Ruota panoramica tra due edifici a Palermo: anche la Soprintendenza contro, qui il parere
Fa discutere il posizionamento di un’enorme ruota panoramica in piazza Andrea Camilleri, nella zona pedonale di via Emerico Amari, di fronte al porto. Una struttura alta quanto un palazzo di nove piani, collocata in uno degli snodi più delicati e simbolici della città, considerato oggi la porta d’ingresso per i flussi turistici provenienti dal mare. E proprio al centro di due alti palazzi.
La scelta ha sollevato proteste da parte dei residenti, che la considerano invasiva, pericolosa e lesiva della privacy, visto che consentirà ai fruitori di godere non soltanto del panorama del porto, ma anche di quello offerto dalle finestre di chi risiede negli edifici di cui sopra.
Non mancano, ovviamente, forti perplessità sul piano urbanistico e istituzionale.
Il parere negativo c’era (ed è agli atti)
Sul progetto esiste infatti un parere negativo della Soprintendenza per i Beni culturali di Palermo (che riportiamo integralmente QUI), espresso con una nota ufficiale protocollata il 5 dicembre. Un parere non vincolante, ma chiarissimo: l’area è ritenuta non idonea, perché la piazza rappresenta la nuova porta di accesso alla città e l’installazione della ruota costituisce un ostacolo visivo oltre che fisico, capace di alterare in modo significativo il profilo urbano e di snaturarne l’identità visiva.
Nonostante ciò, il Comune ha autorizzato ugualmente l’installazione.
L’alibi dell’“esperimento”
Di fronte alle critiche, l’assessore comunale alle Attività produttive Giuliano Forzinetti in una dichiarazione all’ANSA ha liquidato la questione parlando di un esperimento, pensato per “animare il centro di Palermo” e diversificare le proposte natalizie in varie zone della città: via Amari, via Magliocco, l’area del Politeama, piazzale Ungheria.
Un esperimento, appunto. Ma viene spontaneo chiedersi perché sperimentare a spese dello spazio urbano sacrificato sull’altare dell’intrattenimento temporaneo. Altro che grande città europea, queste cose farebbero rabbrividire anche gli abitanti di Roccacannuccia.
Peraltro, appare a dir poco inopportuno che un parere tecnico negativo, espresso dall’organo preposto alla tutela del paesaggio e dell’identità urbana, venga semplicemente ignorato invece di diventare occasione di confronto pubblico.
Una città trattata come scenografia
Il problema non è la ruota panoramica in sé, ma il principio che si afferma: luoghi strategici della città vengono trasformati in spazi-evento senza una visione complessiva, come se Palermo fosse una scenografia intercambiabile e non un organismo urbano con equilibri, funzioni e identità precise. Se questo è il modello, temiamo che l’“esperimento” sia diventato, e non da ieri, una pericolosa abitudine.
Così come è ormai consueto, al Comune di Palermo incappare in errori e superficialità imperdonabili, come quello di cui abbiamo riferito soltanto pochi giorni fa a proposito della delibera di approvazione dell’estensione della rete tranviaria, che potrebbe costare, alla città, 500 milioni di euro. Il penultimo di una lunga serie, troppo lunga per non suscitare, almeno, un moto di sdegno da parte di chi è stato scelto dai cittadini per dirigerla, questa amministrazione.








