Ancora un altro anniversario. Ma questa volta, per la strage di Capaci sono 30. Quindi più manifestazioni, più partecipazioni, più installazioni. Più ipocrisia.

Ad orchestrate il tutto la solita politica, che in tanti anni non ha saputo, anzi, non ha voluto rinnovare sè stessa. Vediamo le stesse facce di trenta anni fa, a parte chi è passato a miglior vita. Contrite e commosse come , fintamente, lo erano 30, 29, 28…..1 anni fa. Uguali, precisi. Gli stessi che di Falcone, in vita, ne avevano dette di tutti i colori.

A questo indegno e salvifico spettacolo avremmo preferito altro. Magari saperne di più. Su chi ha premuto quel maledetto telecomando, e sui pupari che lo hanno istruito, informato avvertito di ogni mossa del magistrato più protetto del mondo. La verità, di comodo, non ci basta. Vorremmo sapere chi veramente ha comandato, ed ovviamente comanda, in questo paese.

Ma più di ogni altra cosa, vorremmo Giovanni Falcone vivo, e con lui la moglie, i suoi agenti, ma anche Borsellino e i suoi agenti…. Insomma tutti gli uomini che questo Paese non ha meritato, e non merita ancora. La lista è lunghissima, ed è triste ricordarla.

Per noi è così, per altri è un mestiere. Una lugubre commedia che si ripete ogni anno.