicattì (160 km), Caltanissetta–Bicocca (100 km), Palermo–Trapani via Milo (47 km) e  Lentini dir.ne-Caltagirone-Gela (112 km) si arriva a 419 chilometri di rete non operativa, pari al 30% del totale siciliano. Se si considerano anche i rallentamenti e le variazioni orarie dovute ai cantieri su Palermo–Messina e Catania–Siracusa, oltre la metà della rete è oggi interessata da limitazioni.

Cantieri da miliardi, ma disagi quotidiani

RFI ha previsto oltre 17 miliardi di euro di investimenti per l’ammodernamento della rete isolana: Alta Capacità, elettrificazione delle linee interne, nuove stazioni e tecnologie di segnalamento digitale. Ma mentre i lavori avanzano, la vita quotidiana dei pendolari peggiora: ritardi, coincidenze saltate, orari poco chiari e bus sovraffollati.

I passeggeri lamentano che la comunicazione è scarsa e la gestione dei servizi sostitutivi inadeguata, con un impatto pesante su chi viaggia per lavoro o studio. Molti temono che i benefici promessi arriveranno troppo tardi rispetto ai disagi attuali, in un’isola che da anni attende una rete ferroviaria efficiente e moderna. Come dar loro torto?

Published by
Siciliainprogress