I NOMI CHE SI FANNO PER LA SUCCESISONE DI PASQUALINO MONTI AL VERTICE DELL’AUTORITA’ PORTUALE DI PALERMO NON CONVINCONO, ED ANCHE SCHIFANI DISSENTE

L’incertezza sulla successione di Pasqualino Monti alla guide dell’autorità di Sistema del mare di Sicilia Occidentale ripropone il solito tema dell’ingerenza politica in posti chiave per lo sviluppo economico, e non solo, del Territorio.

Nonostante l’egregio lavoro portato avanti dal manager uscente, con mandato in scadenza a giugno, la politica si ostina a proporre personalità che, oltre all’appartenenza, non presentano certo caratteristiche adatte al ruolo da occupare.

A ribadire quanto vorrebbe la logica, soprattutto se si è avuto a che fare con la Pubblica Amministrazione, ci ha pensato  il Consiglio di Stato.  Con una sentenza riguardante la nomina proprio di un presidente di Autorità Portuale, quello di Cagliari, il massimo organo di Giustizia Amministrativa ha ribadito la necessità di una “comprovata qualificazione nei settori dell’economia dei trasporti e portuale”. La sentenza ha precisato che non bastano titoli teorici o accademici se non accompagnati da esperienze pratiche e concrete in materia di portualità, navigazione, concessioni demaniali e infrastrutture logistiche.

La Regione non ci sta

Anche alla luce di questa sentenza, palazzo d’Orleans ha fatto sentire la sua voce: “Ci batteremo perché dopo Pasqualino Monti all’Autorità portuale di Palermo venga la persona migliore sotto il profilo tecnico, che non sia un raccomandato politico. Non ne abbiamo bisogno” ha detto Schifani senza troppi giri di parole. Un messaggio rivolto soprattutto  agli alleati e anche al Ministro Salvini. Si consideri che i nomi fatti, entrambi in quota Lega, sono quelli di Francesco Scoma e Annalisa Tardino, sui quali il Presidente della Regione negherà l’intesa qualora fossero formalmente indicati.

Nomi che possono vantare una certa esperienza politica, soprattutto il primo, ma che suscitano seri dubbi sulla continuità di gestione dell’Autorità, se si considera il livello di managerialità e l’esperienza dimostrata dal presidente uscente. La speranza di chi scrive è che Schifani, in coerenza con le sue dichiarazioni, proponga manager all’altezza e non semplicemente profili di diversa appartenenza politica…

La continuità indispensabile 

Lo stesso Monti ha auspicato una scelta basata sulla continuità e sulle competenze, affinché non si disperda il lavoro fatto e si continui sulla rotta dello sviluppo sostenibile e della valorizzazione del sistema portuale siciliano.

Rammentiamo che sotto la sua presidenza si è pervenuti a risultati insperati per il porto e per la stessa città, che ha ritrovato un rapporto con il mare perduto da almeno mezzo secolo. Il molo trapezoidale, la riqualificazione urbana delle aree portuali, il rilancio del traffico crocieristico e merci, la digitalizzazione dei servizi ed il potenziamento della connessione intermodale tra porto, ferrovia e rete stradale: un patrimonio che non possiamo permetterci di sacrificare sull’altare dell’appartenenza politica.