Genova non torni indietro: il trasporto pubblico gratuito è una scelta giusta

La sindaca di Genova Silvia Salis ha recentemente espresso preoccupazione per la riduzione degli introiti dell’azienda del trasporto pubblico locale (AMT), arrivando a ipotizzare una revisione dei criteri di gratuità attualmente in vigore. Una posizione che ci lascia perplessi e contrariati.

A Genova sono state avviate diverse iniziative per “elettrificare” la mobilità urbana. Oltre a sperimentare la gratuità su alcuni servizi – come il trasporto tramite ascensori, funicolari e, in determinati orari, la metropolitana – si è puntato a rendere più accessibile il trasporto pubblico, riducendo l’uso dell’auto e migliorando la qualità dell’aria. Sugli autobus il viaggio è gratuito per chi ha meno di 14 anni e più di 70 anni.

Il trasporto pubblico gratuito è stato quindi introdotto parzialmente in città, ma con grande coraggio e visione. Non si tratta di uno spreco ma di un investimento: in salute pubblica, in giustizia sociale, in sostenibilità ambientale. E pensare che il TPL gratuito (qui un nostro articolo del 2022), secondo una stima attuale, è stato applicato in 200 città al mondo ed in interi Paesi come Malta e Lussemburgo. Tutti Enti che a tornare indietro non ci pensano nemmeno.

Non è un costo, è un valore

È vero, gli introiti da bigliettazione rappresentano una quota importante per i bilanci delle aziende del TPL. Ma focalizzarsi unicamente su questa voce significa ignorare i benefici indiretti, ma ben più rilevanti, generati da una mobilità pubblica accessibile a tutti.

Quando i cittadini usano autobus, metro, funicolari e ascensori invece dell’auto privata, l’intera collettività ne guadagna:

  • Meno traffico e inquinamento, con ricadute positive sulla salute pubblica;
  • Più equità, perché nessuno viene escluso dalla mobilità per ragioni economiche;
  • Più vivibilità urbana, con strade meno congestionate e città più sicure.

La stessa AMT ha registrato, nei mesi successivi all’introduzione della gratuità nelle fasce orarie serali e nei weekend, un aumento dell’utenza e una riduzione delle auto in centro. Questo significa meno smog, meno rumore, più persone nei negozi, nei locali, negli spazi pubblici.

In molte città europee – da Tallinn in Estonia a Dunkerque in Francia – il TPL gratuito ha prodotto effetti virtuosi simili, con una crescita dell’utenza anche del 60–70% e un incremento del commercio urbano. Genova, pioniera in Italia, ha dimostrato che è possibile sperimentare anche qui.

Non scarichiamo il problema sui cittadini

Se oggi AMT registra un calo degli introiti da biglietti, il problema non va risolto tornando a far pagare i passeggeri. Va affrontato a livello sistemico: con un rafforzamento del Fondo nazionale per il TPL, con risorse dedicate da parte del Comune, con una revisione dei modelli di finanziamento pubblico che tengano conto anche dei risparmi generati in altri settori (sanità, traffico, manutenzione stradale).

Una scelta politica, non contabile

Difendere il trasporto pubblico gratuito non è un capriccio ideologico: è scegliere una città più giusta, più verde, più moderna. Tornare indietro significherebbe rinunciare a questa visione.

Invitiamo la sindaca a non cedere alla logica del bilancio a breve termine e a rilanciare con coraggio il progetto, coinvolgendo cittadini, lavoratori del TPL, studenti e associazioni in un piano strutturale di mobilità sostenibile e accessibile a tutti.