Risorse idriche, Schifani e Cocina sorvolano gli invasi di Piana degli Albanesi, Scanzano, Fanaco e Rosamarina: «Situazione migliorata»
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani e il dirigente della Protezione civile regionale Salvo Cocina hanno sorvolato il 25 luglio scorso gli invasi di Piana degli Albanesi, dello Scanzano, di Rosamarina che servono il territorio in provincia di Palermo e del Fanaco che serve l’Agrigentino e parte del Nisseno; le condizioni dei bacini, sono apparse migliori rispetto a un anno fa, grazie anche a lavori avviati d’urgenza di riefficentamento delle traverse di adduzione.
«L’impulso e la vigilanza del mio governo sugli effetti della siccità e sugli interventi da noi già avviati- ha detto Schifani – è costante e ai massimi livelli. Per questo è stato importante, per me, verificare di persona lo stato di alcune misure avviate già dallo scorso anno per la mitigazione della crisi idrica, grazie all’operato della task force che ho istituito e affidato a Salvo Cocina. Posso dire che, ad oggi, l’esito è pienamente soddisfacente e si vedono i frutti del lavoro già avviato la scorsa stagione».
Dissalatori, il sopralluogo di Schifani a Porto Empedocle
Il presidente della Regione Renato Schifani, accompagnato dall’assessore all’Energia Francesco Colianni, dal prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo e dal capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, ha effettuato, a sorpresa, un sopralluogo nell’impianto di Porto Empedocle per verificare lo stato dei lavori. Nella struttura dell’Agrigentino sono stati completati il riempimento delle condotte di adduzione e scarico a mare, i test elettrici, idraulici e l’osmosi inversa.
«Sono soddisfatto – ha dichiarato Schifani – dei progressi raggiunti a Porto Empedocle. L’obiettivo che ci eravamo prefissati si avvicina e i tempi sono stati rispettati. Dai primi di agosto entreranno in rete fino a 120 litri di acqua al secondo che aumenteranno la dotazione idrica per un bacino di circa duecentomila persone. Una risposta concreta alle popolazioni più colpite dalla crisi idrica. Quando i tre impianti saranno pienamente operativi, insieme ad altre fonti attivate in questi mesi, sarà possibile alleviare le difficoltà nelle province di Agrigento, Trapani e Caltanissetta, tra le più colpite dalla siccità».
Il presidente ha poi sottolineato l’impegno del suo governo nell’ammodernamento delle infrastrutture: «Abbiamo investito non solo in nuove fonti di approvvigionamento, ma anche nel rifacimento delle reti. Un’azione mai vista in passato, che oggi inizia a dare i suoi frutti».
I tre impianti di dissalazione sono realizzati da Acciona, azienda leader del settore del trattamento delle acque, e saranno gestiti da Sicilacque, società del gruppo Italgas. La Regione ha finanziato non solo i dissalatori mobili di Gela, Porto Empedocle e Trapani, ma anche il revamping dell’impianto fisso di Porto Empedocle, operando con tempi celeri e secondo un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato, che ha coinvolto la struttura commissariale nazionale e Italgas, tramite la controllata Sicilacque, responsabile della gestione.
I costi e la data dell’immissione in rete
I container con le attrezzature sono arrivati a giugno. Per la gestione, la manovra finanziaria in esame all’Ars prevede uno stanziamento di quasi 10 milioni di euro da parte della Regione, a cui si aggiungeranno 21 milioni erogati dallo Stato.
Questi fondi serviranno per i primi due anni, e poi? Si vedrà.
Intanto, l’acqua prodotta dai dissalatori non può ancora essere immessa in rete. A questo si sta lavorando, ma difficilmente si riuscirà a farlo prima dell’autunno prossimo. Per allora l’emergenza potrebbe essere superata, ma i costi rimarranno.








