Maredolce: la stazione fantasma che Palermo reclama a gran voce
La ferma richiesta di attivazione della stazione ferroviaria di Palermo Maredolce si è tradotta ormai in un percorso concreto: la petizione “Apriamo la Stazione di Palermo Maredolce per il Servizio Metropolitano” lanciata su Change.org (per firmare clicca QUI) da “IN PROGRESS” ha superato le 1.000 adesioni, a testimonianza del bisogno e dell’interesse reale della cittadinanza.
Ma non è tutto: l’iniziativa si inserisce ormai in un dibattito pubblico ben più ampio, che documentiamo da mesi, che ha evidenziato aspetti critici per nulla trascurabili.
I muri della vergogna e l’infrastruttura abbandonata
L’articolo intitolato “Maredolce, il muro della vergogna” sottolinea un’immagine emblematica: quella di una struttura ferroviaria predisposta per il servizio metropolitano ma dimenticata, vittima del degrado, tagli e rimozioni di recinzioni, vandalismi sui sottopassi, assenza di manutenzione. È la rappresentazione fisica della distanza tra un progetto pubblico e la sua concreta attuazione.
In sostanza, Maredolce è una “stazione incompiuta”, una struttura che ha visto investimenti infrastrutturali ma mai il completamento della fase operativa: i treni la attraversano, ma non vi si fermano, e la struttura resta interdetta all’utenza.
Petizione, numeri e le promesse non mantenute
La petizione che abbiamo lanciato un anno fa ha superato le 500 firme già nelle prime settimane, e poi ha continuato a crescere, arrivando esattamente a 1052 sottoscrizioni. Questo dato non è solo numerico: racconta di una mobilitazione, di una comunità e di una domanda che non si arrendono.
Peccato che l’Amministrazione regionale, competente per il trasporto ferroviario nel territorio siciliano, abbia, di fatto, ignorato questa iniziativa. Nonostante le parole dello stesso Assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, che aveva annunciato ai nostri microfoni (QUI IL FILMATO) l’intenzione di aprire la stazione entro il 2024.
Per questo la petizione prosegue, coscienti che senza pressioni costanti le promesse restino sulla carta.
Il punto di vista della II Circoscrizione
La conversazione con Giacomo Viscuso, vicepresidente della II Circoscrizione, inserisce la questione in un quadro più complesso di collegamenti urbani e mobilità metropolitana. Da un lato, Viscuso conferma la percezione diffusa che Maredolce sia un’opportunità concreta per migliorare il trasporto pubblico, soprattutto nel quartieri Brancaccio. Dall’altro, segnala come la chiusura attuale della stazione sia il frutto di una serie di decisioni tecniche e amministrative, che potrebbero essere superate, a patto però che ci sia una volontà politica forte e una richiesta istituzionale chiara verso la Regione.
Perché la stazione deve aprire — e presto
Alla luce di questi elementi, l’attivazione della stazione di Maredolce non è più una semplice questione simbolica, ma una priorità concreta, che tocca vari aspetti:
- Inclusione territoriale: il quartiere di Brancaccio e le zone contigue restano oggi scarsamente servite dal trasporto collettivo e rischiano di essere socialmente ed economicamente isolate.
- Qualità della vita urbana: una stazione attiva potrà agevolare la mobilità quotidiana, ridurre il ricorso all’automobile, migliorare la sostenibilità del trasporto urbano e connettere meglio zone residenziali con il resto della città e i poli di lavoro, studio e servizi.
- Ragionevoli tempi di attivazione: la struttura esiste, è dotata di banchine, sottopassi, parcheggio e vie di accesso, ma versa in uno stato di abbandono e rischio degrado. Ogni mese in più che passa senza apertura è un mese di spreco infrastrutturale, di ricorso continuo all’auto, e di possibile deterioramento ulteriore.
- Partecipazione civica attiva: la petizione non è solo un gesto simbolico, ma è il segno che la cittadinanza non si è limitata a subire inerme questa incredibile situazione, ma ha deciso di farsi parte attiva nel cambiare le cose.
La mobilitazione continua
Oltre le 1.052 firme già raccolte, è il momento di intensificare la pressione civica: fare circolare la petizione, discuterne nei circoli territoriali, coinvolgere scuole, associazioni, gruppi locali.
Una stazione attiva a Maredolce può diventare un piccolo “hub” di mobilità Metropolitana, ma solo se ci impegniamo a chiedere e vigilare affinché le promesse diventino fatti concreti. Se pensi che serva, firma la petizione, parla con i vicini, stampa il volantino, partecipa all’assemblea di quartiere.
La mobilità è un diritto: restituiamola a Brancaccio e alle aree vicine, con determinazione e responsabilità.








