Traffico ancora a -60% nonostante la fine annunciata delle ostilità nel Mar Rosso. Il ritorno alla normalità appare ancora lontano.
Nonostante siano trascorsi oltre tre mesi dall’ultimo attacco dei ribelli Houthi alle navi commerciali nel Mar Rosso, il traffico di transiti nel Canale di Suez resta fortemente ridotto rispetto ai livelli pre-crisi. Secondo i dati del mercato marittimo raccolti da BIMCO, nella prima settimana del 2026 il numero di transiti attraverso il canale risultava ancora circa il 60% inferiore rispetto allo stesso periodo del 2023, prima che molte compagnie iniziassero a deviare le rotte circumnavigando il Capo di Buona Speranza per ragioni di sicurezza.
L’ultimo episodio risale al 29 settembre 2025, quando la portacontainer Minervagracht è stata colpita in quello che è stato l’ultimo attacco riconducibile agli Houthi. Quarantatré giorni dopo, il gruppo ha dichiarato conclusa la campagna contro le navi mercantili, ma senza che questo abbia prodotto un immediato recupero dei volumi di traffico.
Segnali di ripresa, ma prevale la cautela
La crisi dei traffici ha iniziato a manifestarsi in modo evidente a partire da gennaio 2024, quando numerosi operatori hanno scelto di evitare sistematicamente il Canale di Suez. Dall’inizio delle tensioni si contano circa 99 attacchi o tentativi di sequestro nel Mar Rosso, un fattore che ha inciso profondamente sulla fiducia degli armatori.
Nel corso del 2025 il tonnellaggio transitato attraverso Suez, espresso in deadweight tonnage (DWT), è rimasto tra il 57% e il 64% al di sotto dei livelli del 2023, con un impatto diffuso su quasi tutti i segmenti: portacontainer, bulk carrier, petroliere e product tanker.
Solo negli ultimi mesi dell’anno sono emersi segnali di un possibile ritorno graduale. Alcune compagnie, tra cui CMA CGM, hanno annunciato la ripresa di servizi via canale a partire da gennaio 2026, mentre a dicembre la Maersk Sebarok ha effettuato il primo transito dopo mesi di stop. Anche la riduzione dei premi assicurativi per il rischio bellico ha contribuito ad attenuare uno dei principali deterrenti economici.
Tuttavia, la normalizzazione resta incerta: la prudenza degli operatori e la necessità di una stabilità duratura sul fronte della sicurezza continuano a mantenere il traffico nel Canale di Suez su livelli significativamente inferiori a quelli precedenti alla crisi.
Fonte: Shipping Italy








