LINEA ALCANTARA-RANDAZZO: SENZA IL RIPRISTINO, NIENTE RADDOPPIO DELLA ME-CT

Aggiornato il: feb 2

Apprendiamo con molta soddisfazione da Meridionews.it che la sensibilizzazione portata avanti, superando scetticismi e diffidenze, dall’Associazione Ferrovie Siciliane e dalla pagina web Sicilia in Progress, ha avuto finalmente il suo esito. Ed ai massimi livelli.


Ricorderete che da anni ci battiamo per il ripristino ai fini commerciali della linea ferroviaria Alcantara-Randazzo, chiusa al traffico nel 1994, attraverso una certosina attività di sollecitazione ed un continuo supporto alle iniziative da compiere presso tutti gli enti coinvolti. L’interesse per la linea ferroviaria era tornato prepotentemente alla ribalta dopo la presentazione dello “Studio di fattibilità per il ripristino della ferrovia all’esercizio commerciale”, presso l’Ente Parco fluviale dell’Alcantara, nell’ambito della riunione del 12 ottobre 2018. Uno studio recepito e condiviso da tutti gli enti territoriali presenti (i dettagli qui).


A seguito di ciò, nell’ambito della Conferenza dei Servizi per l’approvazione del progetto di raddoppio della tratta Letojanni-Fiumefreddo sulla linea ferroviaria Messina-Catania, l’Associazione Ferrovie Siciliane aveva inviato le proprie “osservazioni” affinchè fossero inserite nell’intervento le opere necessarie al futuro ripristino della Alcantara-Randazzo. Il progetto prevedeva, infatti, la dismissione della linea storica compresa tra Letojanni e Fiumefreddo nonché della storica stazione ferroviaria di Taormina-Giardini, ed il conseguente isolamento della ferrovia della Valle, che ne avrebbe reso impossibile il futuro utilizzo per il normale traffico viaggiatori.


La notizia del recepimento di queste osservazioni da parte del Ministero dell'Ambiente, nell'ambito della formulazione del proprio parere sul progetto definitivo di raddoppio ferroviario, è la conferma della bontà del lavoro svolto per il mantenimento di una infrastruttura che si rivelerà, ne siamo sicuri, fondamentale per il rilancio della Valle dell’Alcantara rendendone più sostenibile la mobilità. Un obiettivo che va al di là del mero fine turistico, al quale menti poco lungimiranti volevano relegare questo importante vettore di mobilità, aprendo scenari già attuali in molte parti d’Italia. Linee ritenute a torto “rami secchi” che invece, dalla Val Venosta al cuneese, conoscono una seconda giovinezza offrendo un servizio utile e sostenibile a milioni di passeggeri ogni anno.


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