UN INVASO CHE CONTINUA A SPRECARE ACQUA
Nonostante i proclami, con l’assessore Sammartino che, fino a ieri, dichiarava “superata” l’emergenza, la crisi idrica in Sicilia assume ogni giorno contorni più inquietanti; l’assurda situazione della diga Trinità di Castelvetrano è ormai il simbolo di quanto le inefficienze amministrative possano aggravare un problema già drammatico. In barba alle esigenze di una agricoltura sempre più provata, l’invaso continua a scaricare acqua verso il mare, incapace di immagazzinarla a causa del mancato innalzamento della quota autorizzata.
Un paradosso che sembrerebbe incredibile, se non fosse una storia che si ripete da anni.
LE DICHIARAZIONI DI PALADINO: “UN PARADOSSO CHE RISCHIA DI DISTRUGGERCI”
A denunciarlo pubblicamente è Matteo Paladino, vicepresidente vicario della Cia Sicilia Occidentale, che definisce la situazione “uno spreco intollerabile”.
Ecco le sue parole:
“Nonostante le piogge delle ultime settimane, alla diga Trinità di Castelvetrano, in provincia di Trapani, continua lo spreco di acqua, scaricata verso il mare per il mancato innalzamento della quota massima dell’invaso. Un paradosso che si ripete e che rischia di aggravare la già fragile situazione idrica del territorio agricolo compreso tra Castelvetrano e Campobello e Mazara”.
Paladino ricorda di aver incontrato nei giorni scorsi il dirigente generale della Protezione Civile, Salvatore Cocina, per segnalare ancora una volta criticità ormai croniche. Secondo lui, la situazione era ampiamente prevedibile, eppure la diga continua a non poter superare la quota di 62 metri, limite imposto dal Ministero delle Infrastrutture.
Una soglia che costringe l’invaso a svuotarsi proprio quando dovrebbe trattenere l’acqua.
I 64 METRI CHE POTREBBERO SALVARE LA CAMPAGNA IRRIGUA
La richiesta delle organizzazioni agricole è chiara e urgente: alzare subito la quota autorizzata a 64 metri. Una differenza minima sulla carta, ma decisiva nella pratica: significherebbe 2–2,5 milioni di metri cubi d’acqua in più, fondamentali per la prossima stagione irrigua.
Senza questo adeguamento, avverte Paladino, la campagna irrigua del 2026 è seriamente a rischio.
E non è la prima volta che lo dice: già negli anni precedenti, e anche su queste pagine, avevamo raccontato delle limitazioni imposte alla Trinità e poi temporaneamente rimosse dopo lunghe trattative istituzionali. (si veda il nostro articolo: “Diga Trinità, tolte le limitazioni: invaso disponibile”).
Oggi, però, quelle stesse limitazioni rischiano di bloccare nuovamente l’invaso.
LA RICHIESTA: RINVIARE I LAVORI PER NON BLOCCARE L’IRRIGAZIONE
Per Paladino, la prospettiva è chiara: serve un compromesso che tuteli agricoltura e sicurezza. I lavori strutturali richiesti dal Ministero — necessari per elevare stabilmente la capacità dell’invaso — si possono fare, ma non ora, non a ridosso di una crisi idrica così grave.
“Chiediamo che i lavori vengano avviati solo dopo la stagione irrigua, quindi da settembre del prossimo anno”, afferma.
E avverte: se i lavori partiranno nel 2026 e dureranno mesi, come prevedibile, servono subito misure alternative per non lasciare all’asciutto migliaia di ettari tra Castelvetrano, Campobello e Mazara.
“Non possiamo trovarci all’ultimo minuto senza acqua e senza soluzioni. Ogni anno ci ritroviamo a gestire emergenze che potevano essere evitate”.
UN SISTEMA CHE CONTINUA A INSEGUIRE L’EMERGENZA
La vicenda della diga Trinità è l’emblema di una gestione dell’acqua che procede per tamponi, deroghe, decisioni tardive e mancate programmazioni. Un modello che non può più funzionare in un territorio costantemente esposto a siccità, desertificazione e cali drastici di disponibilità idrica.
Se i 2 milioni di metri cubi “bloccati” dalla burocrazia fanno la differenza tra irrigare e perdere un raccolto, è chiaro che la Sicilia non può più permettersi simili contraddizioni.
L’acqua c’è — caduta dal cielo nelle ultime settimane — ma la stiamo lasciando andare a mare. E questo, in una regione che si prepara a un’altra estate difficile, non è soltanto un paradosso: è una sconfitta.








