Pubblichiamo con piacere un intervento del prof. Marcello Panzarella sul ruolo di Palermo, sempre più marginale in Sicilia e non solo.
Palermo addirittura, con Orlando, nel 2012 si congratulò col Ministero delle Infrastrutture per la deviazione del terminale del corridoio transeuropeo ScanMed da Messina attraverso Enna e Caltanissetta fino a Palermo: una scelta politica che – senza il completamento del raddoppio e velocizzazione della linea diretta tirrenica fino a Messina – obbligherà i palermitani a percorrere 130 km in più, con biglietto maggiorato, per arrivare alla città dello Stretto e, in seguito, al Ponte. Follia pura. Ma è questo un argomento che il Consiglio Comunale di Palermo non ha mai preso in considerazione, trascura o addirittura ignora. Mentre ci sarebbe da fare come il diavolo a quattro col presidente della Regione Siciliana e con il Ministero delle Infrastrutture. A confronto con i catanesi, capacissimi di cogliere ogni occasione e volgerla a loro favore, i palermitani ci fanno la pessima figura di babbei incapaci addirittura di riconoscere i propri interessi.
Per le altre necessità, tutte le altre importanti e meno importanti città della Sicilia hanno le loro università, scuole, ospedali, per quanto tutte in condizioni di assoluta minorità rispetto al Nord. Per Palermo collegarsi bene all’Italia sarebbe una importante boccata di ossigeno e di opportunità. La mobilità, non quella coercitiva dell’emigrazione, ma quella libera ed economica, è sempre foriera di occasioni positive. Palermo s’illude che le basti l’aeroporto per muoversi. Non si accorge che così si separa da quasi la metà degli abitanti dell’isola, negandosi le relazioni più immediate e feconde.








