I TRE CONSIGLIERI GIULIA ARGIROFFI,UGO FORELLO (OSO) E CARMELO MICELI (GRUPPO MISTO) SPIEGANO LA LORO POSIZIONE. FORSE ANDRANNO RESTITUITI 140 MILIONI AL MIT

Dopo l’approvazione della delibera che ridimensiona il “Sistema Tram” tre consiglieri comunali, da sempre critici verso la scelta di puntare tutto sul tram, pubblicano un comunicato in cui spiegano la loro posizione rispetto alle decisioni prese all’interno di questa delibera, che non hanno votato pur essendosi fatti promotori degli emendamenti che hanno radicalmente modificato la rete tranviaria ed alcune opere annesse, come il parcheggio del Foro Italico.

La nota, peraltro, rivela un dato finora poco conosciuto: sono stati già spesi 140 dei 510 milioni del finanziamento del Ministero delle Infrastrutture per ‘acquisto di nuovi convogli tranviari. Una cifra che, se dovesse essere revocato il finanziamento, cosa che, a meno di proroghe, è praticamente certa avverrà (occorre firmare i contratti per la realizzazione delle nuove linee D,E,F e G entro il 31/12/2024!) dovrà essere restituita al Ministero con tante scuse. Un cenno alla Metropolitana Automatica Leggera (MAL) che, come abbiamo spiegato spesso noi di In Progress, anche secondo i tre consiglieri sarebbe costata meno, sia in fase di costruzione che, soprattutto, in fase di esercizio.

Pubblichiamo integralmente la nota che, come abbiamo spiegato, è di grande interesse:


Il voto a questa delibera comportava la legittimazione di un percorso che invece merita solo sonora e convinta bocciatura: una decisione imposta alla città senza alcuna preliminare valutazione scientifica e pianificatoria, che ha condannato la città a un sistema non sostenibile, nè per l’ambiente, nè economicamente e soprattutto incapace di risolvere i problemi di trasporto pubblico che condannano da sempre Palermo al caos.

150 mln impegnati e 510 in bilico in attesa di proroga , di cui 140 già spesi, che restituirebbero, nel migliore degli scenari, un sistema monco, oltre che insufficiente di base, quando con molto meno per la spesa pubblica si sarebbe potuto realizzare la MAL, che avrebbe invece risolto definitivamente la mobilità cittadina, in maniera sostenibile e con costi di gestione alla portata di Palermo.

Oggi che la situazione è compromessa, ciò che l’amministrazione Lagalla sta facendo con questa delibera è provare a mettere una pezza che rischia di essere peggio del buco.

Visti i ritardi accumulati, se il Governo nazionale non dovesse accordare la proroga nella rendicontazione della spesa, non soltanto l’opera dovrà essere limitata, al più, alla realizzazione delle sole linea C e B (e anche sulla B si nutrono dubbi di fattibilità economica) delle 7 previste, ma le somme già spese per l’acquisto delle vetture 140 mln di euro, passerebbero a totale carico del Comune di Palermo, che a quel punto richiederebbe la bancarotta.

Firmato

Giulia Argiroffi

Ugo Forello

Carmelo Miceli