FLOP NO PONTE, SCOPPIANO LE POLEMICHE DOPO L’INTERVISTA DI FERNANDO RIZZO, LEADER DI “RETE CIVICA”, SULLA GAZZETTA DEL SUD

L’avv. Fernando Rizzo, presidente di Rete Civica per le Infrastrutture ha commentato proprio ieri, in un’intervista rilasciata alla “Gazzetta del Sud” la manifestazione dei “No ponte” svoltasi a Messina lo scorso 12 agosto, definendo “accozzaglia” i 3-4.000 partecipanti alla manifestazione.

Un termine che ha offeso tanti no pontisti. Su wikipedia ne troviamo il significato: “Raggruppamento indiscriminato e disparato, e per lo più sgradevole, di persone o cose”. Non troviamo termini offensivi, a parte il mite “sgradevole” che corrisponde ad una  opinione di Rizzo, che è liberissimo di non aver gradito quel raggruppamento, e di esprimere la sua idea.

Non è capitata la stessa cosa ai molti sostenitori del Ponte che, come è successo al sottoscritto, sono da tempo inondati di insulti sui social, che vanno dal semplice “ladro” al più impegnativo “mafioso”. Termine, quest’ultimo, mutuato dalla stolta affermazione che fu di Niki Vendola e che è stata fatta propria, pochi giorni fa, da Don Ciotti “il Ponte unirà non due coste, ma due cosche”.

Una frase che non offende poche migliaia di persone, ma due intere regioni, la Sicilia e la Calabria, con i loro 7 milioni di italiani (si, italiani…) ai quali, evidentemente, può essere indirizzato qualsiasi improperio, anche leggermente più grave di “sgradevole”, senza che si levi il più lieve sospiro di disapprovazione. Neanche da chi si dichiara “inclusivo” e si straccia le vesti, giustamente, quando ad essere offesa è una qualsivoglia minoranza… purchè non sia “terrona”.

Fin qui quello che ha innervosito i “no ponte”, che invece non hanno fatto una piega rispetto alle altre affermazioni di Rizzo, molto più significative e pesanti, per chi ha organizzato questa manifestazione cercando, senza riuscirci, di coinvolgere le “masse” dei messinesi minacciate, secondo costoro, dalla costruzione del Ponte più che dalla persistente crisi occupazionale e dalla conseguente emigrazione, che sta spopolando la città.

Nessuno, per esempio, ha smentito il dato di partecipazione che, nonostante la presenza di manifestanti provenienti dalla Calabria e persino dalla Puglia, è stato molto deludente. Anzi, qualcuno dal fronte opposto ha sostenuto che costoro erano molti meno dei 4000 stimati da Rizzo, aggiungendo ironicamente che detto numero era inferiore a quello degli “sponsor” tra partiti ed associazioni che, peraltro, preparavano la manifestazione da mesi

Né è stata smentita la circostanza che fra loro ci fossero molti proprietari di villette a Torre Faro, interessati dagli espropri per fare spazio alla pila siciliana del Ponte. Molto più interessati alla proprietà che all’ambiente locale, ampliamene contaminato proprio dagli scarichi delle loro abitazioni.

Nessuno ha fatto una piega, inoltre, sull’ultima affermazione di Rizzo, per chi scrive gravissima (e verissima): che Opere Pubbliche similari, realizzate al nord, passino del tutto inosservate e, anzi, vengono considerate elementi di modernità. In effetti, cotanto impegno non si è visto per il Terzo Valico o le pedemontane veneta e lombarda, così come non ci si ricorda di manifestazioni simili per i “passanti” ad Alta velocità sotto il centro di Firenze e Bologna.

Altre latitudini, altra sensibilità. Ed altri sponsor politici….

RIZZO GAZZETTA DEL SUD NO PONTE