LA REGIONE SICILIANA NON E’ NUOVA AD IDEE GENIALI COME QUESTA. BASTANO DUE CONTI PER MOSTRARNE TUTTA L’ASSURDITA’

Quando abbiamo spiegato, con i numeri e non a sensazione, che la crisi idrica siciliana non c’entra nulla con la siccità, qualcuno ha avuto da ridire, ricordandoci che gli invasi continuano ad essere vuoti, nonostante le piogge.

Dimenticando proprio quello che abbiamo sostenuto più volte, e che gli addetti ai lavori sanno benissimo: gli invasi, così come le reti di distribuzione dell’acqua, in Sicilia, sono gestiti malissimo. Non si interviene da decenni e, soprattutto, non sono stati effettuati i collaudi in più della metà delle tante dighe esistenti in Sicilia.

Il caso della diga Trinità è emblematico, ed è riesploso pochi giorni fa. Quando il Ministero delle Infrastrutture, proprio a seguito del continuo innalzarsi del livello di invaso, a causa delle abbondanti piogge di questi ultimi mesi (secondo alcuni, di siccità…) ha chiesto al gestore di ridurne il livello idrico onde evitare problematiche strutturali alla diga in caso di terremoto.

Il problema è arcinoto, e ormai da anni le paratie della diga vengono aperte ogni inverno per sversare a mare il prezioso liquido, in barba agli agricoltori che, d’estate, non possono irrigare i campi (2500 ettari), soprattutto i vigneti dal marsalese, dalla produzione proverbialmente pregiata.

Si farà anche quest’anno: non c’è tempo per intervenire e per collaudare un bel nulla, ormai, e ci si chiede dove fosse la Regione, ed in particolare la Protezione Civile e l’assessorato all’agricoltura prima che si svegliasse, da Roma, il Ministero delle Infrastrutture.

Però, una soluzione ci sarebbe, e proviene proprio dalle fervide menti della Regione: svuotare sì l’invaso, ma con le autobotti! In tal modo si eviterà di buttare a mare tanta acqua, e la si potrà portare dove serve.

L’idea sembra, a prima vista geniale, come sembrò geniale l’altra magnifica soluzione pensata per salvare dalla sede l’abitato di Licata, questa estate: portarcela con le navi-cisterna della Marina Militare. Peccato che poi quest’ultima ebbe il cattivo gusto di presentare il conto, facendo improvvisamente scoprire agli scienziati regionali che certe idee tanto geniali non sono.

Chissà se i conti, qualcuno li ha fatti prima di uscirsene con la storia delle autobotti. Proviamo a farli noi.

L’invaso Trinità può contenere 18 milioni di metri cubi d’acqua. Non sappiamo quanti ne contiene e non sappiamo quanti ne dovranno essere sversati in mare per arrivare alla quota di 50 m. sul livello del mare imposta dal Ministero. Certamente qualche milionata di metri cubi.

Se considerate che un’autobotte può contenere, mediamente 10 mc. di acqua, per portarne via un solo milione dall’invaso, occorrerebbero 100.000 viaggi di autobotte. Se si riuscisse a trovare un numero congruo di mezzi, e considerando anche i tempi necessari a caricare l’acqua, trasportarla, svuotarla (dove?) e tornare indietro, quanti viaggi si riuscirebbero a fare al giorno?

Considerando 8 ore lavorative, ed un’ora per compiere le operazioni di cui sopra, ipotizziamo ottimisticamente 8 viaggi ad autobotte. Bisognerebbe metterne in campo ben 30 per arrivare ad effettuare 240 viaggi al giorno. Per arrivare a farne 100.000 quindi, questo straordinario sforzo organizzativo, non proprio tipico degli enti regionali, dovrebbe essere portato avanti per oltre 415 giorni: un anno e due mesi per svuotare l’invaso di un solo milione di metri cubi!! E possiamo ipotizzare tranquillamente che il volume necessario da emungere per arrivare al livello di sicurezza sia notevolmente superiore.

Ma oltre ai tempi, c’è anche qualche altro problemino. Ad esempio, dove portare tanta acqua: se consideriamo che d’inverno si irriga ben poco, ed i serbatoi di acquedotti e reti irrigue sono già pieni, dove metteremmo tutta quest’acqua? In un altro invaso, magari. I più vicini sono il lago Arancio, il Rubino ed il Garcia, ma ammesso che abbiano capienza disponibile, distano almeno 35 km. Il che significa che saltano i conti di cui sopra (impensabile per un’autobotte caricare, scaricare e percorrere almeno 70 km in un’ora!) ed i tempi si allungano ulteriormente. Ci scuseranno gli ambientalisti, ma delle emissioni di CO2, magari, ne parliamo un’altra volta.

In ultimo, proprio per non essere venali, i soldi. Se ipotizzassimo anche soltanto 100€ a viaggio, sempre per il milione di mc. di cui sopra (100.000 viaggi) sarebbe necessario sborsare la bellezza di 10  milioni di euro. In realtà n volte tanto, dato che non parliamo di uno ma, certamente, di n milioni di metri cubi di acqua… Tanto da rifarla nuova, la diga Trinità!

Insomma, un’idea così balzana che si fa fatica a pensare che sia stata esternata in maniera seria, nella classica riunione d’emergenza che si tiene, di consueto, quando vengono fuori problemi che si trascinano da decenni. D’altronde, non erano seri anche quelli che hanno pensato alla nave-cisterna?