Palermo ha due squadre “di casa”, una con stadio che va a proroghe, l’altra un impianto senza pubblico. Nel mezzo, impianti chiave ancora a mezzo servizio

Velodromo, i fatti

L’Athletic Palermo continua a giocare al Velodromo “Paolo Borsellino” a porte chiuse: anche la gara di domenica 12 ottobre 2025 si disputa senza spettatori perché non è stato completato l’iter per aprire almeno la gradinata scoperta; la tribuna coperta resta interdetta per i lavori alla copertura. L’omologazione calcistica è arrivata a settembre, ma dall’esordio interno del 14 settembre in poi le gare casalinghe sono state tutte senza pubblico. Il club ha fatto sapere di aver sistemato i servizi igienici e predisposto un settore ospiti conforme alla Serie D, in attesa dei necessari via libera amministrativi. Nel frattempo, staff e tesserati giocano “in casa” senza la spinta del pubblico, con impatto sull’atmosfera di gara e sull’indotto (biglietteria, matchday), e con la necessità di aggiornare di volta in volta tifosi e famiglie su accessi e procedure. L’obiettivo interno resta l’apertura della gradinata entro fine mese, ma ad oggi il vincolo è esclusivamente autorizzativo: senza il provvedimento di agibilità, gli ingressi restano vietati.

Il paradosso amministrativo

Dall’altra parte della Palermo calcistica, quella maggiore, lo Stadio “Renzo Barbera” procede “a colpi di intese e proroghe”: concessione rinnovata e tavoli aperti su interventi e finanziamenti, nella speranza che alle promesse seguano i fatti. In ballo non c’è soltanto la partecipazione agli Europei del 2032, ma i rapporti tra il Comune ed il City Football Group, colosso internazionale proprietario della squadra di calcio. Da più parti gira la voce che tali rapporti siano sempre più tesi, a causa delle snervanti lungaggini burocratiche dell’Amministrazione comunale, dalla quale il CFG aspetta la bellezza di 8 milioni di Euro per lavori già realizzati di tasca propria.

Ma almeno al “Barbera”  tifosi possono accedere, e lo fanno in massa, facendo registrare affluenze che si sognano nella maggior parte degli stadi di serie A. Al Velodromo — pure comunale — l’accesso non è consentito neppure ad un tifoso. Ovviamente, per problematiche burocratiche, a conferma di un’Amministrazione che, a fronte di due squadre “in casa”, offre loro un impianto gestito per rinnovi e uno senza pubblico, a causa di cavilli e ritardi.

Un sistema di impianti in ritardo cronico

Il contesto non aiuta: il Palazzetto di Fondo Patti è tornato in cantiere dopo anni di chiusura con consegna prevista nel 2026; il Diamante di baseball è dato come “quasi pronto” tra ottobre e fine anno; la Piscina Comunale è chiusa per lavori finanziati anche con fondi PNRR: la riapertura è prevista per giugno 2026. In un nostro filmato vi abbiamo fatto vedere i lavori per realizzare una piscinanei pressi del centro commerciale “Conca d’Oro” che, nelle intenzioni, doveva offrire una valida alternativa agli sportivi palermitani.

L’assessore comunale allo sport, Alessandro Anello, ha dichiarato che la piscina “sostitutiva” sarà completata a fine novembre 2025. Una previsione quanto meno azzardata che, viste le condizioni dei lavori, ci sentiamo, da tecnici, di escludere…I lavori, iniziati già in ritardo di sei mesi a gennaio 2025 (il permesso di costruire è stato rilasciato dallo stesso Comune di Palermo solo a dicembre 2024) dovevano durare 100 giorni!

Nell’attesa, l’offerta per atleti, famiglie e pubblico resta incompleta e la città continua a misurarsi con un quadro impiantistico a dir poco fragile.