Un “refuso” negli atti del comune blocca l’iter delle nuove linee e riapre il dossier sulle fragilità dell’amministrazione
Un errore, dicono. Un semplice refuso, assicurano. Ma quando in gioco ci sono fino a 500 milioni di euro di fondi pubblici, la parola “svista” suona come una giustificazione debole. Il progetto delle nuove linee del tram di Palermo – considerato strategico dall’amministrazione, ma non privo di criticità, stante l’assenza di una vera metropolitana – rischia di fermarsi a causa di una grave omissione amministrativa contenuta negli atti approvati dal Comune.
Un errore da matita blu, di quelli che non dovrebbero superare né la fase istruttoria né quella politica. Non si tratta di una sfumatura interpretativa, ma della mancanza di un elemento giuridico essenziale, tale da compromettere l’intero iter procedurale.
Nel percorso di approvazione della variante urbanistica per la fase 3 del tram – che comprende nuove tratte e opere connesse – l’amministrazione ha infatti approvato una delibera priva del vincolo preordinato all’esproprio. Un passaggio obbligatorio senza il quale non è possibile firmare i contratti né avviare i cantieri, nonostante le gare già aggiudicate e i finanziamenti assegnati.
Un errore che pesa come un macigno
Altro che dettaglio tecnico. Il “mero errore” (così è stato definito dall’amministrazione) ha costretto Palazzo delle Aquile a correre ai ripari con una proposta di correzione arrivata solo ora, mentre incombe la scadenza fissata dal Ministero per la firma del contratto con progettisti ed esecutori delle opere: il 31 dicembre prossimo. Il rischio è concreto, perchè il mancato rispetto di questa scadenza comporterebbe la perdita delle risorse già assegnate, con un danno economico e amministrativo irreparabile.
E, di certo, non serve ridurre tutto al “mero errore”: il problema è più ampio e strutturale. Perché qui non è in discussione solo il tram bensì la capacità dell’ente di gestire correttamente progetti complessi.
Peraltro, se una delibera da mezzo miliardo necessita di una correzione “in zona cesarini”, la sensazione è che la matita blu sia intervenuta tardi, quando ormai il danno istituzionale è già stato prodotto.
La dura presa di posizione di oso
Su questo punto intervengono con toni durissimi i consiglieri Giulia Argiroffi e Ugo Forello del gruppo consiliare OSO, che chiamano in causa precise responsabilità politiche dell’assessore all’Urbanistica. Di seguito, la loro dichiarazione integrale, riportata senza alcuna modifica:
“Esprimiamo sconcerto e indignazione per quanto accaduto in merito alla appena arrivata proposta di correzione della variante urbanistica per il tram votata pochi mesi fa.
Definire come “mero errore” quella che si configura come una gravissima omissione, capace di mettere a rischio fino a 500 milioni di euro di risorse strategiche per la città, è un tentativo inaccettabile di minimizzare una responsabilità di enorme portata dell’assessore Carta.
È sorprendente e profondamente deludente che un assessore con un profilo accademico di lungo corso — presentato per anni come riferimento nel settore, autore di volumi prestigiosi e voce ricorrente nelle teorizzazioni urbanistiche internazionali — possa commettere una leggerezza così clamorosa e, soprattutto, ritenerla liquidabile come un semplice errore tecnico.
La città di Palermo non può permettersi simili superficialità.
Le funzioni dell’Assessorato all’Urbanistica richiedono presenza, attenzione, competenza amministrativa e piena assunzione di responsabilità. Quanto accaduto, invece, dimostra una distanza preoccupante tra teoria e gestione concreta della cosa pubblica.
Siamo molto preoccupati per le conseguenze che questo episodio può produrre non solo sul piano finanziario, ma anche su quello istituzionale e reputazionale. Per questo chiediamo al Sindaco di valutare con la massima urgenza l’adozione di provvedimenti opportuni, anche di natura disciplinare, alla luce di quanto accaduto e delle sue recenti iniziative: qua il rischio è di gran lunga superiore al danno di immagine.
Palermo merita professionalità all’altezza delle proprie sfide.
Non possiamo accettare che errori di tale gravità espongano la città a rischi così elevati.”
Un quadro amministrativo che preoccupa
L’episodio del tram non appare isolato. È la stessa amministrazione che, di fronte alle criticità strutturali del Ponte Corleone, ha preferito affidarne la gestione all’ANAS, di fatto ammettendo l’incapacità di affrontare direttamente il rischio – temuto – di una chiusura totale. Ed è sempre la stessa che, pur annunciando da tempo la concessione dello stadio di calcio al Palermo FC del City Group, è riuscita finora soltanto a prorogare la vecchia convenzione, rinviando ancora una volta una decisione strategica.
In questo contesto, l’errore sul tram assume un significato più ampio: non solo una svista tecnica, ma il sintomo di una fragilità amministrativa che emerge ogni volta che la città si confronta con scelte complesse e ad alto impatto. Ciò che si somma, purtroppo, ai disservizi a cui i cittadini sono ormai abituati: carenze nella nettezza urbana, nella condizione delle strade, nella pubblica illuminazione nonchè nella gestione dei sistemi già attivi di pubblica mobilità, linee tranviarie in testa.








