Nonostante oltre 1000 firme, la Regione siciliana continua ad ignorare la stazione Maredolce, e con essa il quartiere Brancaccio di Palermo

La nostra petizione on line (FIRMA cliccando QUI ANCHE TU!!) lanciata per chiedere l’apertura della stazione di Maredolce ha superato, come sapete, quota mille firme. Un risultato importante, raccontato già sulle nostre pagine in questo articolo, che dimostra come la richiesta non arrivi solo da pochi attivisti, ma da un’intera comunità che chiede servizi concreti.

Il problema, però, non è risolto: la stazione rimane chiusa. Un’infrastruttura costata decine di milioni, sottopassi, marciapiedi, segnaletica, parcheggio. Ma nessun treno si ferma. Quella che doveva essere una fermata “metropolitana” nel quartiere di Brancaccio è diventata una stazione fantasma, una cattedrale nel deserto. E per questo, INVITIAMO TUTTI A FIRMARE LA PETIZIONE: PIU’ SIAMO, MEGLIO E’!

L’Assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana ha parlato, proprio ai nostri microfoni, di una apertura entro fine 2024. Non solo ciò non è avvenuto, ma di tempistiche precise, atti formali o tavoli operativi non c’è traccia. La parola d’ordine sembra essere “rinvio”.

Intanto, il quartiere di Brancaccio continua a pagare il prezzo dell’isolamento. Una stazione in funzione significherebbe collegamenti rapidi con l’università, con il centro città, con l’aeroporto. Una risorsa per studenti, pendolari, famiglie. Invece resta una cattedrale nel deserto, simbolo dell’eterno limbo delle opere siciliane.

L’appello è chiaro: serve un atto politico, non l’ennesima promessa. La Regione si assuma la responsabilità di chiedere a RFI l’attivazione della fermata e metta sul tavolo un piano di esercizio che coinvolga Trenitalia, in grado di offrire all’utenza un numero congruo di treni al giorno..

Le firme ci sono, la volontà popolare pure. Ora tocca alle istituzioni. La domanda, semplice e diretta, resta senza risposta: Maredolce, Regione, che fai?