La nuova inchiesta su Salvatore Cuffaro riaccende i riflettori su un sistema che premia l’astuzia, non la competenza. E che, se le accuse fossero fondate, avrebbe svuotato di senso persino le regole pensate per garantire trasparenza e qualità.
In questi giorni è tornata alla ribalta la cronaca siciliana con la nuova inchiesta della Procura di Palermo che vede tra gli indagati, a vario titolo, l’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro.
Secondo quanto riportato da Quotidiano Sanità, nell’indagine emergono accuse di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione in ambito di appalti e forniture sanitarie. L’Espresso parla di un “sistema di gare pilotate e di assunzioni gestite attraverso canali di favore”.
Negli atti investigativi – riferisce Il Fatto Quotidiano – sarebbero state individuate “vere e proprie procedure occultate intorno ad appalti pilotati nella sanità e assunzioni collegate”. In un caso, durante una perquisizione, sarebbero stati sequestrati circa 80.000 euro in contanti all’ex governatore.
Il guasto sistemico degli appalti
Questa non può essere considerata solo una vicenda personale. Se anche solo in parte i fatti dovessero risultare veri, ci troveremmo di fronte all’ennesima conferma di un meccanismo che premia i furbi e penalizza i competenti, un sistema che ha fatto strame delle regole trasformando in burla perfino le procedure nate per premiare la qualità.
Le gare a “offerta economicamente più vantaggiosa” avrebbero dovuto segnare la fine dell’era del massimo ribasso, quella che ha prodotto per anni opere pubbliche incompiute o mal realizzate. Era un cambio di paradigma necessario: scegliere non chi offre di meno, ma chi garantisce il miglior equilibrio tra prezzo, qualità, innovazione, capacità tecnica.
Eppure, in un contesto dove la regola viene piegata al tornaconto, anche la buona norma perde significato. Se chi è chiamato a giudicare appare compiacente, e qualcuno conosce i bandi prima ancora che siano pubblicati, si aggiudica la gara chi non sa o non vuole fare bene il lavoro, e tutto torna come prima.
Il danno, come sempre, è doppio: economico e morale. Economico, perché a fronte di spese ingenti ci si ritrova con servizi scadenti, forniture discutibili, lavori incompleti o inutilizzabili.
Morale, perché si consolida l’idea che la legalità non paghi, che il rispetto delle regole sia da ingenui, e che la via più breve al successo sia la compiacenza o la furbizia. È un messaggio devastante, soprattutto in una terra che avrebbe invece bisogno di credere nel merito, nella competenza e nella trasparenza.
Quando il merito diventa svantaggio
Questo è forse il danno più grave. Un sistema che scoraggia chi vuole operare onestamente, che spinge le imprese serie a restare ai margini, e che alimenta un circuito chiuso di relazioni, clientele e favori. È una spirale che uccide la meritocrazia e che priva la Sicilia — e con essa il Paese — della possibilità di crescere attraverso la qualità e la trasparenza.
La vicenda Cuffaro, qualunque ne sia l’esito giudiziario, fotografa un modello distorto: quello di una pubblica amministrazione in cui la regola esiste, ma serve a chi sa aggirarla. È la rappresentazione amara di una terra dove, troppo spesso, l’onestà sembra un handicap e la furbizia una competenza.
Serve un cambio di passo, ma epocale
Per uscire da questo circolo vizioso non bastano leggi nuove o procedure più sofisticate. Se, tra leggi regionali e nazionali, la normativa è cambiata almeno 5 volte nell’ultimo quarto di secolo, ed il malcostume continua ad essere così diffuso, allora il problema è squisitamente etico. Serve una cultura diversa, una convinzione collettiva che la vera “offerta vantaggiosa” è quella che lascia un’opera utile, solida e onesta, non quella che ingrassa i soliti noti.
La Sicilia merita di più. Merita regole che funzionino e cittadini che pretendano che funzionino. Perché finché le scorciatoie saranno più redditizie delle regole, e non solo nel mondo degli appalti, non riusciremo mai a tirarci fuori dal degrado in cui siamo piombati, ormai da decenni.








