OCCORRE FARE CHIAREZZA SU UN EVENTO INAUDITO PER UNO DEI PRIMI AEROPORTI ITALIANI. VIAGGIATORI VAGANTI NEL BUIO PER ORE
Cade la pioggia e va in tilt l’aeroporto di Palermo. L’allagamento dell’aerea bagagli del terminal del Falcone-Borsellino ha causato un black out totale dell’aerostazione, mettendo fuori uso sia l’impianto elettrico ordinario che l’alimentazione d’emergenza. Qualcosa di inaudito, dato che quest’ultimo impianto dovrebbe essere realizzato, e gestito, proprio per far fronte alle emergenze: ad esempio un nubifragio.
Come conseguenza ovvia, alcuni voli sono stati dirottati in altri scali siciliani, ma anche a Lamezia Terme e persino a Roma Fiumicino, come è successo ad alcuni velicoli provenienti dall’estero.
Dopo l’intervento dei vigili del fuoco e dei tecnici lo scalo è tornato operativo dopo ore di caos diffuso tra i passeggeri, costretti ad evacuare l’aerostazione e privi di qualsiasi notizia per ore.
L’intervento della Regione
La Regione siciliana, dal canto suo, ha attivato un servizio bus per trasferire i passeggeri da Trapani, dove molti voli sono stati dirottati, fino a Palermo
“Appena il presidente di Airgest, Salvatore Ombra – ha dichiarato il presidente della Regione, Renato Schifani – mi ha segnalato le difficoltà a gestire il trasferimento dei passeggeri da Trapani a Palermo, pur non essendo una nostra competenza ma delle compagnie aeree, tramite l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò abbiamo subito attivato le procedure per coordinare le operazioni di supporto ai viaggiatori. Grazie all’intervento tempestivo sull’Azienda siciliana trasporti, sono stati messi a disposizione dieci pullman che hanno fatto la spola tra i due scali”.
Il servizio è andato avanti senza difficoltà, grazie al continuo afflusso di bus, fino alle due di notte, assicurando il trasferimento dei passeggeri all’aeroporto “Falcone-Borsellino” o in alternativa direttamente a Piazza Politeama
Per quanto riguarda l’aeroporto di Palermo, dove la situazione è tornata alla normalità, il presidente della Regione evidenzia “la necessità di fare piena luce sui problemi che hanno portato alla chiusura dello scalo, per evitare il ripetersi di simili disagi”. Non a caso, nella stessa nota, Schifani auspica “un rapido ripristino della governance amministrativa, con la nomina dell’amministratore delegato, e di quella tecnica, con l’individuazione del nuovo direttore generale”.
Peggio che nel Terzo mondo…
E ciò la dice lunga sulla gravità di quanto è avvenuto. Va bene la pioggia, peraltro attesa da mesi, ma pensare di gestire uno scalo internazionale pregando Giove Pluvio affinchè non esageri, più che da terzo mondo, è da medioevo.
Se poi a ciò si sommano i disagi, pressochè contemporanei, vissuti nella stessa giornata di ieri a Fontanarossa, con molti voli dirottati proprio su Palermo, il quadro dei collegamenti verso l’esterno, che si estende all’intera Sicilia, appare in tutta la sua sconsolante evidenza. L’isola è sempre più isola.








