A Niscemi la frana avanza ulteriormente, la città è quasi isolata. Gli sfollati sono già 1.500. L’immobilismo delle istituzioni di fronte ad una situazione arcinota
NISCEMI, 27 gennaio 2026 – La città di Niscemi è sempre più in difficoltà: interi quartieri – Sante Croci, Trappeto e via Popolo – sono stati evacuati, mentre le principali vie d’accesso alla cittadina restano chiuse. Le strade provinciali SP10 e SP12 risultano interrotte a causa del movimento franoso in atto, compromettendo la viabilità ordinaria e isolando di fatto l’abitato.
In Comune, il sindaco Massimiliano Conti coordina il centro operativo comunale in stretto contatto con la Protezione civile nazionale e regionale e con la prefettura di Caltanissetta per gestire la crisi in corso, monitorare la situazione e organizzare ulteriori evacuazioni nelle zone a rischio. (ANSA.it)
Le parole del capo della Protezione Civile: “la frana non è ferma”
Il capo dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha tracciato un quadro allarmante ma realistico dell’evoluzione del fenomeno:
“Gli sfollati stanno aumentando perché la frana non è ferma, quindi mano a mano che continua a franare il fronte di frana entra dentro la città e diventa sempre più importante aumentare il numero degli evacuati.” (RaiNews)
Ciciliano ha inoltre evidenziato che:
“Se l’abitazione è sulla frana non solo non potranno rientrare, ma non potranno rientrare più e quindi c’è da fare anche un’attività di corretta comunicazione in questa situazione… Tre delle quattro strade che raggiungono Niscemi sono sulla frana e poi c’è il problema delle scuole, dell’ospedale e quindi di vita ordinaria che non è più ordinaria, e che dovrà essere affrontata.” (ANSA.it)
Il capo della Protezione civile ha inoltre annunciato che domani sarà a Niscemi e a Caltanissetta per incontrare il sindaco e il prefetto, fare un sopralluogo diretto e discutere soluzioni temporanee d’emergenza da attivare subito, oltre alle strategie necessarie per il futuro di un territorio che ha subito gravi danni.
Secondo gli ultimi aggiornamenti disponibili, il fronte di frana ha un’estensione di almeno 4 chilometri e la natura dei terreni – sabbiosi e instabili – non lascia prevedere un rapido arresto del movimento.
La scorsa settimana e negli ultimi giorni oltre 1.000 persone sono state evacuate, e fonti non ufficiali parlano di un possibile aumento fino a 1.500 sfollati. La frana ha già compromesso molti edifici e parte dell’abitato, rendendo necessaria una revisione dei perimetri di sicurezza e piani per la delocalizzazione di chi risiede nelle zone a rischio.
L’immobilismo delle istituzioni nelle parole dell’ing. Tuccio D’Urso
Dal suo profilo Facebook, Tuccio D’Urso, ex dirigente regionale della Protezione Civile, ha postato un commento che richiama alla memoria l’esperienza del passato e solleva interrogativi sulle cause strutturali del dissesto:
“Nel ‘97 ero a capo della Protezione civile e grazie ad una ordinanza di Barberi intervenemmo per la frana di Niscemi immediatamente. Commissaria la Prefetta di Caltanissetta Giannola. Finita l’emergenza si bloccò tutto. Le cause? Premesso che su quel versante non si sarebbe mai dovuto costruire, ma si accertò che la concausa erano e sono le infiltrazioni di acque di pioggia e degli scarichi fognari. Sì iniziò a pianificare e realizzare la rete fognante nonché una serie di canali di gronda. Come tante volte anche allora fui allontanato dalla Protezione civile in malo modo. Scomodo al Presidente di turno. Vedo dalle immagini che nulla del sistema di protezione dalle acque è stato realizzato mentre di polemiche ne sono state prodotte a tonnellate.”
Il suo intervento richiama l’attenzione sull’importanza della gestione delle acque e sulla lunga storia di criticità geologiche nella zona, dove già nel passato si registrò un grave evento franoso con evacuazioni e danni estesi. Proprio per questo risulta evidente come la lentezza della burocrazia, amplificata dalle polemiche che divampano sempre quando si parla di gestione del territorio, siano la causa principale dei danni che stiamo verificando, e non solo a Niscemi, in questti giorni.








