La Sicilia sud-orientale servita solo dai bus, almeno fino al 15 dicembre. E poi?

In Sicilia due linee ferroviarie strategiche restano praticamente fuori uso. Si tratta della Siracusa–Canicattì, che serve anche città popolose come Modica, Ragusa, comiso, Vittoria e Gela e della Catania–Caltagirone, entrambe interessate da sospensioni prolungate e sostituzioni con autobus. Situazioni che, di fatto, isolano intere aree dell’entroterra e rendono sempre più fragile il trasporto pubblico regionale.

La prima linea è soggetta da mesi a cancellazioni e limitazioni. Secondo gli avvisi diffusi da RFI, il servizio ferroviario tra Siracusa e Caltanissetta Centrale è modificato fino al 13 dicembre 2025, con numerosi treni soppressi e corse rimpiazzate da autobus. Una sostituzione che impedisce alla linea di funzionare come collegamento stabile tra il sud-est e il cuore dell’isola.

Non va meglio sulla Catania–Caltagirone, una delle tratte più problematiche della rete siciliana. Anche qui, come indicato nelle comunicazioni ufficiali, i treni risultano sospesi fino al 15 dicembre 2025, con l’intero servizio rimpiazzato da bus lungo il percorso che comprende Gela, Caltagirone e Catania. Una scelta dettata da lavori e adeguamenti infrastrutturali che però, ancora una volta, si traducono in un’assenza prolungata del servizio ferroviario vero e proprio. Con l’ombra, neanche tanto nascosta, dell’inadeguatezza del materiale rotabile che, pur essendo stato completamente rinnovato, ha registrato livelli di usura delle ruote anormalmente alti.

In entrambi i casi, l’utenza della Sicilia sud-orientale paga il prezzo più alto: tempi di percorrenza più lunghi, coincidenze difficili, viaggi meno affidabili. Per chi si sposta per lavoro o studio una drastica riduzione della qualità del servizio, già di suo non eccelsa.

A oggi, quindi, non esiste una data certa per il ritorno effettivo dei treni sulle due direttrici. Le scadenze indicate — dicembre 2025 — rappresentano solo il termine degli attuali provvedimenti, ma non garantiscono il ripristino immediato delle corse ferroviarie.

Intanto, vaste zone della Sicilia continuano a muoversi senza ferrovia. E l’idea di un trasporto regionale affidabile resta ancora lontana dalla realtà quotidiana dei pendolari. In tutto questo, gli unici a gioire sono i gestori delle autolinee.