I primi viaggi dei nuovi HTR 412 dividono i passeggeri. C’è chi apprezza il rinnovamento, ma molti contestano l’impiego di un treno nato per i servizi regionali su percorrenze che superano le dieci ore.
L’arrivo dei nuovi HTR 412 destinati ai collegamenti Intercity tra la Sicilia e il resto d’Italia rappresenta certamente una delle principali novità del trasporto ferroviario degli ultimi anni. Nel nostro precedente articolo avevamo illustrato le caratteristiche tecniche dei nuovi convogli e l’avvio del loro impiego sulle relazioni da e per l’isola.
Adesso che i primi passeggeri hanno potuto provarli, iniziano però ad arrivare anche le prime valutazioni. E, almeno per ora, i giudizi appaiono piuttosto contrastanti.
Tra i commenti ricevuti sulla nostra pagina, Giuseppe Rap racconta la propria esperienza dopo un viaggio di ritorno da Roma:
“Viaggio in treno da sempre e ho sempre preferito il treno all’aereo. (…) Si tratta di un regionale leggermente imbellettato assolutamente non idoneo per un viaggio di oltre dieci ore. Due soli servizi igienici, sedute scomode, tavoli poco ergonomici e servizio di pulizia che si interrompe prima di arrivare in Sicilia. Una delusione.”
Anche Giovanni Iudica esprime forti perplessità:
“Li ho visti dentro, neanche in prima classe ci viaggerei fino a Napoli. Così, però, potrebbero essere degli ottimi treni regionali. Bella la livrea.”
Marco Lozero pone invece l’attenzione sulla capacità del convoglio:
“Va bene il rinnovamento, ma per me sono troppo corti. Dovrebbero essere a composizioni da sei casse.”
Le opinioni dei viaggiatori aprono però una riflessione più ampia, che va oltre il semplice gradimento del nuovo treno.
Regionali o Intercity?
Il punto centrale è infatti di natura tecnica. Gli HTR 412 derivano da una piattaforma progettata originariamente per i servizi regionali e successivamente adattata ai collegamenti Intercity con un diverso allestimento interno, molto differente dalle tradizionali carrozze a lunga percorrenza, progettate espressamente per affrontare viaggi di molte ore.
Sul tema è intervenuto il sito dell’Associazione Ferrovie Siciliane di Giovanni Russo, che segue da sempre, con competenza e spirito critico, le vicende del trasporto su ferro in Sicilia.
Secondo Russo, la trazione trimodale, che consente il funzionamento in modalità elettrica, diesel e a batterie comporta inevitabilmente un compromesso progettuale, perchè «i voluminosi armadi tecnologici interni sottraggono spazio utile calpestabile, determinando una riduzione della volumetria interna complessiva e limitando la dote dei servizi a bordo».
L’autore evidenzia come «l’utilizzo di soluzioni derivate dal comparto regionale su tratte nazionali che superano le 11-12 ore di viaggio continuo introduce elementi di evidente compromesso sul piano del comfort complessivo e della capacità di carico».
L’analisi non si limita però alle criticità. Russo sottolinea come l’introduzione dei nuovi convogli rappresenti comunque un importante passo avanti sotto il profilo tecnologico. Gli HTR 412 garantiscono infatti standard moderni in termini di elettronica di bordo, diagnostica predittiva, affidabilità e accessibilità per le persone a mobilità ridotta.
In Calabria già li conoscono
Parallelamente, in Calabria, dove questo tipo di materiale rotabile è già in uso per le relazioni Intercity Reggio C.-Taranto, su tempi sensibilmente più corti, si discute già della possibilità di utilizzare gli stessi HTR 412 su una traccia che colleghi la linea ionica, a trazione diesel, con quella tirrenica, molto più performante ed a trazione elettrica, senza cambiare treno.
Una prospettiva che potrebbe migliorare il comfort rispetto ad alcuni materiali oggi in servizio, ma che ripropone la stessa domanda: è questo il materiale rotabile più adatto per collegamenti di lunga percorrenza?
Un altro impietoso confronto nord-sud
Il confronto con il resto della rete nazionale è inevitabile. Mentre gran parte dell’Italia centro-settentrionale beneficia ormai di una rete di Alta Velocità servita dalle Frecce, Sicilia e Calabria continuano ad affidarsi agli Intercity, oggi rinnovati ma realizzati sulla base di una piattaforma nata per servizi regionali.
Naturalmente i nuovi HTR 412 presentano anche aspetti positivi: sono mezzi moderni, accessibili, più efficienti nella gestione e nella manutenzione e dotati di migliori prestazioni rispetto alle vecchie carrozze trainate da locomotiva. Tuttavia il dibattito aperto da molti viaggiatori riguarda un’altra questione: se il Mezzogiorno debba continuare ad accontentarsi di un servizio “adattato”, mentre sulle direttrici principali del Paese l’investimento continua a concentrarsi sull’Alta Velocità.
Più che il singolo convoglio, dunque, la vera domanda riguarda il modello di servizio che si intende offrire ai cittadini del Sud nei prossimi decenni.
| Caratteristica | HTR 412 (Intercity) | Intercity tradizionale | Frecciarossa 1000 |
|---|---|---|---|
| Progetto originario | Elettrotreno regionale | Treno di lunga percorrenza | Treno Alta Velocità |
| Composizione | Bloccata (4 casse) | Variabile (5-9 carrozze) | Bloccata (8 casse) |
| Velocità massima | 160 km/h | 200 km/h (carrozze) | 300 km/h |
| Numero bagni | 2 per convoglio | Generalmente 1 ogni carrozza (5-8 complessivi) | 8 circa (1 per carrozza) |
| Possibilità di aumentare i posti | Limitata (serve altro convoglio) | Elevata (si aggiungono carrozze) | Limitata |
| Destinazione d’uso | Servizi regionali e regionali veloci, adattato agli IC | Lunga percorrenza | Alta Velocità |
| Comfort per viaggi oltre 8-10 ore | Opinioni contrastanti | Generalmente più elevato | Molto elevato |
| Accessibilità | Ottima, piano ribassato | Inferiore | Ottima |








