La ferrovia Patti-Castelbuono è un tratto, lungo quasi 90 km, della linea Palermo-Messina. Il tratto è ancora a binario unico, il che limita significativamente la frequenza dei treni e le prestazioni complessive del suo servizio di trasporto.
Finanziata per quasi 4mld (delibera CIPE del 2010) l’opera di raddoppio e velocizzazione fu definanziata due anni appresso, formalmente a causa del cambio di tracciato del corridoio transeuropeo ScanMed, che da quel momento nel suo tratto terminale abbandonò il percorso litoraneo. Invece di battersi per la infrastrutturazione così delle coste come dell’interno dell’Isola, l’allora presidente della Regione, Raffaele Lombardo preferì vincere la guerra tra poveri e per raggiungere Palermo pretese e ottenne che il tracciato fosse deviato da Messina per Catania, Enna, Caltanissetta.
Attualmente, non ci sono progetti esecutivi per il raddoppio del binario, ma solo uno studio di pre-fattibilità per valutare diverse opzioni di tracciato. Elenco qui di seguito le criticità principali della linea.
Al momento ci si trova in una fase di stallo, in attesa di decisioni e finanziamenti per progetti concreti.
Il momento di stallo dura però da 12 anni. In un mondo che corre, 12 anni sono lunghi un secolo, e costituiscono un grave handicap per tre province della Sicilia (Trapani, Palermo, Messina), per un totale di 2.210.000 abitanti, cioè quasi la metà dei siciliani.








