Il filobus di Pescara: un secolo di attese per un sogno su ruote elettriche

Dalle origini al progetto della Strada Parco

Pescara può vantare un primato spesso dimenticato: nel 1903 qui prese vita una delle prime filovie italiane, la linea che collegava Pescara a Castellammare Adriatico. Un esperimento pionieristico, durato solo pochi anni, ma sufficiente a segnare il legame della città con la trazione elettrica.
Quel filo sospeso sopra le strade tornò d’attualità negli anni ’90, quando il sedime della vecchia ferrovia, trasformato in Strada Parco, venne individuato come tracciato ideale per una nuova linea a zero emissioni. Da allora iniziò un percorso complesso, fatto di finanziamenti, cantieri e lunghe sospensioni.

Stop, rilanci e l’arrivo dei nuovi mezzi

Il progetto conobbe diverse battute d’arresto: dagli anni 2000 ai primi collaudi del 2017, passando per il fallimento del progetto “Filò” e dei mezzi Phileas mai arrivati. Ma l’idea non venne mai abbandonata. Il vero rilancio si concretizzò con l’acquisto dei moderni Van Hool ExquiCity 18 T, filobus snodati dotati di tecnologia In Motion Charging, in grado di viaggiare anche senza contatto diretto con la linea aerea.
Nel frattempo, l’infrastruttura era stata completata: pali, linee elettriche e fermate attrezzate lungo circa 8 chilometri, dalla stazione centrale di Pescara fino ai grandi alberghi di Montesilvano. Le prove tecniche, avviate nel 2024, hanno segnato un punto di svolta.

La svolta del 2025 e le prospettive future

Il luglio 2025 resterà una data simbolica: l’ANSFISA ha rilasciato il nulla osta di sicurezza, permettendo l’avvio del pre-esercizio. Un filmato commentato dall’ingegner Roberto Di Maria mostra proprio una delle prime corse prova: il filobus che parte in silenzio, le immagini della strada attrezzata con l’alimentazione aerea, il lavoro di un’opera attesa da oltre trent’anni.
La linea, battezzata “La Verde”, conta 25 fermate e promette di alleggerire traffico e inquinamento lungo l’asse urbano Pescara–Montesilvano. Ma lo sguardo va oltre: l’obiettivo futuro è l’estensione verso Francavilla al Mare, San Giovanni Teatino e l’aeroporto d’Abruzzo, per trasformare quella che per decenni è stata un’opera incompiuta in un vero sistema di mobilità sostenibile regionale.