ALLAGAMENTI A PALERMO, LA VERITÀ “VIENE A GALLA”: PULITE MENO DI 1/3 DELLE CADITOIE!

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Roberto Palermo
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Il consigliere Randazzo del Movimento 5 Stelle conferma quanto affermiamo da tempo: la manutenzione non è un optional

Il consigliere comunale Antonino Randazzo (M5S) ha depositato un’interrogazione al sindaco per chiedere chiarimenti sul contratto con Amap, che prevede 23.000 interventi annui di pulizia delle caditoie. Secondo i dati ufficiali, però, nei primi sette mesi del 2025 ne sono stati realizzati soltanto 6.300: meno di un terzo di quanto previsto, e molto al di sotto delle necessità di una città che ogni anno si ritrova sotto l’acqua alle prime piogge. Numeri che confermano quanto da anni sosteniamo: la mancata pulizia delle caditoie è un fatto reale, oggi confermato dai numeri. Una inadempienza che non si può più nascondere dietro l’insufficienza dei collettori, visto che in questi ultimi l’acqua, semplicemente, non può arrivare.

Cinque anni fa, sul sito In Progress, pubblicammo un articolo intitolato “I negazionisti degli allagamenti”, in cui criticammo fermamente chi, per mascherare le responsabilità dell’amministrazione, aveva sostenuto che a Palermo:

  • non piovesse così da 200 anni (!!);
  • l’acqua non defluisse a causa dei collettori, anziché per la mancanza della semplice pulizia e manutenzione delle caditoie.

Nelle settimane successive – dopo che temporali avevano colpito la città – la menzogna è stata smascherata dai fatti, a sottopassi prosciugati: le strade erano coperte da tonnellate di rifiuti, materiali di ogni tipo sparsi sulle carreggiate, detriti accumulati nelle caditoie. E, come se non bastasse, le pompe di sollevamento nei punti critici si sono rivelate regolarmente guaste proprio quando ce n’era bisogno.

Quel racconto costruito per sviare dalle responsabilità cadde davanti all’evidenza. Ed abbiamo continuato, regolarmente, a raccontarvi di allagamenti (altri articoli in agosto 2024, nonchè la scorsa estate..) in ogni dove, in città, fino all’articolo del 26 settembre scorso, quando ribadivamo, qualora non fosse chiaro, le responsabilità di un’amministrazione che non riesce a svolgere la più elementare delle manutenzioni. Oggi, con le parole del consigliere Randazzo, abbiamo una nuova conferma: non erano fantasie, eravamo nel giusto.

I collettori – nuovi o in progetto – sono fondamentali, ma non possono costituire la scusa per giustificare gli allagamenti. Un sistema fognario moderno serve se l’acqua riesce ad accedervi, e per questo la pulizia delle caditoie non è un dettaglio, è una necessità strutturale.

È tempo di dire ai cittadini non solo che si costruiranno infrastrutture, ma come stanno le cose oggi, con numeri reali, responsabilità chiare e manutenzione costante.

 

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Roberto Palermo