Ponte sullo Stretto, la Corte dei conti ferma il via libera: dossier all’organo collegiale

Nuovo stop per il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La Corte dei conti ha deciso di non registrare la delibera del Cipess che approvava il progetto definitivo, rinviando la decisione al Collegio della Sezione di controllo. Una scelta che, pur rientrando nelle competenze dell’organo contabile, ha di fatto congelato il procedimento, rimandando ogni via libera almeno fino al pronunciamento del 7 novembre.

La Corte motiva il rinvio con la necessità di approfondire i dubbi di legittimità relativi alle modifiche intervenute sul progetto originario e al modello di finanziamento, passato da un impianto parzialmente privato a uno interamente pubblico. Vengono inoltre segnalati possibili profili di criticità rispetto alle norme europee sulla concorrenza.

La società Stretto di Messina S.p.A. ha fatto sapere che la decisione non comporterà ritardi nelle attività già avviate con il contraente generale Eurolink (Webuild), che ha appena aperto le selezioni per migliaia di nuove assunzioni.

Le reazioni politiche

Ma la decisione della Corte ha suscitato reazioni politiche durissime. Il senatore Nino Germanà (Lega), segretario del partito in Sicilia, ha parlato di “ostilità senza precedenti contro il Ponte”, aggiungendo che:

Mai nessuna opera infrastrutturale con investimenti analoghi, dall’Alta Velocità alle autostrade, ha subìto un tale accanimento per le verifiche di legittimità proprie della Corte dei conti. Con la beffa che proprio oggi che il Contraente generale Eurolink – Webuild con la collaborazione della società Stretto di Messina, seguendo precisi input del Ministro Salvini, ha avviato un programma di selezione per assumere migliaia di uomini e donne per costruire il Ponte. Supereremo anche questo ostacolo, consapevoli di aver sempre agito nel rispetto delle norme e nell’interesse del Paese e del Mezzogiorno.”

QUI il link ad un nostro articolo sulle assunzioni avviate da Webuild.

Situazione senza precedenti

In effetti, non si ricorda in Italia un’opera pubblica sottoposta a un controllo così stringente e ripetuto da parte della Corte dei conti. L’atteggiamento dell’organo contabile, pur legittimo sul piano formale, rischia di assumere un valore politico senza precedenti, alimentando la sensazione che il Ponte sullo Stretto sia ormai diventato un terreno di scontro istituzionale più che tecnico.

Una situazione, insomma, senza precedenti. E non è la prima volta, nella travagliata storia del Ponte sullo Stretto.