LINEA PALERMO – PUNTA RAISI, I TRENI FERMERANNO AD “ORSA”. MA SARANNO POCHISSIMI. MA C’E’ DI PEGGIO, A “MAREDOLCE”…
I treni di ritorno interessati sono il Palermo centrale-Punta Raisi delle 13.12 (R21737, fermata ad Orsa alle 14:10) e delle 17.12 (R21753, fermata ad Orsa alle 18:10); invariate le altre fermate e gli altri orari.
Nella tabella informativa sotto riportata, diramata dal gruppo FS, tutti gli altri dettagli.
Da lunedì 11 settembre 2023, per variazione dell’offerta ferroviaria sulla linea Palermo – Punta Raisi, nei giorni lavorativi i seguenti treni regionali subiscono variazioni.


Troppo poco per un servizio metropolitano
La notizia, per quanto positiva, lascia parecchio perplessi noi di “In Progress”. Soltanto 4 fermate su 79 corse giornaliere non possono far ritenere “Orsa” servita in maniera accettabile da quello che dovrebbe essere un servizio di tipo metropolitano ma che Trenitalia, con la complicità della Regione, continua a gestire come se fosse un servizio ferroviario degli anni ’70. Che vedevano alternarsi sulle linee ferroviarie treni locali, diretti, espressi e persino i rapidi. Verrebbe da chiedersi: a quando gli accelerati?
Ci chiediamo, inoltre, come si sentiranno gli utenti che gravitano intorno alla nuova fermata, costata 3 milioni di euro, sulla quale sono stati sollevati dubbi per la “scarsa utenza”, curiosamente riscontrata a fermata già bella che realizzata: lo conferma l’ex sindaco di Cinisi (comune in cui ricade la fermata) Giangiacomo Palazzolo in una intervista su Palermotoday nella quale racconta che “ci sono stati sempre motivi di carattere economico. L’utenza non era tale da giustificare una fermata“.
Strano, perchè le stime sull’utenza di una fermata all’interno di un qualsiasi sistema di trasporto pubblico, anche delle semplici linee di bus, si dovrebbero fare, per Legge, non prima di costruirla, ma prima ancora di avviarne la progettazione: si chiama “studio di fattibilità“. Diamo quindi per scontato (sarebbe gravissimo il contrario) che se la fermata è stata costruita, doveva necessariamente essere giustificata da uno studio di fattibilità positivo, all’interno del quale l’utenza doveva essere stata stimata in misura più che sufficiente a motivare l’impegno di spesa per realizzare la fermata.
Ci chiediamo pertanto il motivo per cui la fermata è stata chiusa per venti lunghi anni, durante i quali è stata più volte vandalizzata. Così come ci chiediamo da cosa scaturissero le perplessità manifestate al sindaco di Cinisi. E non capiamo perchè, oggi, ci si limiti a farvi fermare sono 4 treni su 79, relegando “Orsa” ad un ruolo marginale e, soprattutto, rendendo poco appetibile il servizio offerto, a causa della scarsissima offerta e degli orari a dir poco improbabili.
C’è di peggio: il “caso” Maredolce
Eppure, sul Passante, a pensarci bene, si riesce a fare di peggio: per info chiedere di “Maredolce“. La stazione che ha avuto lo stesso destino della fermata in agro di Cinisi, anche se “solo” dal 2018, è tuttora chiusa dopo ripetuti raid vandalici. Ma di aprirla al pubblico, sulla cui entità non possono esserci dubbi, visto che la struttura si trova al centro del popolosissimo quartiere di Brancaccio, non se ne parla neppure. Anche perchè sarebbe necessario farvi passare dei treni.
Evento impossibile se non vengono attivate le corse, previste già all’interno del Contratto di Servizio sottoscritto dalla Regione siciliana e Trenitalia, tra Punta Raisi e Termini Imerese-Cefalù. E non si tratta certo delle poche corse estive, sono nei giorni festivi, che da qualche anno percorrono la tratta compresa tra il bivio Guadagna e la stazione Brancaccio, in cui si trova la sfortunata “Maredolce”; dove anche quei pochissimi treni estivi sfrecciano senza fermarsi.








