Piccata risposta dell’Assessore Aricò e relativa controrisposta di Malaponti, dopo la “scoperta” degli aumenti dei servizi ferroviari in Sicilia a partire dal 1 gennaio 2024

In un articolo del sito gds.it “Polemiche per lo sconto dei biglietti dei treni in Sicilia, botta e risposta Regione-pendolari ”  l’assessore Alessandro Aricò risponde alle critiche mosse dal Il Presidente del Comitato Pendolari Siciliani-CIUFER, Giosuè Malaponti riguardo l’aumento del prezzo di biglietti ed abbonamenti che farà seguito alla firma del nuovo Contratto di Servizio a partire dal 1° gennaio 2024.

L’Assessore regionale che infatti dichiarato che «il nuovo Contratto decennale che la Regione sottoscriverà con Trenitalia garantirà in Sicilia 23 treni in più, maggiori servizi, un gran numero di chilometri di percorrenza aggiuntiva rispetto ad ora, cioè 600.000 già nel 2024 e ben 2 milioni e mezzo dal 2027. Inoltre garantiamo tariffe più basse rispetto a quelle che erano previste dall’attuale contratto di servizio in base al quale dal 1 gennaio 2024 il costo dei biglietti sarebbe aumentato del 10 per cento – dice l’assessore ai Trasporti Alessandro Aricò -. Il nuovo contratto, infatti, grazie a una rimodulazione- da noi voluta e finanziata da questo governo – riduce del 5 per cento la tariffa prevista e dispone pure che le tariffe resteranno invariate per i prossimi 4 anni, cioè fino al 1 gennaio del 2028.

Inoltre “continua Aricò la flotta verrà potenziata con 23 nuovi treni, 4 treni che possono viaggiare a 200 km/h, 5 treni bimodali, 6 treni Roc a doppio piano e 8 nuovi Pop 2 di ultima generazione, per un investimento complessivo di 266 milioni di euro. Questi sono fatti di buona amministrazione al servizio dei siciliani, mentre le critiche pretestuose derivano evidentemente da interpretazioni superficiali, distratte o in malafede».

La risposta di Malaponti

A questo comunicato, proprio oggi, Giosuè Malaponti ha risposto inviando una nota alla redazione del sito gds.it in cui ribadisce il contenuto delle forti critiche mosse alla Regione Siciliana. Ne riportiamo il contenuto di seguito:

“Nell’attuale e ancora vigente contratto di servizio sino al 31/12/2023 era previsto un aumento del 10% a far data dal 1° gennaio 2024. Tenuto conto che la Regione ha chiuso anticipatamente il vigente contratto per sottoscriverne uno nuovo da gennaio 2024 a dicembre 2033 cosa c’entra l’aumento del 10% che era previsto nel contratto che cesserà di esistere al 31/12/2023?” si chiede il Presidente del comitato Pendolare Siciliani.

“L’assessore Aricò dichiara, inoltre, che il nuovo contratto garantisce tariffe più basse rispetto a quelle previste nel precedente contratto di servizio. Non ci risulta “continua Malaponti” da una verifica sul portale di Trenitalia che le tariffe a gennaio risentano di qualche diminuzione e/o variazione. Ed in ultimo è da quasi un anno che attendiamo risposta dall’assessore Aricò per comprendere che fine abbiano fatto i 3,6 milioni di euro stanziati con l’articolo 6, comma 5, della legge regionale n. 2/2023 che prevedeva, citiamo testualmente: “Al fine di sterilizzare l’aumento tariffario per il 2023 previsto dal contratto decennale tra la Regione Siciliana e Trenitalia Spa, è autorizzata, per l’esercizio finanziario 2023, la spesa di 3.600 migliaia di euro a valere sulle disponibilità della Missione 10, Programma 2, capitolo 273710 (Missione 10, Programma 2)”. Risposta che a tutt’oggi attendiamo, dall’on. Aricò, senza aver visto un centesimo di rimborso.

In conclusione visti gli enormi sforzi ed investimenti del committente Regione Siciliana sulla qualità/quantità di questo nuovo contratto decennale sarebbe opportuno conoscere gli investimenti che l’impresa ferroviaria Trenitalia Spa porrà in essere in questi ulteriori dieci anni (2024-2033) nel territorio siciliano considerato che nel precedente Contratto decennale 2017/2026 prevedeva investimenti per ben oltre 42 milioni di euro. Per onestà intellettuale rimando al mittente le eventuali distrazioni, interpretazioni (malafede) ed eventuali errori di comunicazione.”

La nostra valutazione

Insomma, la “querelle” continua, e siamo sicuri che assisteremo ad altre puntate di questo “botta e risposta” tra Assessore regionale e Comitato Pendolari Siciliani. Consentiteci, tuttavia, qualche considerazione: gli aumenti denunciati da Malaponti sono stati segnalati da pendolari e studenti in più sedi, soprattutto sui social, anche a chi scrive. Abbiamo avuto modo di verificarli di persona, come riferito nel nostro articolo del 26 dicembre scorso. Non c’è nessuna “interpretazione” dei fatti, tanto meno superficiale, nè “malafede”. Parole che si sembrano del tutto fuori luogo, in questa vicenda, ancor più se provengono da una fonte istituzionale.

La stessa fonte che si produce in una dichiarazione che finisce con l’ammettere l’aumento (“dal 1 gennaio 2024 il costo dei biglietti sarebbe aumentato del 10 per cento …. Il nuovo contratto….riduce del 5 per cento la tariffa prevista”) senza minimamente porsi il problema di confrontare questo dato con quanto dichiarato nel comunicato stampa del 21 dicembre scorso, in cui, presentando le meraviglie del nuovo contratto, testualmente si leggeva: “Un sensibile incremento dei servizi, un potenziamento delle infrastrutture e dei convogli e una riduzione del 5 per cento del costo dei biglietti“. Superficialità e malafede di chi, quindi?

In ultimo, un aspetto tecnico, per il quale condividiamo le perplessità di Malaponti. Ma se il vigente contratto prevedeva l’aumento del 10%  partire dal 1 gennaio 2024, se quel contratto è stato “sostituito” da quello appena firmato, come mai questo aumento continua ad essere valido? E come mai esso si somma alla riduzione del 5% introdotta dal nuovo contratto? In sintesi, come è possibile che siano vigenti contemporaneamente due contratti diversi per un identico servizio, i cui effetti sulle tariffe (uno in aumento del 10%, l’altro in riduzione del 5%) si sommano??

Il chiarimento, su questo interrogativo, più che a noi o a Malaponti, va dato agli utenti siciliani del servizio ferroviario. I quali, continuando a preferire (nonostante tutto) il mezzo ferroviario, più sostenibile e meno impattante sul traffico veicolare delle strade siciliane, meriterebbero un minimo di rispetto.