L’AVVOCATO RIDICOLIZZA IL RICORSO AL TAR ED IL COMPORTAMENTO DEI SINDACI DELLE DUE CITTA’ CALABRESI

L’avvocato Fernando Rizzo, presidente  di Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno ha rilasciato sul suo profilo facebook una veemente dichiarazione sull’operato dei sindaci di Villa S-G. e Reggio Calabria riguardo il ricorso al TAR promosso da questi ultimi per fermare l’iter realizzativo del Ponte sullo Stretto. Rizzo è un noto giurista messinese, esperto di Diritto Amministrativo e recentemente ha rappresentato, con successo, i 140 cittadini che si sono opposti alla “Class Action” promossa contro il Ponte da altri 104 cittadini. Come si ricorderà, la Class Action era poi stata clamorosamente bocciata dal Tribunale delle Imprese di Roma, ed i promotori condannati al pagamento delle spese per oltre 340.000 euro.

Riportiamo testualmente la valutazione di Rizzo sulla nuova iniziativa giudiziaria, questa volta condotta da rappresentanti istituzionali, in cui l’avvocato sottolinea l’assoluta infondatezza delle dichiarazioni recentemente apparse sugli organi di stampa circa un presunto accoglimento delle istanze avanzate contro il Ponte. Vanno sottolineati anche gli attenti riferimenti al Codice amministrativo:

<< La sindaca di Villa San Giovanni ha rilasciato un comunicato farneticante in cui sostiene: “Abbiamo letto le due memorie di costituzione presentate dall’avvocatura generale dello Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i ministri interessati e dalla proponente Stretto di Messina: il profilo della inammissibilità del ricorso per come sostenuto è superato dall’accoglimento del rinvio nel merito al fine di presentare motivi aggiunti sugli atti che si andranno a produrre nel lungo iter fino all’approvazione eventuale del progetto davanti al Cipess”. Cioè la sindaca ha sostenuto che l’Avvocatura dello Stato ha chiesto la dichiarazione di inammissibilità dell’ennesimo ricorso temerario dei sindaci, ma il TAR lo avrebbe ritenuto ammissibile perché ha preso atto della richiesta del legale dei comuni di Villa S.G. e Reggio Cal. di impugnare ulteriori atti, (anche questi non conclusivi del procedimento amministrativo), rinviando la causa a data da destinarsi.

Ma questi ci sono o ci fanno?

Signora sindaca, comprendo l’esigenza di salvare la faccia ma l’ammissibilità di un ricorso il giudice la stabilisce in sentenza, quando adotta un provvedimento definitivo (art. 33 del codice del processo amministrativo). Voi avete solo chiesto di proporre un ulteriore ricorso ai sensi dell’art. 43, con motivi aggiunti per impugnare la conferenza dei servizi, anche questo atto non definitivo e non autonomamente impugnabile. E il TAR vi ha solo consentito di esercitare il diritto alla integrazione del ricorso senza potersi esprimersi sulla sua ammissibilità. Ma possibile che pensiate di prendere la gente in giro in questo modo solo perché avete compreso (dopo la sentenza del Tribunale di Roma) che l’unico atto impugnabile è la delibera del CIPESS non ancora adottata e avete già versato ben 74.000 euro ad un legale di Genova?

Roba da ridere se non ci fosse da piangere ….>>